Islanda, un NO che allontana l’Europa

L’Islanda “profonda” preferisce rimandare i negoziati sull’ingresso nell’UE ma resta comunque tra i principali partner europei attraverso accordi già esistenti. La vittoria del NO al referendum sulla riapertura dei negoziati esprime un “vorrei ma non mi conviene” che i federalisti europei sono chiamati ad analizzare. Forse il NO è un rifiuto della attuale incompiutezza dell’Unione Europea, una  denuncia della sua impossibilità di dare risposte e garanzie su tutti i fronti. La morale, anche in questa occasione, è che è tempo di rafforzare l’UE in senso federalista. Bando a ipocrisie e travisamenti, un’Europa riformata, forte e unita sarebbe vista con occhi diversi e più fiducia anche dai più scettici.

La bellicosa alleanza della NATO

Mentre Unione Sovietica e Patto di Varsavia si scioglievano, la NATO si espandeva verso est. L'Ucraina vittima sacrificale delle politiche aggressive di Russia e USA. Intanto la UE si riarma convertendo l'economia in crisi verso l'industria degli armamenti.

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Un programma per l’Europa? C’è già

L’Europa, insieme alla sua figliastra, l’Unione Europea, si sta dissolvendo perché non ha più una visione del suo ruolo e del suo futuro, né una ragione per tenere insieme i suoi sparsi membri. Molti accorrono al suo capezzale per cercare di ridargliene una. Articolo firmato da Guido Viale, uscito su Pressenza, partner di Heraldo.

L’Europa sotto la pressione americana

Tra dazi, minacce e deregulation, Donald Trump punta a indebolire l'Unione Europea e a smantellarne le regole comuni. Ma dietro il mito della "burocrazia che frena la crescita" si nasconde uno scontro molto più profondo: quello tra un modello fondato sul mercato e uno che prova ancora a mettere al centro cittadini, ambiente e diritti.