Un tempo qui era tutto Goldoni! Mi sono innamorato del teatro a otto anni (Dante si innamorรฒ di Beatrice a nove). Fu un colpo di fulmine. Per un bimbo veronese innamorato perso comโ€™ero io, lโ€™estate teatrale nei cortili era quanto di piรน ghiotto e godurioso potesse capitare. Il mio primo Goldoni fu I due gemelli veneziani con la regia di Roberto Puliero. E fu una bomba a esplodermi addosso. Di gioia pura.

E sรฌ, era (quasi) tutto Goldoni un tempo. Debuttai molti anni dopo come Cavaliere di Ripafratta ne La locandiera con la compagnia Giorgio Totola (al liceo invece interpretai il ruolo di Isidoro, il cogitore, nelle Baruffe chiozzotte) e non so, ho sempre pensato che fosse bellissimo far parte di uno spettacolo dellโ€™estate nei cortili, estate che tante gioie (e anche patemi) mi aveva dato negli anni. Poi perรฒ Goldoni รจ passato di moda. Fare Goldoni sembrava un poโ€™ vincere facile (ma Goldoni รจ tutto tranne che facile), e si sono preferiti testi moderni (magari adattamenti da film o sceneggiature originali degli stessi registi). Adesso, dโ€™estate nei cortili, non รจ facile trovare nemmeno uno Shakespeare o un Moliรจre. Goldoni รจ diventato un autore poco rappresentato.

Ricordo un geniale Arlecchino e Brighella contro lโ€™adulatore (regia del compianto Gherardo Coltri), per stare al teatro amatoriale; ma anche un Bugiardo con la regia di Glauco Mauri (e un ottimo Roberto Sturno nel ruolo di Lelio) o una Trilogia della villeggiatura con la regia di Luca De Fusco e un insolito ma efficace Lello Arena, in panni goldoniani. A dimostrare che, quando Goldoni รจ messo in scena con ingegno, si capisce benissimo perchรฉ sia un classico e perchรฉ a lui si debba la riforma della Commedia dellโ€™Arte. Grande curiositร  per questo spettacolo che apre la quarantesima edizione del Grande Teatro di Verona con la regia di Valerio Binasco.

E grande attesa per un titolo, Una delle ultime sere di carnovale, con il quale Carlo Goldoni nel 1762 prese congedo da Venezia prima di partire per Parigi; e per un regista, Binasco appunto, che ho sempre trovato di grande intelligenza. La trama รจ semplicissima, riassunta perfettamente dal titolo: il tessitore Zamaria riunisce amici e lavoranti per una serata di carte, cena e ballo. Il disegnatore Anzoletto, innamorato di sua figlia Domenica, decide di partire per la Moscovia, e la festa diventa un addio.

Tutto รจ ambientato in casa di Zamaria e si svolge quasi in tempo reale: le unitร  aristoteliche sono rigorosamente rispettate. Sotto lโ€™apparente linearitร , si nasconde una lettura โ€œa chiaveโ€. Nei panni di Anzoletto che parte si cela lo stesso Goldoni, chiamato in Francia per almeno due anni, il quale decise di congedarsi dal pubblico veneziano proprio con questa commedia. Per non parlare apertamente di sรฉ, trasformรฒ i comici in tessitori e sรฉ stesso nel disegnatore: ยซI Comici eseguono le opere degli Autori, ed i Tessitori lavorano sul modello deโ€™ loro Disegnatoriยป (come ci viene indicato a inizio testo, in โ€œLโ€™autore a chi leggeโ€).

Nei Mรฉmoires Goldoni ricorda che, la sera di martedรฌ grasso del 1762, la sala risuonava di applausi e dal pubblico si gridava ยซBuon viaggio! Tornate!ยป, e confessa di essersi commosso fino alle lacrime. Il 22 aprile Goldoni partรฌ per Parigi e non tornรฒ mai piรน. Non รจ una commedia di maschere, non abbiamo Pantalone o Balanzone, siamo piuttosto dalle parti dei Pettegolezzi delle donne o dei Rusteghi, ma con un tono piรน misurato, che smussa le asprezze.

La regia di Binasco si segnala per il grandissimo equilibrio e una โ€œmorbidezzaโ€ di fondo. Un senso di soffusa malinconia pervade lโ€™opera fin dallโ€™inizio. Il bel disegno luci a cura di Alessandro Verazzi dร  intimitร  e calore, ma crea anche una persistente penombra. Un tappeto sonoro costante (sia extradiegetico, sia per la fisarmonica di Baldissera) screzia il tutto di un velato senso di nostalgia.

I personaggi ci sono con le loro dinamiche, i loro caratteri, la loro rotonditร , ma non viene mai premuto lโ€™acceleratore sul caricato o sul grottesco. Per Binasco questo testo รจ un atto dโ€™amore verso il teatro. Ma non un teatro degli istrionismi o dei primattori. Un teatro piรน schietto, sincero, sicuramente piรน moderno.

Il dialetto รจ un dialetto colloquiale, scorrevole, con qualche adattamento per renderlo piรน efficace e di presa diretta sul pubblico. Le relazioni sono ben delineate e anche i personaggi piรน piccoli spiccano per profonditร  e chiaroscuro. Un piccolo esempio: ad apertura di sipario cโ€™รจ uno scambio tra Zamaria e Cosmo, un ragazzo di bottega (lโ€™ottimo Mauro Bernardi). Si capisce che Cosmo รจ un dongiovanni. Forse un poโ€™ leggerino. Ma non si cade mai nel macchiettismo. Non รจ questo il filone portante del personaggio. Cosmo vuole portare una ragazza alla festa. Ma si capisce che รจ di buon cuore, semplicemente giovane e spensierato: nel corso dello spettacolo mostra affetto e premura verso il suo padrone e verso il buon esito della festa.

E cosรฌ tutti quanti. Merito della penna di Goldoni, della bravura degli interpreti, della mano sicura di Binasco. I personaggi entrano in scena piano piano, a gruppetti, impariamo a conoscerli con calma, ognuno con la propria cifra: il marito geloso, lโ€™ipocondriaca, il buontempone, e cosรฌ via. A un certo punto ce li ritroviamo tutti in scena, dentro una partita a carte (la meneghella) che vede piรน di una decina di personaggi interagire tra loro, con tutti i loro contorni definiti e le loro personalitร , in un meccanismo perfettamente oliato, che non ostenta mai virtuosismo. Non cโ€™รจ affanno. Non cโ€™รจ compiacimento.

รˆ una sera di festa, ma crepuscolare. Tutti siedono attorno a un grande tavolo, e Binasco evita lโ€™effetto โ€œUltima cenaโ€, cioรจ la fila di commensali schierati di fronte alla platea come nel Cenacolo di Leonardo: alcuni attori danno tranquillamente le spalle al pubblico, perchรฉ, se la cosa รจ gestita con mestiere, si puรฒ.

La partita รจ decisamente troppo lunga, ma non sono forse cosรฌ certe tombolate tra parenti? Non ci sono grosse conflittualitร . Non ci sono personaggi ostili. Cโ€™รจ una bella amicizia. Cโ€™รจ simpatia. Ci sono personaggi che si sostengono a vicenda. Per caritร , non manca qualche baruffa. Divertentissimi i siparietti tra lo spassoso Ivan Zerbinati (Agustin) e Cristina Parku (Elenetta).

Nel secondo tempo, ancora con una partita di carte in ballo, irrompe una donna, una francese, Madama Gatteau (la strepitosa Milvia Marigliano), che porta un poโ€™ di scompiglio, strappa qualche applauso a scena aperta (il momento volutamente piรน gigionesco), ma poi diventa anche soluzione verso lo scioglimento finale. Nicola Pannelli ed Elisabetta Mazzullo interpretano con grande carisma Sior Bastian e Siora Marta, lโ€™unica coppia di ricchi borghesi invitati alla festa. Sono mondani, scanzonati, ma sono anche di buon cuore.

Un plauso a Giordana Faggiano nel ruolo di Alba con tutti i malanni del mondo. La coppia di innamorati giovani รจ resa con freschezza da Marta Cortellazzo Wiel e Matteo Cremon. Cremon รจ Anzoletto, il doppio di Goldoni di cui si diceva. Spicca lo Zamaria di Michele Di Mauro, burbero, brontolone, schietto.

Natalino Balasso รจ Sior Momolo. In cartellone sono il suo nome e il suo volto a risaltare, ma lโ€™opera รจ un delicato affresco corale e Balasso sa inserirsi con sobrietร , portando il suo โ€œdi piรนโ€, ma sempre ben amalgamato con tutti gli altri. Precisi e misurati anche Orietta Notari, Siora Polonia, e Daniele Marmi, Sior Lazaro. E tutto il resto del cast si mostra divertito e affiatato nel gioco di squadra.

Si diceva che questo รจ un omaggio al teatro. La cosa non รจ mai esibita. Non ci sono riferimenti meta troppo evidenti o didascalici. Sรฌ, Madama Gatteau potrebbe ricordare certe primedonne. Il momento in cui i servi di bottega allestiscono uno spettacolo di ombre cinesi potrebbe essere un omaggio ai tecnici di scena o a certi effetti โ€œillusionisticiโ€. Da Binasco eravamo abituati a regie piรน incisive, piรน attualizzanti. Devo dire che a me รจ piaciuto questo sguardo โ€œcaldoโ€ su una bella umanitร , magari con i propri vezzi e le proprie magagne, ma sempre solidale. Un Goldoni un poโ€™ terenziano. E questo รจ il suo bello.

Si ride spesso. Ci si diverte parecchio. A trovargli un limite, lo spettacolo รจ troppo lungo. Ma le feste, lo sappiamo, sono fatte cosรฌ. A chiusura ricordo che questa รจ la prima stagione del Grande Teatro firmata da Fabrizio Arcuri, che ha giร  ottenuto il Premio Verona Network. Dopo il successo dellโ€™Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano, sempre sotto la sua guida, le premesse per unโ€™annata interessante le abbiamo tutte.

Una delle ultime sere di carnovale
di Carlo Goldoni

Personaggi e interpreti
Sior Zamaria โ€“ Michele Di Mauro
Siora Domenica โ€“ Marta Cortellazzo Wiel
Sior Anzoletto โ€“ Matteo Cremon
Sior Bastian โ€“ Nicola Pannelli
Siora Marta โ€“ Elisabetta Mazzullo
Sior Lazaro โ€“ Daniele Marmi
Siora Alba โ€“ Giordana Faggiano
Sior Agustin โ€“ Ivan Zerbinati
Siora Elenetta โ€“ Cristina Parku
Siora Polonia โ€“ Orietta Notari
Sior Momolo โ€“ Natalino Balasso
Madama Gatteau โ€“ Milvia Marigliano
Cosmo โ€“ Mauro Bernardi
Baldissera โ€“ Andreapietro Anselmi
Martin โ€“ Aron Tewelde

Regia Valerio Binasco
Scene Guido Fiorato
Costumi Alessio Rosati
Luci Alessandro Verazzi
Suono Filippo Conti
Prima assistente alla regia Eleonora Bentivoglio
Secondo assistente alla regia Andreapietro Anselmi
Assistente scene Anna Varaldo
Assistente costumi Alberto Allegretti
Secondo assistente costumi Mattia Tomatis
Costumi realizzati da Sartoria Dโ€™Inzillo Sweet Mode
Scena costruita da Laboratorio del Teatro Stabile di Torino
Produzione Teatro Stabile di Torino โ€“ Teatro Nazionale, Teatro di Roma โ€“ Teatro Nazionale, TSV Teatro Stabile Veneto โ€“ Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano
Con il sostegno di Fondazione CRT

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