Gaza, caso Epstein, droni e intelligenza artificiale nei conflitti: il 2026 è stato un anno pieno di crepe. Pochi hanno il coraggio di guardarle in faccia, ma “Iconografie 2026”, festival della rivista omonima, ci prova per la sesta edizione consecutiva. Dal 25 al 27 settembre, Milano ospita tre giorni di incontri, conversazioni e podcast live dedicati al presente e alle sue contraddizioni.

L’appuntamento è a Cascina Torrette, sede di “mare culturale urbano”: un luogo dove la rigenerazione urbana non è solo uno slogan ma un cantiere aperto su San Siro. Il festival, come sempre, è a ingresso gratuito: le domande scomode non dovrebbero avere un prezzo.

Sul palco si alterneranno, tra gli altri, Cecilia Sala, Noam Sheizaf, Leonardo Bianchi, e le scrittrici Widad Tamimi e Tea Hacic-Vlahovic. Un cast che raccoglie l’eredità di edizioni passate con protagonisti come Zerocalcare, Francesco Costa e Stefano Nazzi

Sabato sera, inoltre, il programma vede l’anteprima gratuita italiana di NAZA, documentario premiato a Venezia 2026 con il Premio Speciale della Giuria.

Organizzata da Undermedia, con il sostegno di NERO e di Fondazione Cariplo, questa edizione arriva forte dei numeri del 2025: 1.472 iscrizioni e mille persone in tre giorni. Un risultato notevole per una rivista indipendente.

Cos’è Iconografie: da progetto di ricerca a fenomeno editoriale

Iconografie nasce nel 2019 come «tentativo di capire il presente mentre sta succedendo». Come? «Partendo da immagini, fenomeni e linguaggi che finiscono per entrare nella memoria collettiva», come spiega il direttore Mattia Salvia.

Due anni dopo, nel 2021 il progetto diventa anche una rivista cartacea.

Casi, estetiche e culture di internet finiscono così sulla carta, costruendo un archivio dello spirito del tempo. Il risultato è una comunità che oggi conta oltre 80.000 follower su Instagram e più di 1.000 abbonati.

Nel frattempo, il progetto si è allargato.

Oltre al festival e alla rivista, infatti, Iconografie vive online con un archivio digitale, podcast e la newsletter Tempolinea: una pubblicazione dedicata all’attualità internazionale e al “caos globale”, che ha superato le cento uscite.

Il programma di “Iconografie 2026”: tre giorni tra politica, guerra e società

«Politica, internet, estetiche e cultura pop si contaminano continuamente: il festival mette questi pezzi nello stesso spazio e prova a capire che cosa raccontano del momento storico che stiamo vivendo». È con queste parole che gli organizzatori di “Iconografie” aprono la sesta edizione. 

Ecco come si articola il programma del festival 2026 a San Siro.

Venerdì 25 settembre: l’apertura con “La rivoluzione di Milano”.

Alle 19.00 si apre il festival con un incontro dedicato alle contraddizioni delle grandi città contemporanee: metropoli progressiste e desiderabili, ma attraversate da turismo di massa, gentrificazione, crisi abitativa e aumento del costo della vita.

Sabato 26 settembre: giornalismo, guerra e Medio Oriente.

La giornata più densa del festival. Alle 15.30, il panel “La società più morale del mondo” affronta le narrazioni pubbliche della guerra a Gaza. Spazio anche alle tensioni tra sicurezza, identità nazionale e immagine democratica. Sul palco Noam Sheizaf — giornalista israeliano — e Widad Tamimi, autrice per Feltrinelli del romanzo Dal fiume al mare.

Dalle 17.30, sul palco approda il giornalismo d’inchiesta con la “Epstein Class“: partendo dalle accuse di traffico sessuale contro il miliardario americano, il laboratorio esplora élite, segretezza e culture del complotto. Protagonisti di questo panel Sacha Biazzo, coordinatore del team investigativo di Fanpage.it; Giulia Paganelli, scrittrice e antropologa; e Jacopo Di Miceli, giornalista esperto di complottismo ed estrema destra americana.

Alle 19.00, puntata live di Tempolinea con Cecilia Sala e Mattia Salvia dal titolo “Come cambia la guerra nel XXI secolo”.

Giornalista di cronaca internazionale, negli ultimi anni Sala ha raccontato sul campo i principali conflitti moderni. La conversazione sul palco di San Siro vede nel programma droni, intelligenza artificiale, sorveglianza e nuovi sistemi di targeting. Senza però dimenticare il ritorno di trincee, artiglieria e guerra di posizione.

Domenica 27 settembre: lavoro, corpo e cultura woke.

Alle 15.30, “Trovarsi una fatica” mette in scena il rapporto tra sinistra, lavoro e rappresentanza di classe. Voce di questo panel è Marta Fana, economista e ricercatrice specializzata in salari e disuguaglianze.

Alle 17.30, “Looksmaxxing” entra nelle culture maschili online e nel rapporto tra corpo, insicurezza e radicalizzazione. Sul palco Gaia Giorgi, autrice esperta in antifemminismo sui social; Gabriele Ciccarelli, autore del podcast Unpolished; Leonardo Bianchi, newsletter Complotti!; infine, lo streamer Homyatol — tra i volti più noti di YouTube Italia.

Alle 19.00, la chiusura è affidata a “Signora mia, il woke”, con Pietro Turano — attore di SKAM Italia e attivista LGBTQIA+ — e Mattia Salvia. Uno spettacolo live, ma anche un percorso sul termine “woke” e la sua trasformazione in uno dei terreni centrali delle guerre culturali contemporanee.

Iconografie 2026, Cascina Torrette a Milano. Festival di attualità politica

NAZA, l’anteprima gratuita a San Siro

Sabato sera, “Iconografie 2026” ospita la proiezione speciale gratuita di NAZA, documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia. Nelle sale italiane il 28, 29 e 30 settembre, il film è distribuito nel nostro Paese da I Wonder Pictures.

Girato sui tetti di Tel Aviv, NAZA raccoglie le testimonianze anonime di 24 membri dell’esercito e dell’intelligence israeliani, indagando i sistemi di sorveglianza, raccolta dati e selezione degli obiettivi usati nella guerra a Gaza. Il documentario nasce dal lavoro investigativo condotto tra il 2023 e il 2025 da +972 Magazine, Local Call e The Guardian.

Non è un caso che a Milano sia presente anche Noam Sheizaf, tra i fondatori di +972 Magazine: la sua partecipazione crea un filo diretto tra il panel del pomeriggio e la proiezione serale.

Come partecipare a “Iconografie 2026”: date, sede e prenotazioni

In attesa della nuova edizione del Festival del Giornalismo di Verona, a Milano l’autunno si apre all’insegna dell’impegno civile: una missione che condividiamo.

“Iconografie 2026” è infatti in programma alla fine del mese di settembre, dal 25 al 27, a Cascina Torrette (via Quinto Cenni 11, San Siro), sede di “mare culturale urbano”.

Cascina Torrette non è soltanto però la cornice del festival, ma il cuore pulsante del progetto culturale che lo ospita. Al suo interno si trovano infatti un ristorante, un bar, una gastronomia, una piazza coperta, una sala polifunzionale, spazi di coworking e sale prova. Nicchie pensate per accogliere il pubblico anche dopo la fine del festival.

Tutti gli incontri della sesta edizione di “Iconografie” sono a ingresso gratuito. È comunque consigliata la prenotazione del posto tramite la piattaforma ufficiale.

Il programma completo e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito www.iconografie.it, mentre gli aggiornamenti in tempo reale si trovano sui profili Instagram ufficiali @iconografiexxi e @maremilano.org.

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