È molto più di un’opera tessile, il magnifico arazzo collocato a Casa Verona, presso l’Arsenale, e realizzato dalle socie dell’associazione Ad Maiora in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. È un racconto corale, fatto di fili intrecciati, simboli e valori condivisi, che unisce arte, sport e memoria storica in un’unica potente immagine.

A spiegare la genesi dell’opera è la Presidente Mariuccia Bussolin, che sottolinea con orgoglio come per la sua realizzazione siano state necessarie “53 mani”: non un numero casuale, ma la somma concreta del lavoro, della partecipazione e soprattutto dell’entusiasmo di tutte le socie che hanno collaborato, punto dopo punto, alla nascita dell’arazzo. Un progetto collettivo, a cui ha partecipato anche la Graphic design Elisa Fior dello studio Content(o), realizzatrice delle straordinarie “sagome in movimento” e che, per la sua bellezza, diventa esso stesso messaggio, esempio di collaborazione e di unità.

L’arazzo raffigura, su uno sfondo in pendenza, le sagome di atleti delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, colti nel dinamismo della competizione sportiva. Figure essenziali ma cariche di energia, che sembrano protese verso il futuro e verso quell’appuntamento che li vedrà protagonisti non solo sulle piste e negli impianti sportivi, ma anche a Verona, dove saranno premiati nel luogo più iconico della città: l’Arena. Un legame forte tra la tradizione millenaria della città e il grande evento sportivo internazionale.

Ma l’opera va oltre la celebrazione dell’evento olimpico. Come ricorda la Presidente Bussolin, “l’arazzo è anche un profondo simbolo di pace!”. Richiama alla memoria i momenti della storia in cui le Olimpiadi erano capaci di fermare la guerra, quando le armi tacevano e atleti, provenienti da popoli e nazioni diverse, gareggiavano fianco a fianco, uniti dal rispetto reciproco e dallo spirito sportivo. Un messaggio di straordinaria attualità, che risuona con forza in un presente segnato da conflitti e divisioni.

Collocato a Casa Verona, l’arazzo di Ad Maiora diventa così un luogo di incontro visivo e simbolico, capace di parlare a cittadini e visitatori. È la testimonianza di come l’arte, anche quella nata dal lavoro paziente e condiviso di tante mani, possa farsi veicolo di valori universali: inclusione, pace, collaborazione e speranza.

Un’opera che non si limita a decorare uno spazio, ma che invita a fermarsi, osservare e riflettere, ricordando che, proprio come nello sport, i traguardi più importanti si raggiungono insieme.

Il gruppo Ad Maiora con il Sindaco Damiano Tommasi e gli assessori Bissoli, Buffolo e Rotta,

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