Hiroshima e Nagasaki: scelta militare o politica del terrore?

Le bombe atomiche esplose sulle città di Hiroshima e Nagasaki il 6 e 9 agosto del 1945 provocarono la morte diretta di 200.000 persone, oltre ai feriti, alle famiglie distrutte, al disastro ecologico e all’umiliazione di un intero popolo. Per il governo Truman fu un atto necessario per accelerare la fine della guerra e impedire in questo modo che centinaia di migliaia di soldati americani morissero in un’invasione del Giappone. L'articolo di Gerardo Femina uscito su Pressenza, partner di Heraldo.

La memoria prima della guerra

Al Bridge Film Festival l'anteprima italiana di "Palestine 36", il film-documentario della regista Anna-Marie Jacir che ricostruisce la Grande Rivolta Araba del 1936 e le radici della resistenza palestinese, intrecciando racconto storico e vicende umane in un'opera premiata nei principali festival internazionali.

India, la superpotenza che ancora non c’è

Dalla crescita economica alle profonde disuguaglianze sociali, dal nazionalismo hindu di Narendra Modi alla crisi della democrazia indiana. Matteo Miavaldi racconta un Paese che sta cambiando rapidamente, ma che deve ancora risolvere contraddizioni enormi.

La nuova scommessa cinese

Dopo anni di crescita impetuosa, la Cina affronta una fase di trasformazione segnata dal rallentamento economico, dalla sfida tecnologica e dalle tensioni geopolitiche. Il giornalista Gabriele Battaglia racconta il Paese di Xi Jinping dopo il suo recente ritorno a Pechino.

Il petrolio può fermare il mondo

Allarme sul possibile crollo delle riserve globali di petrolio: la crisi di Hormuz mostra la fragilità di un’economia dipendente dalle fonti fossili. Tra luglio e agosto si rischia una fase critica, la più spaventosa di tutti i tempi. Il governo alzi la testa dalle accise e pensi a misure efficaci anche se dolorose.

La Marcia Federale di Buenos Aires: l’università ricorda al Governo Milei chi vuole essere

Il 12 maggio il popolo è tornato in piazza per difendere l’università pubblica. La Marcia Federale Universitaria ha denunciato i tagli del governo Milei a istruzione, salari docenti, borse di studio e infrastrutture. Una cronaca emotiva dalla strada, tra memoria argentina, sindacati universitari e il diritto allo studio come promessa collettiva di futuro.