Andarò Festival evolve nella forma, mantenendo però intatta la propria visione. Per la quarta edizione, la manifestazione organizzata dall’associazione Andarò lascia Villa Are e approda allo Skatepark di Viale Colonnello Galliano, trasformando per cinque giorni uno degli spazi urbani più rappresentativi della città in un luogo dedicato alla musica, all’arte e alla socialità. Dal 29 maggio al 2 giugno prende vita “Andarò Fuoritempo”, la prima parte del festival dedicata alla scena veronese, mentre a settembre torneranno gli appuntamenti con artisti provenienti dal panorama indipendente nazionale e internazionale.

Più che un semplice cambio di sede, quello dello Skatepark rappresenta un ritorno alla natura originaria del progetto: uno spazio pubblico vissuto, condiviso e aperto alla cittadinanza. «Ci sono state delle situazioni per cui abbiamo deciso di spostare il festival da Villa Are allo Skatepark» spiega Andrea Canali, membro del direttivo dell’associazione. «Ma siamo molto contenti di questa nuova collaborazione». Un passaggio reso possibile grazie alla rete costruita attorno all’iniziativa: Urbair Festival, la cooperativa Milonga, A.S.D. Skatepark Galliano e il Comune di Verona. «Il nostro progetto è completamente autofinanziato, quindi le collaborazioni, soprattutto rispetto agli spazi, sono fondamentali».

Fin dalla sua nascita, Andarò ha cercato di distinguersi rispetto alla formula tradizionale del festival musicale. Non soltanto una successione di concerti, ma un progetto culturale capace di mettere in dialogo linguaggi differenti e pubblici eterogenei. Una filosofia che si conferma anche quest’anno e che trova il proprio fulcro nella valorizzazione della creatività veronese. «Crediamo che la nostra città sia una fucina di talenti, non solo musicali ma artistici in generale» continua Canali. «Verona è ricca di persone con idee, sensibilità e progetti straordinari, che troppo spesso incontrano difficoltà nel trovare spazi in cui esprimersi, crescere e farsi conoscere».

Da questa visione nasce anche il concorso dedicato agli artisti emergenti, ormai elemento stabile del festival. Il primo giugno saliranno sul palco Nenè, Callmeback ed Edere, tre progetti molto diversi tra loro, dal cantautorato indie all’elettropop fino alle sonorità shoegaze, in gara per aggiudicarsi una sessione di registrazione professionale. Un’iniziativa che riflette pienamente la natura di Andarò: non soltanto una vetrina, ma un concreto tentativo di creare opportunità.

The Foolz

Il programma attraversa generi e atmosfere differenti senza perseguire una linea estetica univoca. Si passa dal jazz del collettivo Duao al soul di Vittoria e i Gorilla, dal brit-rock dei Guastafestival all’alternative hip hop dei Mariorossifarap. Tra gli artisti più attesi figura Adriana, cantante veronese che negli ultimi anni ha consolidato il proprio percorso tra pop rap e r’n’b collaborando con figure come Shocca e Inoki, mentre lunedì sera sarà la volta dei The Foolz, già noti al pubblico di X Factor.

La domenica mantiene invece un carattere più trasversale, vicino all’atmosfera di una festa di quartiere: folk statunitense, punk folk irlandese, garage blues e afro balkan groove convivono nello stesso pomeriggio, seguendo quella logica fluida che sembra caratterizzare l’intero festival. Anche il 2 giugno proseguirà nella stessa direzione, tra folk alternativo, blues psichedelico e funk soul, fino alla chiusura affidata al dj set dei The Lovers.

Accanto alla musica trovano spazio yoga, laboratori per bambini, artigianato ed esposizioni artistiche. Negli spazi del festival sarà inoltre allestita una galleria temporanea dedicata alle opere della pittrice veronese Michela Meneguzzi, in arte Kemila, curata da Luana di Lieto. Un insieme di attività che propone un’idea diversa di evento culturale, più vicina a una comunità temporanea che a una semplice rassegna musicale.

«Andarò si propone come una sorta di contenitore» sottolinea Canali. «Una realtà che, rivitalizzando luoghi pubblici, apre uno spazio a tante altre associazioni, cooperative e realtà che vogliono contribuire alla valorizzazione dell’arte veronese in tutte le sue forme». In questo approccio trova spazio anche l’attenzione al sociale, grazie alla collaborazione con Energie Sociali e alla volontà dichiarata di ampliare ulteriormente la rete nei prossimi anni.

In una città che spesso fatica a trattenere le proprie energie culturali al di fuori dei circuiti più consolidati, Andarò continua così a muoversi in una dimensione quasi artigianale, ma non per questo marginale. Un festival costruito con risorse limitate e una forte partecipazione dal basso, che negli anni ha trovato la propria forza nella capacità di coniugare musica indipendente, valorizzazione degli spazi pubblici e senso di comunità. Senza trasformare tutto in uno slogan, ma lasciando che siano le persone, i concerti e i luoghi a raccontarne l’identità.

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