Raggiunta l’età di trent’anni, Angèle pubblica, dopo circa cinque anni di attesa, “Instinct”, il suo terzo album in carriera, che si discosta notevolmente da quelle composizioni pop patinate e zuccherate che ne hanno consacrato la fama e il successo mondiale con Brol (2018) e Nonante-Cinq (2021).

Instinct (GGL Records / Sony Music) è un disco superbo, scritto e prodotto come un diario sonoro, registrato tra Bruxelles, Parigi, New York e Tokyo.

«È l’album più onesto, più sincero e più vicino a ciò che volevo», confessa l’artista con una calma che ha il sapore della liberazione.

Le tredici canzoni sono piccoli scorci di vita reale, permeate di felicità e tristezza, paura e desiderio, seduzione, confessioni spontanee, e se si ascolta l’intero album con particolare attenzione si possono percepire i sussurri degli amici più cari, accenni di conversazioni rubate, un albero che cade e persino la sirena di un’ambulanza rimasta incisa nel demo originale della splendida On verrà, la cui magia risiede proprio nella progressione del pianoforte, la quintessenza del marchio di fabbrica della popstar belga.

Dal punto di vista sonoro, guidato dal produttore Tristan Salvati, l’album abbraccia con coraggio la cultura della French Touch, la musica dance, la techno e il pop elegante.

Spicca in tal senso il brano What You Want (feat. Justice), un pezzo bilingue che mescola francese e inglese, dove un ritmo trascinante, esplosivi sintetizzatori, suoni elettronici e testi affilati esprimono emozioni e libertà creando un’atmosfera sensuale costruita sul gioco della seduzione e del desiderio.

La traccia Dis-le è forse il brano più rappresentativo dell’intero disco, un pop elettronico in pieno stile francofono dove la voce di Angèle affronta il tema dell’incomunicabilità e del bisogno di verità nelle relazioni. In italiano si traduce con “Dillo” e richiama il coraggio di esprimere sentimenti, paure e identità senza nasconderli, un inno all’istinto e alla libertà di esprimersi.

Il pezzo Love Triangle, magistralmente prodotto da SebastiAn, è uno dei momenti più sofisticati e sperimentali del disco, in cui la voce di Caroline Polachek si amalgama con quella di Angèle in una storia di gelosia e attrazione.

Nella commovente Je sais, Angèle affronta il complesso e sofferto rapporto con il padre, una confessione a cuore aperto, il vertice emotivo dell’intero disco.

Da menzionare anche la canzone Une Seule Vie, che riflette la fuggevolezza del tempo e la priorità di vivere secondo i propri valori anziché soddisfare le aspettative altrui.

C’è del gusto nei suoni, c’è una sensualità nella voce e nel personaggio di Angèle che al giorno d’oggi è merce rara.

Instinct è un disco vivo, un’opera complessa e stratificata, ma del tutto umana, il ritratto di una donna di trent’anni che ha vinto le sue paure, ha fatto pace con il peso della fama ed è tornata in studio solo quando il desiderio è diventato irrefrenabile.

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