Per tre giorni Forte Sofia cambia ritmo. La fortificazione austriaca costruita nel 1838 sulle colline a nord di Verona torna a trasformarsi in uno spazio per la musica, ma anche per l’incontro e la solidarietà. Dall’11 al 13 settembre arriva la quarta edizione di Holy Festival, manifestazione indipendente che mette insieme concerti, cibo, socialità e un obiettivo concreto: sostenere la clinica medica di Bajed Kandala, campo per sfollati nel Kurdistan iracheno dove vive una comunità ezida sopravvissuta al genocidio perpetrato dall’ISIS nel 2014.

Dietro il festival ci sono Forte Sofia APS, One Bridge to e RedLab, tre realtà veronesi che collaborano da anni con la clinica gestita dall’ONG Imprint of Hope. Il meccanismo è semplice: il ricavato della manifestazione viene destinato all’assistenza sanitaria gratuita per le famiglie del campo. Un impegno che nelle prime tre edizioni ha permesso di raccogliere quasi 18 mila euro. Anche quest’anno, dunque, il biglietto non è soltanto un lasciapassare per una serata di musica, ma un contributo diretto a un progetto che si trova a migliaia di chilometri da Verona.

Tre giorni, dieci progetti musicali

La musica resta però il cuore di Holy Festival. Dieci progetti della scena indipendente italiana e internazionale si alterneranno sul palco nell’arco dei tre giorni. Venerdì 11 settembre, dalle 18 a mezzanotte, aprono MANI, Kodama Croma, C+C=Maxigross e Al Doum & The Faryds. Sabato 12, dalle 17, sarà la volta di Hellfiu Band, INARIA, Upupayāma e Calvin James, dj irlandese e figura particolarmente legata alla storia solidale del festival.

James, dublinese, fondatore di Syrias Vibes e Wardog Foundation, dal 2017 collabora infatti con Imprint of Hope e con la clinica di Bajed Kandala. La sua presenza rende particolarmente evidente il filo che lega il palco di Forte Sofia alla comunità che il festival sostiene: la musica non è soltanto la colonna sonora dell’iniziativa, ma diventa parte di una rete di relazioni che attraversa confini e distanze.

Non mancheranno anche gli appuntamenti gastronomici. Durante il festival si potranno trovare il vino naturale dell’Osteria ai Preti, le birre artigianali di Santa Maria Craft Pub e la cucina palestinese di Yalla Amigo. Un altro modo per costruire quella dimensione comunitaria che Holy Festival porta avanti fin dalla prima edizione.

La domenica tra musica e giochi

La giornata conclusiva, domenica 13 settembre, cambia invece passo. Si comincia alle 14 e il programma si allarga a un pubblico più ampio, con Skaolians e AstralorP a chiudere la parte musicale. La novità di quest’anno è la collaborazione con Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada, che porterà a Forte Sofia giochi tradizionali e attività pensate per coinvolgere generazioni diverse. Per la prima volta Holy Festival apre così in maniera esplicita alle famiglie e ai bambini, mettendo nello stesso spazio musica, gioco e socialità.

Anche questa scelta racconta la natura di un festival che negli anni ha cercato di non essere soltanto una sequenza di concerti. Forte Sofia diventa per tre giorni una piccola comunità temporanea, dove il pubblico può ascoltare musica indipendente, mangiare e bere, incontrarsi e allo stesso tempo contribuire a un progetto sanitario lontano, ma reso vicino dalla possibilità concreta di sostenerlo.

Una delle novità dell’edizione 2026 riguarda inoltre l’ingresso: chi arriva prima delle 20 entra gratuitamente. Per chi invece vuole assicurarsi il posto ed evitare la coda, è possibile prenotare online. Holy Festival 2026 si svolge a Forte Sofia, in via Monte Novegno 2, Verona. Venerdì 11 settembre dalle 18 alle 24, sabato 12 dalle 17 alle 24 e domenica 13 dalle 14 alle 23.

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