La Sisilla

Il festival musicale e teatrale nel cuore delle Piccole Dolomiti, a Recoaro Terme, tra Verona e Vicenza ai confini con il Trentino Alto Adige, è una boccata di ossigeno in questo caldo inizio d’estate, e una boccata di aria fresca che punta a un turismo montano anche in chiave culturale. L’ambiente è quello tipico e particolare delle Piccole Dolomiti, l’obiettivo di Il canto della Sisilla è presentare in sei sabati sera, a ingresso gratuito, tra giugno e agosto molti artisti, per lo più donne in controtendenza con i tanti festival dal marchio prettamente maschile, che, nel tempo, hanno percorso una strada personale, coerente e spesso coraggiosa. Tutto questo in dialogo con un luogo “al confine”, un rifugio, quello di Campogrosso, posto a 1.460 metri, luogo di passaggio ma anche di ristoro, luogo “altro”, che chiede “a chi lo incontra” l’attitudine a mettersi in gioco, a lasciarsi alle spalle una certa comodità e che ripaga poi con la bellezza erta dalla cornice dei monti e con un’accoglienza dai riflessi sempre più “culturali” come ci spiega Patrizia Laquidara (nella foto di copertina) per il secondo anno alla direzione artistica. Qualcosa che contiene in sé un’identità già forte, come dimostrano i nomi degli artisti invitati alla prima edizione e ora a questa seconda.

«Il tema di quest’anno ruota intorno a un piccolo gioco fonetico, la Sisilla incontra la Sibilla – puntualizza Laquidara –. La Sibilla, un antico archetipo, quella parte di noi che ci parla per enigmi come un misterioso messaggero, che ci spinge a inoltrarci in sentieri nuovi e a percorrere strade inconsuete. Sibilla come traccia da seguire, come forza oscura e al contempo luminosa, sempre trascinante. Sibilla come parola, come corpo, come suono, come rituale.» Ed ecco, in conseguenza di tutto questo, la scelta di artisti e artiste che come ispirate da sibille hanno seguito una strada personale spinte da un’esigenza di bellezza, di ricerca, di esplorazione del linguaggio, chi attraverso un rito sonoro, chi con la propria ricerca musicale o con il tramestio di formule magiche di guarigione.

Musso e Virgili con il “theremin”

Si inizia sabato 29 giugno alle 18.30 con Qualcosa d’invisibile, concerto per theremin, pianoforte e parole, con Leo Virgili al theremin ossia il primo strumento elettronico della storia, Giovanna Pezzetta, pianoforte, e Giuliana Musso, parole. Inventato cent’anni fa dallo scienziato sovietico Lev Termen, questo particolare oggetto si suona con delicati e precisi movimenti delle mani che non toccano mai lo strumento ma fluttuano nell’aria. Difficile suonare l’invisibile. Pochissimi al mondo i musicisti che riescono a suonarlo: Leo Virgili è uno di questi.

Tosca

Sabato 6 luglio alle 18.30 Tiziana “Tosca” Donati con la sua voce propone Appunti musicali dal mondo accompagnata da Giovanna Famulari al violoncello, pianoforte e voce, Massimo de Lorenzi alle chitarre, Fabia Salvucci alle percussioni e voce, e Alessia Salvucci alle percussioni. Si tratta di un “racconto in musica”, poetico e vibrante, che passa da un fado portoghese a una ninna nanna giapponese, da un canto sciamano a un tradizionale dei matrimoni Yiddish, da una ballata zingara fino ad approdare alle nostre sponde della musica d’autore e popolare napoletana, romana e siciliana, con uno straordinario omaggio alla canzone romana che da tempo Tosca valorizza oltre i confini laziali.

Sabato 13 luglio alle 18.30 la direttrice artistica si esibisce tra voce e letture in C’è qui qualcosa che ti riguarda, accompagnata da Andrea Santini elettronica, cori, Davide Repele alla chitarra acustica, elettrica, cori, Daniele Santimone alla chitarra acustica, elettrica, cori, Stefano Dallaporta al basso e cori, e Nelide Bandello alla batteria e cori. Un omaggio al femminile, alla  bellezza, alla  forza e alla  fragilità, il  racconto al tempo stesso intimo e universale di chi cade e si rialza. Un live ricco che alterna momenti di furore electrofolk  a giocosità postcaraibica,  invita al ballo ma anche a momenti intensi, intimi e profondi, dove le atmosfere notturne legate alla lettura di testi scritti dalla Laquidara rendono lo spettacolo più teatrale e narrativo.

As Madalenas

Sabato 20 luglio alle 18.30 As Madalenas presentano Vai menina con Cristina Renzetti voce, chitarra, percussioni, e la brasiliana Tati Valle voce, chitarra, percussioni. Dolce ed energico, il duo si scambia gli strumenti e le intenzioni, la lingua italiana e quella portoghese, esprimendo la forza e la delicatezza del mondo femminile e le sfumature diverse del folklore brasiliano, del samba e della canzone d’autore.

Mariangela Gualtieri

Sabato 2 agosto alle 18.30 va in scena Bello mondo, ossia Rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri con la guida di Cesare Ronconi. La poetessa cuce versi tratti soprattutto da Le giovani parole (Einaudi, 2015), ma inserisce anche poesie da raccolte precedenti, al fine di comporre una partitura ritmica che passa dall’allegretto al grave, dall’adagio fino al grande largo finale, col suo lungo e accorato ringraziamento al bello mondo, alla sua ancora percepibile meraviglia.

Faraualla

E infine sabato 10 agosto alle 18.30 Faraualla presenta Ogni male fore con le voci di Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone e Loredana Savino. Questo quartetto vocale barese è nato nel 1995 dall’incontro di quattro cantanti che hanno trovato un interesse comune nella ricerca sull’uso della voce come “strumento”, attraverso la pratica della polifonia e la conoscenza delle espressioni vocali di diverse etnie e di periodi storici differenti.

Al passo di Campogrosso si giunge salendo la Valle dell’Agno (dall’autostrada A4 uscire a Montecchio Maggiore e proseguire per Valdagno – Recoaro). La salita, circa 10 km, è molto ripida con tratti piuttosto stretti. Voluta e sostenuta dal  Rifugio Campogrosso di Recoaro Terme, con il Patrocinio del Comune di Recoaro Terme, Vicenza, e del Comune di Vallarsa, Trento, la rassegna inizia sempre alle 18.30. In caso di brutto tempo, gli eventi si terranno nella Sala Polifunzionale Gino Soldà fino a esaurimento posti.