Un uomo cammina per strada, trova un teschio, lo deride, lo invita a cena e il teschio accetta. Questo รจ il nucleo genetico di uno dei personaggi archetipici della nostra modernitร . Come Faust o Ulisse, Don Giovanni รจ un personaggio che vive autonomamente ben oltre le opere artistiche che tentano di rinchiuderlo.

Abbiamo El burlador de Sevilla di Tirso de Molina, abbiamo il Dom Juan di Moliรจre, ma รจ nel felicissimo duo Mozart-Da Ponte che Don Giovanni assume gli aspetti che oggi ben conosciamo: da una parte il seduttore ossessionato dalle donne (brama che il Romanticismo vide come brama titanica di assoluto), dallโ€™altra il beffardo sacrilego.

Don Giovanni incarna quindi eros e dannazione. Ma Don Giovanni รจ anche solo. Deluso. Da Ponte fa fallire ogni tentativo di seduzione. Per tutta lโ€™opera vediamo sostanzialmente Don Giovanni fare fiasco. Essere interrotto sul piรน bello. Non raggiungere le amate โ€œfemmineโ€.

Il catalogo di Leporello, in questo senso, diventa archivio dellโ€™accumulo quasi atletico del protagonista, qualcosa di virtuale, un elenco di prodezze amatorie che noi in scena non ritroviamo.

La definizione piรน intrigante ce la offre Alessandro Baricco, che vede nel libertino impenitente non un simbolo di potenza, ma la manifestazione di un vuoto. Vuoto interiore che cerca di essere colmato da unโ€™appropriazione violenta e superficiale del femminile. Don Giovanni รจ un buco nero che dร  senso e mette in moto un mondo attorno a sรฉ.

Emblematico รจ il sestetto del secondo atto: tutti i personaggi sono pieni e vitali nella loro ricerca di vendetta, appena scoprono che colui che credono Don Giovanni altro non รจ che il servo Leporello, di colpo si ritrovano smarriti, cantano a cappella, in una sorta di doloroso misticismo.

Scriveva Massimo Mila: โ€œLโ€™assenza di Don Giovanni: รจ come un mulinello, un vortice rapidissimo che gira, come tutti i mulinelli, intorno รจ un buco, un vuoto. Quel vuoto che attira a sรฉ tutti gli altri รจ Don Giovanniโ€.

Lโ€™ambiguitร  del protagonista รจ riflessa nellโ€™opera stessa, difficile da definire, sospesa in un โ€œdramma giocoso per musicaโ€, che ora propende verso lโ€™opera buffa (Leporello, Zerlina, Masetto), ora verso la tragedia alta (Donna Anna, il Commendatore) e ora verso il soprannaturale (il Commendatore, ovvero il Convitato di pietra). Ma non รจ opera buffa, non รจ tragedia alta: รจ un dramma in cui riso e terrore coesistono.

Se dovessimo estrarre la trama nel modo piรน sintetico possibile: Don Giovanni, nobile seduttore e trasgressore, uccide il Commendatore dopo aver tentato di sedurne la figlia (Donna Anna) e continua a ingannare e corteggiare donne di ogni condizione (come la popolana Zerlina), accompagnato dal fido Leporello.

Invitato a cena dalla statua del Commendatore da lui ucciso, rifiuta di pentirsi e viene trascinato allโ€™inferno. Con la Channel Classics abbiamo una nuova edizione discografica dellโ€™opera, allโ€™interno di un catalogo nutrito quanto quello leporelliano (non saranno โ€œMille e treโ€ come โ€œin Ispagnaโ€, ma da una stima grossolana credo siano 250 le edizioni tra versione in studio o dal vivo dellโ€™opera).

Lโ€™edizione รจ una ripresa dal vivo (di ottimo suono) dello spettacolo andato in scena al Teatro Olimpico di Vicenza tra ottobre e novembre 2025, nellโ€™ambito del Vicenza Opera Festival 2025. Il progetto rientra in una trilogia che vedrร  anche Die Zauberflรถte (andata in scena questโ€™anno) e Nozze di Figaro sempre dirette da Ivรกn Fischer.

Ed รจ sul direttore ungherese e sulla sua orchestra che si concentrava lโ€™interesse maggiore. Ascolto lโ€™Ouverture e, pur riconoscendo il brano che ho sentito migliaia di volte, mi sembra di ascoltarla per la โ€œprima voltaโ€. Non perchรฉ Fischer scelga tempi bizzarri o vada verso direzioni inattese o inesplorate, ma perchรฉ il dosaggio di tutti gli ingredienti noti produce un effetto di grande fascino.

Tutto รจ trasparente, di grandissima eleganza, ma questo non implica una lettura distaccata o estetizzante. Una sottile inquietudine pervade tutta lโ€™opera, pur con tempi decisamente rilassati e morbidi.

Prendiamo la cosiddetta aria dello champagne, โ€œFin chโ€™han dal vinoโ€, il momento in cui Don Giovanni ordina a Leporello di organizzare una festa, e giร  si immagina ad amoreggiare al tempo di โ€œminuettoโ€, โ€œfolliaโ€ e โ€œalemannaโ€.

รˆ un presto in 2/4, una pagina brevissima, esplosione di pura energia: vero e proprio manifesto programmatico del protagonista, nella sua instabilitร , nella sua frenesia, nella sua impetuositร . Ha il passo di una contraddanza, su un impulso costante, con una pulsazione orchestrale che non si interrompe quasi mai.

Mentre Don Giovanni canta che la danza sia โ€œsenza alcun ordineโ€, la musica lo imbriglia in un ordine ritmico rigidissimo. Il desiderio di Don Giovanni รจ ossessione. La sua presunta libertร  da ogni schema morale รจ fortemente condizionata dalla sua erotomania, quasi patologica, robotica (oggi diremmo โ€œalgoritmicaโ€).

Ecco, laddove di solito le edizioni moderne puntano verso una velocitร  indiavolata (penso a Muti o a Currentzis), Fischer la rende piรน rilassata, quasi trattenuta, e proprio cosรฌ si percepisce con forza lโ€™ondeggiare โ€œmeccanicoโ€ della sua erotomania.

Il finale del primo atto, che vede tre danze sovrapposte โ€” minuetto per i nobili, contraddanza per Don Giovanni e Zerlina, danza tedesca in 3/8 per Leporello e Masetto โ€” รจ assolutamente un capolavoro. La direzione รจ di una trasparenza virtuosistica possibile solo con unโ€™orchestra del livello della Budapest Festival Orchestra.

Fischer decide poi di chiudere lโ€™opera con la morte di Don Giovanni, tagliando il sestetto finale (e con esso il bellissimo duettino tra Don Ottavio e Donna Anna, malinconico e riparatore). รˆ una scelta che non condivido e che, nel 2026, trovo un poโ€™ antiquata. Non significa perรฒ che Fischer privilegi la dimensione demonica o tragica dellโ€™opera, perchรฉ il tutto รจ davvero sostenuto con grandissimo equilibrio, tanto nei momenti buffi che in quelli patetici.

La direzione รจ schietta, di fortissima coerenza, non cerca lโ€™effetto strano o bizzarro a tutti i costi (penso al giร  citato Currentzis o a Jacobs, che pure mi piacciono), ma riesce a dire la sua in una discografia foltissima.

Passiamo alle voci. Il protagonista รจ Andrรจ Schuen, cantante che ha una buona carriera discografica in ambito liederistico. Questa esperienza non emerge nella resa dal vivo, dove anzi fatica negli accenti piรน sfumati.

Pesante in tutte le scene con Zerlina (scene dove al contrario dovrebbe essere insinuante e serpentino), troppo macho nel duetto โ€œLร  ci darem la manoโ€, cosรฌ come nellโ€™incantevole terzetto con Donna Elvira e Leporello. Nei recitativi mostra qualche colore in piรน, ma la linea รจ abbastanza monotona, tutta improntata su un Don Giovanni protervo, scuro, serioso.

In teatro avrร  certo fatto la sua figura, perchรฉ il cantante ha fascino e prestanza fisica, ma al solo ascolto non convince e appare poco allineato con la direzione di grandissima eleganza e nitidezza di Fischer.

Unico momento davvero magico รจ la serenata con il mandolino, โ€œDeh vieni alla finestraโ€, resa con grandissima morbidezza, tutta a fior di labbro. Peccato non ce ne siano stati altri.

Luca Pisaroni รจ Leporello. รˆ lโ€™unico, nel cast, a muoversi nella lingua di Da Ponte come a casa propria, e si sente: ha lโ€™accento giusto. Disegna un servitore mercuriale e ironico. Lโ€™aria del catalogo รจ risolta piรน sul piano dellโ€™astuzia e del mestiere che su quello vocale, ma lโ€™interprete รจ sicuramente di grande interesse.

Miah Persson รจ, assieme a Pisaroni, lโ€™altra โ€œstarโ€ di questa incisione. Purtroppo la sua Donna Elvira non mi convince. Fin dalla sua aria di sortita colpisce per il timbro insolitamente luminoso, quasi giovanile, che funziona abbastanza bene in alto, ma fatica non poco in basso (e gli affondi col grave di Donna Elvira hanno spesso attirato mezzosoprani a interpretare il ruolo). รˆ una Donna Elvira un poโ€™ querula. Spesso in affanno. Temo che lโ€™impegno vocale per venire a capo di singoli momenti musicali vada a sacrificare lโ€™interprete, che del personaggio non riesce a rendere tutte le potenzialitร , ibrido comโ€™รจ tra lโ€™involontariamente comico e il sublime.

Mi piace molto la coppia โ€œaltaโ€: Bernard Richter e Maria Bengtsson. Lui รจ un Don Ottavio di bel timbro, ben saldo. Avrei voluto un poโ€™ piรน di abbandono e languore nella celebre โ€œDalla sua paceโ€, ma per il resto รจ un Ottavio accorato e non โ€œsmammolatoโ€ come in certa passata tradizione.

Lei delinea una Donna Anna dolente e aristocratica. Bellissima la scena nella quale riconosce in Don Giovanni il proprio attentatore e lโ€™assassino del padre, un meraviglioso recitativo accompagnato, un notturno inquieto che va poi a sfogare nellโ€™aria di vendetta โ€œOr sai chi lโ€™onoreโ€.

Qui Bengtsson mostra tutto il suo dolore, trattenuto e nobile: la sua รจ una vicenda umana, ingiusta. Nellโ€™aria non vediamo unโ€™Erinni fiammeggiante (penso a Leontyne Price, dal vivo, con Karajan, vera forza della natura; o a Edda Moser, unico personaggio passionale nellโ€™edizione altrimenti compassata di Lorin Maazel). Questa Donna Anna non รจ la โ€œlama di Toledoโ€ vagheggiata da Massimo Mila: รจ il pudore e lโ€™angoscia della donna violata.

Funziona bene la coppia popolana. Samantha Gaul รจ una Zerlina schietta, non petulante, di bella polpa. Daniel Noyola รจ ruvido e ottuso quanto basta. Terminiamo con il Commendatore di Krisztiรกn Cser. Qui di solito abbiamo o bassi orcheschi o cantanti che occhieggiano allโ€™universo dei giganti wagneriani.

Cser รจ composto, di bel timbro, sufficientemente morbido. รˆ un uomo che viene ucciso per difendere sua figlia. Non รจ Sarastro. รˆ un uomo che diventa un fantasma e otterrร  vendetta.

Il finale appaga sul piano vocale, perchรฉ tutti cantano molto bene, ma restituisce forse personaggi molto piรน umani, finiti in uno strano scherzo del destino. Direi unโ€™edizione da conoscere, soprattutto per la direzione e per lโ€™orchestra, e attenderemo con piacere gli altri due pannelli della trilogia.

IL DISSOLUTO PUNITO, OSSIA IL DON GIOVANNI

Dramma giocoso per musica in due atti

(Channel Classics)

Wolfgang Amadeus Mozart, Don Giovanni, KV 527

  • Direttore: Ivรกn Fischer
  • Orchestra: Budapest Festival Orchestra
  • Etichetta: Channel Classics
  • Pubblicazione italiana: 28 agosto 2026
  • Registrazione dal vivo: Teatro Olimpico di Vicenza, ottobreโ€“novembre 2025

Cast completo

PersonaggioInterprete
Don GiovanniAndrรจ Schuen
LeporelloLuca Pisaroni
Donna AnnaMaria Bengtsson
Donna ElviraMiah Persson
Don OttavioBernard Richter 
ZerlinaSamantha Gaul
MasettoDaniel Noyola
Il CommendatoreKrisztiรกn Cser

ยฉ RIPRODUZIONE RISERVATA