Sabato 28 Febbraio, presso la Biblioteca Civica di Verona, si è tenuto il primo appuntamento della sesta edizione del Festival del Giornalismo di Verona. L’inaugurazione targata Lorenzo Colantoni, attraverso la mostra fotografica “Lungo la corrente“, ha offerto uno sguardo sull’AMOC, sistema di correnti nell’Atlantico settentrionale ed in particolare sulla Corrente del Golfo, suo tassello più influente.

Protagonista dell’inaugurazione è stata anche la Fondazione Antonio Megalizzi, che dopo aver conferito l’omonimo premio a Colantoni, ha consegnato il “Premio di Laurea Antonio Megalizzi” alla studentessa fiorentina Sofia Ritrovato, vincitrice del bando di concorso erogato dall’Università di Verona.

Presenti all’evento, tra gli altri, Luana Moresco, vicepresidente della Fondazione Antonio Megalizzi, e Simona Brunetti, docente del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’ateneo scaligero.

La mostra fotografica “Lungo la corrente”, foto di Veronica Lisi

Lungo la corrente

“Lungo la corrente” è una mostra fotografica a cura di Lorenzo Colantoni, ricercatore e reporter, che mette in luce il funzionamento delle correnti oceaniche, l’elemento meno considerato del sistema climatico planetario.

L’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) è un sistema di correnti nell’Atlantico settentrionale. Svolge un ruolo fondamentale nella ridistribuzione del calore tra le regioni più calde, vicine all’equatore, e quelle più a nord. La Corrente del Golfo è una delle sue componenti più importanti: ha origine nel Golfo del Messico e poi si divide in altre correnti (ad esempio, quella delle Azzorre, quella norvegese e quella di Spitsbergen) una volta raggiunta l’Europa.

C’è ancora molta incertezza sul funzionamento effettivo delle correnti, ma in generale sono influenzate dalla temperatura e dalla salinità: la corrente, muovendosi verso l’Europa, evapora, diventa più densa e fredda, affonda più in profondità e infine torna indietro. Lo scioglimento dei ghiacci artici, l’aumento delle precipitazioni e altri effetti della crisi climatica stanno tuttavia sconvolgendo profondamente questo equilibrio, e la Corrente del Golfo è ora lenta come non è mai stata negli ultimi 1.600 anni. Alcuni degli effetti più importanti del cambiamento climatico a cui stiamo assistendo potrebbero essere già amplificati dal rallentamento delle correnti.

Questa sesta edizione del Festival del giornalismo ha come tema “Un mondo in fiamme”. Il lavoro di ricerca di Colantoni, però, lo ha condotto fino alle più fitte distese di ghiaccio del pianeta, nel pieno Circolo Polare Artico. «In realtà ci sta bene “un mondo in fiamme”, perché l’artico si sta davvero sciogliendo. Lì è dove ho visto il cambiamento climatico con i miei occhi. È effettivamente un mondo in fiamme, ma è anche un mondo che ha le soluzioni per estinguere queste fiamme che stanno divampando ovunque.»

Colantoni ha concluso il proprio intervento sostenendo che resta imprescindibile accettare che, a breve, il mondo che abbiamo sempre conosciuto cambierà inevitabilmente: «Stiamo già vivendo in un mondo profondamente diverso. Dobbiamo comprendere che questi cambiamenti che noi definiamo ambientali hanno in realtà diramazioni sociali, culturali, economiche e politiche che noi leggiamo sui giornali ogni giorno. Dobbiamo imparare a collegare queste informazioni e trovare una maniera per conviverci.»

L’enorme lavoro di Colantoni è stato certificato proprio dal “Premio Antonio Megalizzi“, riconoscimento che il Festival assegna da ormai cinque edizioni, assieme alla fondazione, ad uno degli ospiti del festival stesso.

Queste le parole della Fondazione Antonio Megalizzi in merito all’assegnazione del premio a Lorenzo Colantoni: “Per la capacità di coniugare rigore giornalistico, profondità narrativa e visione europea, la Fondazione assegna il Premio Antonio Megalizzi a Lorenzo Colantoni, giornalista ambientale che, attraverso il progetto multimediale Lungo la corrente, ha dato forma a un racconto di rara intensità e precisione. Tra fotografia, video e scrittura, Colantoni costruisce un viaggio che dalle Azzorre si spinge fino al profondo Nord Artico, seguendo il respiro della Corrente del Golfo: non solo fenomeno oceanico, ma filo invisibile che intreccia clima, ecosistemi e destino delle coste europee. Ne emerge un’opera corale, pubblicata anche su Internazionale e culminata nel libro Lungo la corrente, capace di rendere comprensibili, tangibili e umanamente vicini gli effetti del cambiamento climatico, illuminando con chiarezza le conseguenze che attendono il nostro pianeta. Per l’altissima qualità del lavoro, l’accuratezza dell’indagine e la forza divulgativa che trasforma la complessità scientifica in coscienza civile, Lorenzo Colantoni incarna lo spirito del premio e l’impegno che ha guidato il lavoro di Antonio Megalizzi: un giornalismo capace di attraversare confini, connettere storie e accendere consapevolezza.”

Sofia Ritrovato e il premio di laurea

Millecinquecento euro è la cifra che la Fondazione Antonio Megalizzi ha riservato per Sofia Ritrovato, studentessa fiorentina vincitrice del premio di laurea dell’omonima fondazione. La sua tesi magistrale riguardante la tutela del multilinguismo in Unione Europea è valsa la vittoria del concorso erogato con l’Università di Verona.

Il premio, volto a valorizzare il lavoro di ricerca di giovani laureati che si sono distinti per interessi legati all’Europa, alla comunicazione e al giornalismo, incarna i medesimi valori di senso critico, etica ed impegno civile per cui spiccava Antonio Megalizzi, scomparso durante l’attentato di Strasburgo del 2018.

Gli scorsi anni sono stati premiati: William Beccaro nel 2022, Barbara Schiavulli nel 2023, Laura Silvia Battaglia nel 2024 e Alice Speri nel 2025.

«L’idea alla base è che la diversità linguistica e culturale che contraddistingue i cittadini europei rappresenti in realtà una ricchezza piuttosto che un ostacolo.» Sofia ha poi proseguito «Condividere questo momento con persone del settore con più esperienza di me come Lorenzo Colantoni e i rappresentanti della Fondazione è un valore aggiunto a ciò che già rappresenta un momento per me fantastico.»

Luana Moresco, vicepresidente della Fondazione Antonio Megalizzi, ha elogiato il lavoro di Sofia, definendo la sua ricerca «un’esempio per tanti altri studenti che, come Sofia, attraverso lo studio del presente potranno migliorare il futuro e l’indomani»

Sofia Ritrovato (a sinistra) con la professoressa Susanna Brunelli di UniVR. Foto di Veronica Lisi

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