Il Festivaletteratura di Mantova, inaugurato oggi in piazza Sordello, celebra il suo trentesimo anniversario. Alla presenza delle autorità cittadine, provinciali e regionali, la Presidente del Comitato promotore, Laura Bacchiglioni, ha espresso la sua gratitudine agli sponsor e alla straordinaria onda blu dei volontari che, anno dopo anno, rendono possibile il successo della kermesse. Ripercorrendo «il lungo viaggio trentennale intrapreso da quegli otto visionari» che, con dedizione e coraggio finanziario, diedero vita a questa straordinaria avventura, la presidente ha ricordato con commozione le figure storiche scomparse: Luca Nicolini, primo presidente, Gioia Polettini, affettuosamente nota come la “zia Giulia”, e Marco Ferreri, ideatore del celebre logo del festival.

«Il festival – ha sottolineato Bacchiglioni – si rinnova ogni anno, guarda al passato ma anche al futuro con occhi nuovi e conserva un forte valore civico». Basta scorrere il programma per notare una gamma ricca e articolata di eventi, molti dei quali gratuiti, affiancati da laboratori, mostre e persino da una “Parata Strampalata” che domenica 13 settembre partirà dalla cappella di Palazzo del Mago per arrivare in piazza Sordello, coinvolgendo tutte le persone che vorranno unirsi.

Foto di Laura Bertolotti

Anche quest’anno, oltre trecento autori e autrici sono pronti a incontrare sia i visitatori alla loro prima esperienza a Mantova, sia gli aficionados che non perdono un’edizione. Le vie della città si animano di installazioni, mentre le biciclette dei volontari in maglietta blu sfrecciano veloci, regalando un tocco di allegria alla manifestazione. A loro è affidato il compito prezioso di accogliere, guidare e, in qualche occasione, intervistare gli ospiti.

Ce n’è per tutti i gusti, da Tutto Nievo minuto per minuto alla musica in concerti al buio e dj set, fra suoni di ieri e di oggi. Interviste fulminanti, il rapporto che le stesse autrici e autori hanno con la lettura, le penne che scrivono tra giallo e nero. E come si scrive in guerra e di guerra? E quali sono le mappe delle migrazioni?

Questa edizione del festival guarda al presente senza volontà di semplificazioni, indaga i temi dell’identità, dell’appartenenza e cerca di capire l’odio crescente che ci circonda, ma promette di  farlo con la consueta naturalezza mettendo in dialogo chi scrive e il pubblico.

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