Un’estate di caldo record, città sempre più esposte alle temperature estreme e una qualità dell’aria che continua a interrogare Verona. Lo smog non è soltanto un problema ambientale: riguarda la salute, il modo in cui ci si sposta, la progettazione degli spazi urbani e le scelte amministrative. È questo il cuore di Smog generation, il tema centrale della quinta edizione di Festambiente. Dall’11 al 13 settembre Legambiente Verona porta il festival al Parco della Provianda, in Veronetta, trasformando il nuovo spazio in un luogo di incontro, confronto e socialità.

Sport, laboratori e attività all’aperto accompagneranno gli appuntamenti dedicati alle grandi questioni ambientali della città, con particolare attenzione all’inquinamento atmosferico e alle conseguenze che lo smog produce sulla vita quotidiana. Il tema arriva in un momento decisivo. La qualità dell’aria, il verde urbano, la mobilità e la capacità di Verona di affrontare il caldo estremo saranno inevitabilmente tra i terreni di confronto della campagna elettorale in vista delle comunali del 2027. A pochi mesi dall’avvio del percorso verso le elezioni, Festambiente vuole quindi mettere a fuoco ciò che è stato fatto e le scelte ancora da compiere. Tra gli appuntamenti più attesi ci sarà il confronto con l’Assessore alla Transizione Ecologica, Mobilità e Traffico del Comune di Verona Tommaso Ferrari sui cinque anni di amministrazione che si avviano a vivere gli ultimi mesi e sulle prospettive per i prossimi. Un’occasione per discutere anche delle politiche necessarie a ridurre lo smog, ripensare la mobilità e rendere la città più vivibile e resiliente. Ne abbiamo parlato con Andrea Gentili, presidente di Legambiente Verona.

Presidente, perché avete scelto “Smog generation” come tema della quinta edizione di Festambiente?

Andrea Gentili

«Perché la qualità dell’aria è una delle questioni più urgenti per Verona e per l’intero bacino padano. Lo smog non è un problema astratto né una questione che riguarda soltanto gli ambientalisti: incide sulla salute delle persone, soprattutto su quella dei bambini, degli anziani e di chi soffre di patologie respiratorie. Riguarda il traffico, il trasporto pubblico, il riscaldamento degli edifici, la pianificazione urbana e il modo in cui immaginiamo la città del futuro. Abbiamo scelto questo titolo anche perché viviamo una fase in cui gli effetti della crisi climatica sono sempre più evidenti. Le estati sono più calde, le ondate di calore più frequenti e gli spazi urbani spesso non sono ancora progettati per proteggere le persone. Parlare di smog significa quindi affrontare insieme ambiente, salute e qualità della vita.»

Il tema dell’inquinamento atmosferico torna ogni anno, soprattutto durante i mesi invernali. Perché è importante discuterne anche a settembre?

«Perché l’aria non può diventare una priorità soltanto quando vengono superati i limiti o quando arrivano i provvedimenti emergenziali. Le cause dell’inquinamento si costruiscono durante tutto l’anno e devono essere affrontate con politiche strutturali. A settembre è possibile ragionare con maggiore lucidità su ciò che serve per l’autunno e l’inverno, senza aspettare che l’emergenza sia già esplosa. Inoltre, il tema dello smog è strettamente legato a quello del caldo e della crisi climatica. Le due emergenze non sono separate: una città con poco verde, molto traffico e superfici impermeabilizzate è più esposta sia all’inquinamento sia alle temperature estreme.»

Quali sono, secondo voi, le principali criticità di Verona?

«La prima criticità è la difficoltà di ridurre il traffico privato. Verona continua a dipendere molto dall’automobile e questo ha conseguenze sulla qualità dell’aria, sulla sicurezza stradale e sull’occupazione dello spazio pubblico. L’attuale amministrazione ha lavorato molto in questa direzione e molto, in effetti, è stato fatto, ma il lavoro non si può fermare qui. Serve un trasporto pubblico più efficiente, capillare e competitivo, ma anche una rete ciclabile realmente connessa e sicura. Mancano all’attuale rete almeno 75 km di piste ciclabili. Un altro tema è il verde urbano. Non basta piantare qualche albero o realizzare interventi isolati: occorre una strategia complessiva, che consideri il verde come una vera infrastruttura della città. Gli alberi contribuiscono a ridurre le temperature, migliorare la qualità dell’aria e rendere più vivibili i quartieri. Infine, bisogna intervenire sugli edifici, sull’efficienza energetica e sulle fonti di riscaldamento. La qualità dell’aria dipende da molte componenti e non può essere affrontata con una sola misura.»

Festambiente si svolgerà alla Provianda di Veronetta. Che cosa rappresenta questo luogo?

«La Provianda è uno spazio importante per la città, non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche sociale. Portare Festambiente in Veronetta significa incontrare un quartiere vivo, attraversato da molte energie e da una forte presenza studentesca e giovanile. Vogliamo che il festival sia accessibile, aperto e capace di coinvolgere persone diverse. Il parco permette di unire momenti di confronto e attività all’aperto. Ci saranno incontri, laboratori, sport e occasioni di socialità. L’obiettivo è parlare di temi complessi senza rinunciare alla dimensione partecipativa e conviviale.»

Quali saranno gli appuntamenti principali?

«Il programma sarà articolato su più giornate e affronterà i temi dello smog, della mobilità, del clima, del verde urbano e della salute. Ci saranno momenti di approfondimento, attività per bambini e famiglie, iniziative sportive e occasioni di incontro con le realtà del territorio. Uno degli appuntamenti più attesi sarà il confronto con l’assessore Ferrari. Sarà un momento importante per discutere dei cinque anni di amministrazione che stanno per concludersi, verificare ciò che è stato realizzato e capire quali siano le prospettive per il futuro.»

L’Assessore alla Transizione Ecologica, Ambiente, Mobilità e Traffico del Comune di Verona Tommaso Ferrari

Perché avete scelto di invitare l’assessore Ferrari?

«Perché riteniamo necessario confrontarci con chi ha responsabilità amministrative. Festambiente non vuole essere soltanto un momento di denuncia, ma anche uno spazio di dialogo e di proposta. A un anno dalle elezioni è importante capire quali risultati siano stati raggiunti, quali problemi restino aperti e quali impegni possano essere assunti per i prossimi anni. Il confronto pubblico è utile se consente ai cittadini di conoscere le scelte compiute e di valutare quelle future. Su temi come la qualità dell’aria, la mobilità e il verde urbano non bastano gli annunci: servono obiettivi misurabili, tempi chiari e continuità amministrativa.»

La campagna elettorale per le comunali del 2027 è ormai all’orizzonte. L’ambiente sarà davvero centrale?

«Dovrà esserlo. Non è più possibile considerare l’ambiente un settore separato dalle altre politiche. La qualità dell’aria riguarda la salute, la mobilità riguarda l’economia e il lavoro, il verde urbano riguarda la sicurezza e la vivibilità dei quartieri. Sono temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Manca un anno alle elezioni ed è il momento di capire che cosa è stato fatto e che cosa si vuole fare. I cittadini dovranno poter confrontare programmi concreti, non soltanto dichiarazioni generiche. L’ambiente deve entrare nell’agenda politica con la stessa centralità che ha nella vita delle persone.»

Quali sono le priorità che Legambiente chiederà alla prossima amministrazione?

«La prima è una strategia organica per la mobilità, che riduca la dipendenza dall’auto privata e renda più semplice scegliere il trasporto pubblico, la bicicletta o gli spostamenti a piedi. Servono investimenti, ma anche una visione complessiva e coerente. La seconda priorità è il rafforzamento del verde urbano, con nuovi alberi, più manutenzione e una maggiore tutela degli spazi esistenti. Bisogna intervenire soprattutto nei quartieri più esposti al caldo e con meno dotazione di verde. La terza riguarda la qualità dell’aria. Occorre lavorare sulle emissioni del traffico, sugli impianti di riscaldamento e sull’efficienza energetica degli edifici. Servono dati aggiornati, monitoraggi trasparenti e politiche capaci di produrre risultati verificabili. Infine, chiediamo maggiore partecipazione. Le decisioni che riguardano la trasformazione della città devono essere discusse con i cittadini, le associazioni e le realtà del territorio.»

Che cosa vi aspettate da Festambiente?

«Ci aspettiamo che sia un’occasione per informarsi, discutere e costruire proposte. Vorremmo che le persone venissero al festival non soltanto per ascoltare, ma anche per portare esperienze, domande e idee. Festambiente deve essere un luogo in cui l’ambiente non viene raccontato come un tema distante, ma come una parte concreta della vita quotidiana. Parlare di smog significa parlare di come andiamo a scuola o al lavoro, di quanto sono vivibili i nostri quartieri, della salute dei nostri figli e delle scelte che Verona dovrà compiere nei prossimi anni.»

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