La trentesima edizione del premio internazionale “Scrivere per Amore” torna a Verona dal 19 al 22 novembre 2025, articolandosi in un’intensa quattro-giorni che raccoglie il premio letterario e un “quasi-festival” – come viene definito – dedicato all’amore per i libri e ai libri sull’amore.

Promossa dal Club di Giulietta in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, sostenuta dalla Camera di Commercio di Verona, dalla Fondazione Cattolica e con la collaborazione del main sponsor Zanolli Forni, l’iniziativa conferma Verona quale sede privilegiata per riflessioni letterarie sul sentimento amoroso. Il Gala di premiazione sarà ospitato venerdì 21 novembre alle ore 18:30 presso la storica Arena Casarini dell’Hotel Due Torri.

«Nel vasto panorama dei festival letterari in Italia Scrivere per amore si distingue per la sua unicità, che riguarda il tema dell’amore», ha commentato Giovanna Tamassia, presidente del Club di Giulietta. «Anche se a ben guardare tutti i grandi romanzi della letteratura hanno a che fare con l’amore. Verona, per la sua vocazione legata al mito shakespeariano, si pone come la città ideale in cui parlare, dialogare e scrivere dell’amore».

Già queste parole indicano il duplice registro della manifestazione: da un lato, un premio per romanzi editi in Italia che abbiano una storia d’amore al centro; dall’altro, una serie di incontri, proiezioni, reading, dialoghi che esplorano l’amore nelle sue varianti – sentimentali, familiari, occasionali – senza però risolversi in una celebrazione scontata del “cuore”.

Il premio “Scrivere per Amore” ha radici che risalgono al 1996, anno in cui Verona ha dedicato un riconoscimento alla narrativa edita in Italia sul tema dell’amore. Negli anni la formula si è evoluta fino a farsi “festival diffuso” con una pluralità di eventi in città, fino a estendersi a una manifestazione di almeno quattro giorni, con incontri tra poesia, arte, romanzo e cinema e il gala finale. In ogni edizione risalta l’intreccio tra la dimensione letteraria e quella territoriale: la città di Verona, le sue librerie, le biblioteche, l’Università, tutte partner della manifestazione di volta in volta.

I finalisti 2025

Vediamo quali sono i tre finalisti di quest’edizione. A cominciare dalle Vedove di Camus di Elena Rui (L’orma editore). L’autrice è nata a Padova, vive in Francia dal 2006 e ha insegnato italiano ad Albi, Tolosa e Parigi; per Garzanti ha pubblicato La famiglia degli altri, candidato al Premio Opera Prima 2021. Nel suo romanzo racconta quattro donne che amarono lo scrittore francese Albert Camus: la moglie Francine Faure, l’attrice Maria Casarès, l’attrice Catherine Sellers e la giovane pittrice danese Mette Ivers. L’opera è descritta come “un ritratto al contempo intimo e inedito” dello scrittore e delle donne legate a lui.

Poi abbiamo Il male maschio di Enrico Dal Buono (La Nave di Teseo). Nato a Ferrara e residente a Milano, insegna scrittura creativa alla NABA e ha all’attivo raccolte di racconti e romanzi; questo è il suo quarto romanzo. Nel libro segue Andrea Occasi, anestesista quarantenne, che affronta tradimento, la morte della madre e l’incontro con Yaya, una donna che aprirà nuovi orizzonti emotivi. Il romanzo esplora la fragilità dei sentimenti, il confine tra bene e male, la violenza e l’espiazione.

Infine Niente di serio ma vediamo di Claudia Valeriani (Einaudi). Giornalista milanese, laureata in filosofia, ex vicedirettrice di «Marie Claire» e «Elle», con questo romanzo d’esordio racconta Sara, cinquantenne con figli adolescenti e recente divorzio: decide di iscriversi a una app di dating con lo slogan “niente di serio, ma vediamo”, innescando una storia di appuntamenti, desideri, mancanze e scoperta.

La giuria (composta da Francesca Arduini, Sara Biasi, Stefania Brentaroli, Roberta Camerlengo, Roberta Cattano, Massimo Galli Righi, Ernesto Kieffer, Massimo Mamoli, Silvia Nicolis, Marianna Peluso, Miryam Scandola, Paolo Valerio e Rossana Valier) ha motivato così la scelta: “Rui per la capacità di combinare rigore documentale, intelligenza psicologica e vibrazione emotiva… Valeriani per la capacità di raccontare un vissuto contemporaneo con leggerezza e ironia… Dal Buono per lo sguardo cupo e teso sulle ossessioni e smarrimenti emotivi maschili.

Il programma

Oltre alla proclamazione del vincitore, la manifestazione propone eventi che si snodano nei luoghi simbolici della città: si apre mercoledì 19 novembre al Cinema Fiume con la proiezione del documentario Manara (per la regia di Valentina Zanella) dedicato ovviamente al grande disegnatore e fumettista Milo Manara, che sarà presente in sala per un dialogo con la regista e il pubblico moderato dalla giornalista Marianna Peluso

Milo Manara

Giovedì 20 novembre presso la Libreria Pagina Dodici è il turno della poesia: la raccolta Maniere nere di Isabella Leardini sarà al centro di un incontro con Massimo Natale dell’Università di Verona.

Sabato 22 novembre alle 11:30 alla Biblioteca Civica lo spazio sarà dedicato ai carteggi amorosi con il reading “In pochi giorni ho vissuto un intero secolo” a cura del Circolo dei Lettori di Verona e del gruppo Ad Alta Voce. L’evento conclusivo si terrà a Villa Brenzoni Bassani di Sant’Ambrogio di Valpolicella con l’incontro con l’autrice Monica Pareschi e il suo libro Inverness (Polidoro) già finalista del Campiello.

Tamassia ha sottolineato che «ogni anno il programma si arricchisce di nuovi spunti e appuntamenti perché nulla più dell’amore ispira da sempre l’arte e la letteratura». E ha aggiunto: «Dalle storie romantiche ai legami familiari, dalla profondità dell’amore alla superficialità degli amori occasionali, fino agli amori impossibili, Verona continua ad essere la città legata più di ogni altra alle storie e alle corrispondenze d’amore».

Qualche riflessione

Questa edizione assume una particolare tensione con il gusto del contemporaneo: la scelta dei finalisti mostra tre declinazioni distinte del “tema amoroso”. Il romanzo di Elena Rui guarda al passato e al mito letterario, sollevando interrogativi su memoria, genio e affetto. Il libro di Enrico Dal Buono esplora un presente tormentato, la mascolinità ferita, la colpa e l’espiazione dentro le relazioni. Claudia Valeriani, infine, con tono leggero e ironico, affronta l’amore (o quello che si crede amore) nell’età matura, le app di dating, la solitudine post-matrimoniale, con delicatezza e autoironia.

L’ampiezza del programma (poesia, cinema, reading, letteratura), la presenza di luoghi simbolici della città e un contesto che unisce letteratura e territorio confermano che “Scrivere per Amore” non è un semplice premio: è un’occasione culturale che invita a interrogarsi sul sentimento, sulle parole con cui lo raccontiamo, sulle forme che assume nell’epoca digitale e globale.

L’ingresso a tutti gli eventi (salvo la proiezione al cinema Fiume a 5,50 €) è gratuito fino a esaurimento posti, sottolineando l’intenzione di aprire la manifestazione al pubblico più ampio.

Il festival torna a Verona proponendo non solo una premiazione ma un’esperienza culturale diffusa, dove scrittura, lettura e dialogo diventano strumenti per riflettere sull’amore — declinato in modi differenti e talvolta inaspettati. Verona, città che evoca da sempre il mito di Giulietta e Romeo, accoglie questa volta un’operazione letteraria che sceglie la parola scritta anziché la cortina romantica. In questo senso, “Scrivere per Amore” conferma il suo valore originale nel panorama italiano dei festival letterari.

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