Nelle serate di giovedì 23 e venerdì 24 giugno torna l’atteso Cinemateneo, l’appuntamento con il cinema organizzato dall’Università degli Studi di Verona che dopo le edizioni “settembrine” del 2020 e del 2021 a causa del Covid-19, viene riproposto nella sua naturale collocazione “temporale” di inizio estate, come alle origini della manifestazione. 

L’evento si inserisce all’interno della nuova rassegna Veronetta Contemporanea, organizzata dall’ateneo scaligero, che prevede un ampio cartellone di iniziative, fra reading di poesia, spettacoli teatrali, musica e molto altro. Il tutto all’interno della grande area adiacente al Polo Santa Marta, con accesso da via Cantarane. «Si tratta di un appuntamento ormai tradizionale per il pubblico veronese, che di solito partecipa numeroso alle nostre serate di cinema aperte alla città, dedicate non solo agli studenti ma anche a tutti i cittadini che vorranno avvicinarsi alle nostre proposte cinematografiche», spiega Alberto Scandola, professore di Cinema, fotografia e televisione dell’Università degli Studi di Verona e direttore artistico della rassegna.

Il tema di questa edizione

Il cyborg e il burattino – allegorie del corpo femminile all’interno del cinema contemporaneo ” è il tema scelto per questa edizione. I film selezionati quest’anno sono Titane (Francia-Belgio, 2021, regia di Julia Ducournau) e Annette (Francia, 2021, regia di Leos Carax) e sono stati entrambi presentati al Festival del Cinema di Cannes nel 2021, destando – in particolare il primo, che poi vinse l’ambito riconoscimento – un certo scalpore. Si ricordano, ad esempio, i post social piuttosto critici dell’attore e regista Nanni Moretti, peraltro non nuovo a questo tipo di uscite (i fan di Kathryn Bigelow ancora non gli hanno perdonato i commenti a dir poco ironici contenuti nel film Aprile sul film cult di fantascienza Strange Days, che peraltro in alcuni elementi richiama proprio i temi proposti nella rassegna 2022 di Cinemateneo). Annette, poi, è un musical-parodia di “La la land”, che parla dei rapporti di coppia, di individualismo e molto altro, con chiari riferimenti al mito di “Pinocchio” e non solo.

I due film proposti in quest’edizione hanno inoltre in comune fra loro la questione della fluidità di genere e il complesso rapporto del nostro corpo con la tecnologia, soprattutto in un futuro che potrà vederlo modificarsi sempre di più per adattarsi alle trasformazioni ambientali che stiamo imponendo al nostro pianeta.

Il nostro futuro

«Si affronta in questi due serate di cinema, il tema dell’organico e dell’inorganico nella nostra società, con una declinazione particolare al mondo del femminile», spiega ancora Scandola. «Una questione, quella dello sconfinamento biologico, che risulta attualissima e di cui ha parlato anche il noto regista David Cronemberg nella sua ultima opera, Crimes of the future, presentata all’ultimo festival di Cannes 2022, in cui guarda caso si prospetta una società di uomini e di donne il cui corpo si è modificato geneticamente a tal punto da essere in grado di digerire addirittura la plastica.

Il professor Alberto Scandola

Una sorta di trasformazione necessaria per affrontare l’inquinamento e le modifiche che l’uomo stesso ha imposto al proprio ecosistema. Si parla, in tutti questi film, del futuro della nostra specie e del nostro corpo. Degli adattamenti anche biologici che prima o poi saremo costretti a fare per poter sopravvivere al mondo che stiamo distruggendo. Si tratta, però, di un modo di affrontare queste tematiche in maniera non troppo intellettuale, con opere molto spettacolari, totalmente libere e in linea, in particolare Titane, con l’ideologia gender. Film che hanno al loro interno anche diversi elementi e tematiche, che sfociano in qualche momento anche in altri generi come l’horror o lo splatter.» Insomma, una proposta che non lascia certo indifferenti e che vuole in qualche modo provocare la riflessione dello spettatore su quanto ci sta accadendo attorno.

E a proposito di riflessione, la prima serata sarà introdotta e moderata dallo stesso professor Scandola, che dialogherà con la giornalista Jara Bombara, mentre la seconda verrà “anticipata” dal docente di Cinema, fotografia e Televisione dell’Università di Verona Denis Lotti, in dialogo con la dottoranda in Discipline dello spettacolo Francesca Cecconi. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito. Sarà presente anche un chiosco per la distribuzione di birra e bevande, per rendere ancora più confortevole, in serate che si preannunciano particolarmente calde, la visione dei film.

© RIPRODUZIONE RISERVATA