Il 22 novembre, per chi ama la musica, è un giorno particolare: ricorre infatti Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti. Ed è proprio in questa data che I Musici di Santa Cecilia offrono ai cittadini veronesi un concerto sinfonico gratuito. Lo fanno da 25 anni, sempre e solo il 22 novembre: lunedì o mercoledì che sia, per chi ama la musica non ha importanza. Il concerto si tiene rigorosamente nel giorno della ricorrenza. Quest’anno il 22 novembre cadrà di sabato e si svolgerà nella Basilica di San Zeno.

Chi apprezza la musica la ascolta sempre volentieri, magari avvalendosi delle migliori registrazioni e sofisticati impianti HiFi. Tuttavia, l’esecuzione dal vivo possiede qualcosa che nessun apparato elettronico può trasmettere. In un concerto dal vivo si avverte un’emozione particolare nel pubblico e altrettanta adrenalina negli artisti, già percepibile in quel brusio sommesso e rispettoso che precede l’inizio.

L’emozione unica di un concerto dal vivo

Poi l’ingresso degli esecutori, accolto dagli applausi. Per primi gli orchestrali con i loro strumenti, che procedono all’accordatura. Quindi il coro, con tenori, soprani, contralti e bassi. Seguono i solisti e, infine, il direttore d’orchestra. Il concerto sta per iniziare: è il momento della massima attenzione. Silenzio palpabile in sala, concentrazione assoluta. Le luci si abbassano, i respiri si trattengono, i cuori battono forte. Le mani dei violinisti restano sospese sugli archetti, i coristi aprono gli spartiti, tutti gli occhi puntati sul direttore. Poi il primo accordo: orchestrali e coro si sciolgono nella musica. L’attesa è finita, il concerto è iniziato.

Se la riproduzione di un’opera sinfonica da un supporto tecnico è per definizione sempre identica, così non è nelle esecuzioni dal vivo. A partire dal luogo – una chiesa, ad esempio, con risonanze uniche – passando per la composizione orchestrale e corale, fino all’interpretazione personale del direttore. Ogni concerto dal vivo è un unicum, in cui tutte le sfumature interpretative, colte solo dal vero estimatore, entrano a far parte dell’emozione complessiva.

La Nona di Beethoven capolavoro della musica sinfonica

Il 22 novembre alle 20,45 nella Basilica di San Zeno sarà eseguita la Nona Sinfonia di L. v. Beethoven, unanimemente considerata uno dei capolavori assoluti della musica sinfonico-corale. L’opera si articola in quattro movimenti: i primi tre solo orchestrali, l’ultimo anche con solisti e coro. Il concerto vedrà la presenza di un’orchestra di 50 strumentisti e quasi 80 coristi, grazie alla collaborazione tra il Coro e l’Orchestra de I Musici di Santa Cecilia di Verona, diretti dal M° Dorino Signorini, e il Coro Lirico San Filippo Neri, diretto dal M° Iris Composta. I quattro solisti sono: il soprano Annalisa Massarotto, il mezzosoprano Syuzanna Hakobyan, il tenore Massimo Cagnin e il baritono Nico Mamone.

L’evento è inserito nel programma degli appuntamenti organizzati dal Comune di Verona per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre.

Gioia e fratellanza in musica con le parole di Schiller

La Nona è l’ultima sinfonia composta da Beethoven e la prima, tra le sinfonie classiche, a includere solisti e coro. Fu scritta quando l’autore era ormai completamente sordo: le note, non potendole udire, le immaginava nella mente. La parte corale del quarto movimento è basata sulle parole dell’Ode alla Gioia” di Friedrich Schiller, potente e iconico inno alla fratellanza e alla speranza. Il tema è stato adottato come Inno ufficiale dell’Unione Europea e dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2001.

Beethoven aggiunse, all’Ode di Schiller, un prologo di sua mano, sottolineato musicalmente nei primi minuti del quarto movimento. Un capolavoro nel capolavoro: da un ricercato contrasto tra motivi e da un apparente disordine strumentale iniziale, emerge, prima sommessamente e poi sempre più chiaro, il tema dell’Inno alla Gioia.

La musica non ha bisogno di traduzioni: è un linguaggio universale che parla al cuore, all’anima e alla mente. Beethoven lo ha sublimato con semplicità e potenza in un inno alla gioia e alla fratellanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA