Bridge Film Festival 2026: il cinema torna a vivere ai Filippini
Dal 7 al 12 luglio la tredicesima edizione, con film in anteprima, ospiti internazionali, incontri, masterclass. "Skin Care" il tema della manifestazione quest'anno.

Dal 7 al 12 luglio la tredicesima edizione, con film in anteprima, ospiti internazionali, incontri, masterclass. "Skin Care" il tema della manifestazione quest'anno.

Dal 7 al 12 luglio 2026 Verona ospita la 13ª edizione del Bridge Film Festival, manifestazione che negli anni è diventata uno degli appuntamenti più importanti dell’estate culturale cittadina. Il festival, che si svolge tra l’Antica Dogana di Fiume, il Teatro Satiro Off, l’Ex Macello e altri spazi del quartiere Filippini, propone sei giorni di cinema internazionale, incontri, concerti, masterclass, performance e momenti di confronto con il pubblico.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Skin Care. Voglio una pelle splendida”, titolo ispirato a una celebre canzone degli Afterhours. La pelle diventa il simbolo attraverso cui interrogarsi sul rapporto tra identità, immagine e società contemporanea: dalle cicatrici fisiche e interiori ai canoni estetici, dall’invecchiamento alle trasformazioni del corpo, fino al modo in cui scegliamo di mostrarci o di nasconderci agli altri.
Come ha spiegato la co-direttrice artistica Ginevra Gadioli, il tema, nato quasi per gioco, si è rivelato capace di aprire riflessioni profonde sul nostro modo di stare al mondo e sui meccanismi della società contemporanea.
Anche quest’anno il Bridge Film Festival presenta una selezione di lungometraggi e cortometraggi provenienti dai principali festival internazionali.

L’inaugurazione di martedì 7 luglio sarà accompagnata dal tradizionale Musiforum di Salmon Magazine dedicato all’ascolto collettivo dell’album Masseducation di St. Vincent.
Seguiranno due anteprime speciali: il cortometraggio Un giorno ci rivedremo, con la presenza dei registi Lavinia Fagioli, Giacomo Manzotti e Cabeki, e Palestine 36, presentato dopo il Toronto Film Festival 2025. Nella stessa giornata prenderà il via anche la rassegna “Tomorrow’s Journey. Sguardi sul viaggio del futuro: ecologia, cultura, ambiente”, dedicata alle sfide ambientali attraverso opere come Silver City, Paris Fox e Solastalgia, accompagnate dalla presenza del regista Ado Hasanović.
Spazio inoltre ai giovani con le proiezioni dei cortometraggi Il gesto che conta e Communio, realizzati da Piero Facci insieme agli studenti veronesi.
Mercoledì 8 luglio il festival propone il talk “Cicatrici, visibili e invisibili: i segni di un conflitto”, seguito dalla proiezione del documentario A Fox Under a Pink Moon, dedicato alla storia della giovane rifugiata afghana Soraya Akhalaghi. Il pubblico potrà incontrare i registi Mehrdad Oskouei e Soraya Akhalaghi durante il Q&A finale. Parallelamente prende il via la rassegna universitaria “Ricordati di me, della mia pelle. Amori senza età”, con l’introduzione del professor Alberto Scandola e la proiezione di Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino. Giovedì 10 luglio sarà dedicato al tema della transizione di genere con un incontro insieme all’influencer Francesco Cicconetti, mentre il programma cinematografico proporrà il cortometraggio Aneddotica del lasciarsi, il film El cuerpo de Cristo e il lungometraggio Better Go Mad in the Wild, seguito dall’incontro con il sound recordist Lukáš Kasprzyk e il regista Stefano Santini.
Tra gli appuntamenti più attesi di venerdì 11 luglio spicca Le bambine, il nuovo film delle registe Valentina e Nicole Bertani. Dopo l’anteprima al Locarno Film Festival 2025, l’opera arriva al Bridge Film Festival accompagnata dalla presenza delle due autrici, che incontreranno il pubblico in un Q&A al termine della proiezione. Il film, descritto come un’opera onirica e audace, rappresenta uno dei momenti più prestigiosi dell’edizione 2026 del festival.

Il Bridge Film Festival conferma la propria vocazione multidisciplinare. Accanto alle proiezioni trovano spazio concerti, performance audiovisive, danza contemporanea e mostre. Tra gli appuntamenti figurano: le sonorizzazioni sul fiume; le performance audiovisive all’Ex Macello; la mostra “Slaughter Machines: Re-coding the residual”, dedicata alla videoarte internazionale; la sonorizzazione dal vivo del film muto Le avventure del principe Achmed; la nascita della Cittadella del Festival, che coinvolge attività commerciali e culturali del quartiere Filippini con aperture straordinarie e iniziative diffuse. Inoltre uno degli aspetti distintivi del Bridge Film Festival resta il coinvolgimento delle nuove generazioni. Oltre alla giuria universitaria, composta da studenti dell’Università di Verona, il festival organizza laboratori, percorsi formativi e progetti realizzati insieme agli istituti scolastici e ai giovani del territorio.
Sabato 11 luglio è prevista una masterclass (gratuita per gli studenti e dal costo di 10 € per gli associati) del regista australiano Matthew Thorne, dedicata all’importanza della fotografia cinematografica, mentre il programma include anche la rassegna per bambini Baby Cocai e numerose attività dedicate ai giovani autori.
Durante la conferenza di presentazione è stato sottolineato come il Bridge Film Festival sia reso possibile dal lavoro di decine di volontari e dalla collaborazione tra istituzioni, il Dipartimento di culture e civiltà dell’Università di Verona, Veneto Film Commission, sponsor e associazioni culturali del territorio. La manifestazione vuole essere non soltanto una rassegna cinematografica, ma anche un progetto di rigenerazione urbana capace di valorizzare il quartiere Filippini attraverso il cinema e la partecipazione della cittadinanza.
Con oltre ottanta opere provenienti da tutto il mondo, incontri con registi internazionali, sezioni dedicate ai giovani e un ricco programma interdisciplinare, il Bridge Film Festival 2026 conferma la propria identità di laboratorio culturale aperto alla città.
Per il programma completo consultare il sito del festival.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
