Qualche giorno di attesa e poi… estate!
Fino a sabato possibili temporali e rovesci. Poi meteo sempre più stabile e da martedì tempo quasi estivo.

Fino a sabato possibili temporali e rovesci. Poi meteo sempre più stabile e da martedì tempo quasi estivo.

A seguito dell’attività temporalesca molto intensa dei giorni scorsi, sul nostro territorio è affluita una massa d’aria fredda di origine polare marittima (mP), caratterizzata da temperature decisamente più basse rispetto alla media stagionale. Questa massa d’aria fredda è stata trasportata dalla circolazione antioraria associata alla depressione denominata Doreen, il cui minimo barico si trova attualmente sulla Norvegia.
Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori impulsi freddi in arrivo; pertanto, per qualche giorno ancora in Valpadana persisterà una residua instabilità atmosferica che potrà risultare a tratti anche piuttosto intensa. Tuttavia, già a partire dal weekend si osserverà una graduale influenza dell’anticiclone delle Azzorre, il quale estenderà un promontorio stabile verso il Mediterraneo (figura 1, media e anomalia della 500 hPa dal 16 al 21 maggio). Questa configurazione garantirà un tempo sempre più stabile e tipicamente estivo, accompagnato da un progressivo aumento delle temperature che raggiungeranno valori compresi tra 25 e 27 gradi nella prossima settimana.

Si è sviluppato tra le 18:00 e le 18:30 durante il passaggio di una squall line (linea di groppo), ovvero celle temporalesche organizzate che si estendevano da Brescia a Venezia (fig. 2a), caratterizzate dalla presenza di temporali a supercella. Questi sistemi sono frequentemente intensi e pericolosi, con rischio elevato di grandine e forti raffiche di vento.
Spesso al suo interno si attiva un downburst, un flusso freddo discendente dal temporale che, impattando sul suolo, genera raffiche lineari (fig. 2b) fino a 150 km/h in tutte le direzioni (outflow). Molti cronisti lo confondono con un tornado (o tromba d’aria), ma quest’ultimo si distingue per forti movimenti ascendenti con risucchio vorticoso di aria e detriti, che rendono visibile il cono di aspirazione, a differenza del downburst, dove i moti nel temporale sono discendenti.
Si possono prevedere tali fenomeni? Sì, grazie all’uso del radar Doppler e del nowcasting, che consiste in previsioni a brevissimo termine (entro 0-6 ore). Questi strumenti permettono di individuare e anticipare tornado e downburst rilevando specifiche firme di velocità e riflettività, come rotazione, wind shear e presenza di detriti. Negli Stati Uniti, queste tecnologie sono fondamentali nella sorveglianza dei tornado, consentendo ai meteorologi di emettere avvisi con un anticipo di 5-7 minuti o più prima dell’impatto al suolo.
Dai dati raccolti da ARPAV presso la stazione meteo di Verona Santa Caterina, è stata misurata una precipitazione di 12,4 mm, quantità insufficiente per definire l’evento un nubifragio. Infatti, l’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) classifica come nubifragio una pioggia che supera i 30 mm in un’ora. Il vento ha causato la caduta di numerosi alberi e rami, blackout e gravi disagi alla circolazione. È stata inoltre osservata la presenza di grandine, fortunatamente di dimensioni contenute, tra i 2 e i 5 cm di diametro.
Le raffiche di vento sono state particolarmente intense, causando ingenti danni, tra cui tetti scoperchiati soprattutto nelle zone della Fiera e di B.go Trento. Misurare con precisione l’intensità del vento risulta complesso, poiché il fenomeno del downburst ha dimensioni ridotte: dai meno di 4 km nei microburst a oltre 4 km nei macroburst. Inoltre, in città mancano stazioni meteo urbane dotate di anemometri ultrasonici (o sonici), strumenti essenziali per monitorare in modo continuo e affidabile le raffiche di vento estreme. Per ora, ci affidiamo ai dati provinciali ARPAV, che segnalano valori molto elevati, come 116 km/h a Salizzole e 84 km/h a Sorgà.

Fino a sabato il cielo rimarrà molto nuvoloso, con frequenti rovesci e temporali, che saranno particolarmente intensi e diffusi soprattutto nelle zone montane. A partire da domenica, invece, nelle aree di pianura il tempo migliorerà progressivamente, diventando sempre più soleggiato e stabile. In montagna, invece, si assisterà a due condizioni meteorologiche differenti: durante la mattina il cielo sarà prevalentemente sereno e soleggiato, mentre nel pomeriggio si formeranno annuvolamenti cumuliformi che potranno portare brevi e isolati piovaschi, talvolta anche temporaleschi.
Le temperature subiranno un aumento graduale, tornando a valori più consueti per il periodo stagionale. Le massime raggiungeranno fino a sabato valori compresi tra 16 e 18 gradi, saliranno attorno ai 22 gradi tra domenica e lunedì, e potrebbero arrivare fino a 26-27 gradi nel corso della prossima settimana. Le temperature minime, che attualmente si aggirano tra 9 e 10 gradi, tenderanno a salire fino a raggiungere valori tra 15 e 17 gradi nella settimana entrante. (fig. 36 Meteogramma per Verona)

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