Se gli effetti della pandemia sulla socialità e l’empatia si stanno rivelando disastrosi, a tratti anche controproducenti, qualcosa di buono sta germogliando in termini di consapevolezza sul necessario miglioramento della qualità della vita, che passa dalla salute e si declina in comportamento alimentare a scelte ambientali etiche. Insieme alla valorizzazione dei quartieri, Verona sembra star imboccando la giusta strada, anche se la percorre claudicante.

Un segnale deciso di riqualificazione, valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze arriva dall’apertura del mercato coperto di Campagna Amica, inaugurato lo scorso 15 maggio nel quartiere Filippini all’interno dell’ex Macello. Un luogo storico della città ormai da troppo tempo in disuso, fulcro di una quartiere poco valorizzato nonostante sia ubicato a cinque minuti a piedi dall’Arena.

Franca Castellani, presidente di Veronatura, consorzio gestore dei mercati di Campagna Amica di Coldiretti Verona

«Si tratta di uno spazio di 700 metri quadrati in cui, ogni sabato e domenica dalle 8 alle 13, le aziende agricole locali propongono prodotti freschi e di stagione a km zero – spiega Franca Castellani, presidente di Veronatura, consorzio che gestisce i mercati di Campagna Amica-Coldiretti Verona -. Il mercato al coperto, il dodicesimo a km zero nel Comune di Verona a cui se ne aggiungono altri quattordici in provincia, è dedicato non solo ad acquisti ma anche a degustazioni e sviluppo della cultura del cibo, educazione alla corretta alimentazione per bambini e ragazzi in collaborazione con le scuole. In programma anche momenti formativi dedicati alla biodiversità, contro lo spreco per un avvicinamento alla natura nel rispetto dell’ambiente». 

Un progetto che punta a diventare permanente

L’iniziativa strizza l’occhio ai grandi mercati europei prendendo a modello città come Londra e Barcellona: un luogo dinamico dove incontrarsi o uscire con la famiglia nel weekend, dove i produttori possano tornare a dare slancio alle loro imprese e i turisti conoscere i prodotti della tradizione. «In quest’ottica il nostro progetto non si ferma con il taglio del nastro – spiega Castellani -. Vogliamo allargare gli spazi e integrare nuove aziende. Pensiamo anche a ulteriori aperture durante la settimana fino a farlo diventare un mercato permanente». 

Dei progetti ambiziosi che richiederanno fondi, tempo e il supporto non solo dell’amministrazione ma anche dei cittadini. Per ora il riscontro delle prime aperture è stato positivo con buona affluenza, interesse nell’acquisto e curiosità. Il mercato coperto permanente potrebbe quindi essere l’occasione di dare alla città più ampio respiro.

Uno scorcio interno del mercato coperto

«Il mercato coperto si rivela una scelta vincente visto anche il cambiamento delle abitudini di consumo – chiarisce la presidente di Veronatura -. Secondo uno studio promosso da Coldiretti Verona per quasi 9 veronesi su 10 la provenienza incide sulla qualità dei prodotti. Un miglioramento delle buone pratiche misurabile anche in relazione allo spreco: infatti, quasi il 90% degli intervistati afferma di non buttare gli avanzi ma riscaldarli al pasto successivo. Unitamente a queste scelte alimentari, il mercato di Campagna Amica promuove la sostenibilità grazie alla stipula di una convezione con ForGreen, fornitore di energia rinnovabile alimentando il mercato coperto ai Filippini con energia pulita di origine agricola e a km zero. In questo modo abbiamo preso parte a una vera e propria comunità agroenergetica».

Anche l’energia è un tema agricolo

Un binomio delicato quello tra energia e agricoltura vista la recente petizione presentata da Coldiretti Veneto per dire “no” al fotovoltaico sui campi agricoli. 24mila firme raggiunte per un’iniziativa che sta assumendo portata nazionale con l’obiettivo di dirottare l’istallazione di fotovoltaico sulle aree non agricole, sui tetti e sulle aree dismesse. 

Il presidente di Coldiretti Veneto e Coldiretti Verona Daniele Salvagno ha portato lo scorso 18 maggio a Palazzo Ferro Fini le prime 24mila firme raccolte contro il fotovoltaico sui terreni agricoli.

Infatti, il Veneto, secondo i dati Ispra, è la regione che consuma più suolo in Italia e secondo le stime dello scorso anno ha perso ulteriori 785 ettari. Tra le province che hanno sottratto terreno all’agricoltura svetta Verona con 253 ettari. Primato non lodevole.

«E’ necessaria una pianificazione per la produzione di energia sostenibile nel pieno rispetto dell’ambiente, nella salvaguardia della natura e delle attività antropiche a essa collegate, come l’agricoltura – conclude Castellani -. Uno scempio estetico e paesaggistico che sta assumendo il profilo concreto di un problema a cui va posto un argine. Urge un provvedimento che promuova la valorizzazione in modo sinergico dei beni culturali, dell’ambiente urbano, rurale e naturale incentivando forme di produzione sostenibile». 

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