Ieri, martedì 30 giugno alle ore 18.30, in via dell’Artigliere 4A in Veronetta, si è tenuta l’inaugurazione di Rinfusa Lab. L’attività nasce da un progetto della Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni in Calabria, volto all’inserimento di persone con disabilità nel mondo del lavoro attraverso pratiche artigianali. Ne abbiamo discusso con Nicole Ventimiglia, educatrice presso il laboratorio.

“Tante cose fatte bene”

Rinfusa Lab è il laboratorio educativo della cooperativa Centro di Lavoro San Giovanni Calabria, nato a gennaio di quest’anno nella nuova sede di via dell’Artigliere, dopo lo spostamento dalla precedente attività alimentare (la “bottega dello speziale” di via Macello, dedicata a marmellate e mostarde).

Lo slogan trainante del laboratorio è “tante cose fatte bene”, quindi uno spazio all’interno del quale la pluralità non diventa disordine ma bensì mescolanza.

Rinfusa Lab è infatti l’unico servizio educativo della cooperativa che accoglie ragazzi e ragazze con disabilità dai 18 anni in su – oggi con 13 partecipanti totali – che necessitano di un periodo di formazione in uno spazio protetto, della durata di uno fino a un massimo di due anni e mezzo/tre, prima di un possibile inserimento all’interno del mondo del lavoro.

L’obiettivo del progetto – come sottolineato da Nicole – non è insegnare mansioni specifiche, ma accompagnare i partecipanti nell’esplorazione delle proprie possibilità relazionali e nella costruzione di un’autonomia intesa come consapevolezza crescente di sé, degli altri e dell’ambiente circostante.

I prodotti di Rinfusa Lab

Nicole Ventimiglia ci ha descritto la scelta di lasciare “Lo Speziale” aprendo un laboratorio sociale come una decisione volta a plasmare la coscienza umana dei propri lavoratori. I prodotti che Rinfusa offre, infatti, sono atipici ma autentici.

Le attività principali sono: legatoria con la così detta “Linea Righetti”. Prodotti dedicati a un partecipante del progetto – Davide Righetti – appassionato di fotografia e che trasforma le proprie istantanee in disegni stratificati, diventati poster e copertine di quaderni rilegati poi a mano; riciclo creativo della carta, da cui nascono cartoline piantabili e le “bombe di semi” per il guerrilla gardening – il prodotto più apprezzato. Si tratta di piccoli oggetti simili a caramelle, fatti con carta riciclata, polveri naturali e semi di fiori misti, pensati per essere piantati.

Punch needle (linea “Trame”), la tecnica di ricamo più centrale del laboratorio, da cui nascono cornici, specchi, ricami su shopper, spille e portachiavi. Infine, gli inventari, un lavoro più concettuale in cui i ragazzi inventano personaggi a partire da oggetti che li rappresentano, poi trasformati in stampe su shopper.

Uno spazio felice

Un tema ricorrente e che ha seguito l’intero elenco dei prodotti offerti da Rinfusa Lab è il rifiuto della “pietas”. Chiunque entri in negozio deve essere attratto della bellezza e dalla qualità del prodotto, ancor prima che dall’identità di chi lo compone.

Perché creare qualcosa di bello ed esteticamente impattante non è un servizio mono direzionale verso l’acquirente, ma un principio fondamentale per la dignità dell’artigiano. Il prodotto finale non ha quindi il fine di dare corpo alla sofferenza o alla compassione, ma di regalare opportunità umane e formative ai lavoratori che prendono parte al progetto.

Per informazioni e aggiornamenti sui prodotti, consultare la pagina Instagram @rinfusa.lab

L’inaugurazione di ieri

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