«È proprio un film realizzato con l’idea citazionale, da lanciare i pop-corn verso lo schermo, con quello spirito. Perciò ridete, lamentatevi, insultatelo perché secondo me i registi sarebbero d’accordo». Le parole del redattore de i400calci Toshiro Gifuni prima della proiezione di Mad Heidi, presentato alla seconda edizione dell’Extra sci-fi festival di Verona, sono abbastanza esemplificative del film svizzero realizzato mediante una campagna di crowdfunding.

Ad alimentare ulteriormente il clima scanzonato della serata ci ha pensato anche L’isola dei resuscitati morti, cortometraggio di Domenico Montixi presentato in apertura, che si prende gioco del filone di cinema zombie – in particolare Zombie 2 di Lucio Fulci – inondando la sala di sangue, budella e personaggi stereotipati figli degli anni Settanta. Insomma al Cinema Teatro Nuovo di San Michele sembrava di trovarsi nei Grindhouse statunitensi, dove la passione dei cinefili incontra il cattivo gusto – in senso positivo – del cinema exploitation.

La follia del cinema exploitation

Mad Heidi di Johannes Hartmann e Sandro Klopfstein racconta la realtà distopica in cui la Svizzera perisce sotto un governo dittatoriale capitano da Meili, determinato a eliminare chiunque soffra di intolleranza al lattosio e di conquistare il mondo mediante un particolare formaggio in grado di trasformare le persone in creature completamente accondiscendenti.

Parallelamente il Pastore Peter in versione gangster contrabbanda latticini prelibati, alternando alla vita da strada l’amore verso le sue pecore e Heidi, dolce ragazza che vive tra le alpi assieme al nonno. A causa però dell’assassinio dell’amato Peter le cose precipiteranno scatenando l’ira di Heidi, tramutandola in una perfetta macchina da guerra.

In queste poche righe di sinossi è condensata solo una percentuale della follia che regna nei 92 minuti del film, dimostrando un gusto per l’eccesso tale da rendere la visione una goduria costante tra citazioni, combattimenti alla Mortal Kombat con tanto di sanguinose fatality e la parodia stessa del cartone animato Heidi (La signorina Rottenmeier diventa Rottweiler).

Una natura popolare e vincente

Il merito di questa operazione risiede proprio nella sua natura popolare, comunitaria, che non cerca a tutti i costi il messaggio sociale mediante il genere – sebbene Heidi potrebbe esser vista come una nuova eroina dell’epoca post #MeToo – rivelando invece una onestà intellettuale non scontata.

Mad Heidi perciò rimane in superficie, dimostrandosi un film consapevole dei propri limiti ma che sa come intercettare il gusto del pubblico, a patto che quest’ultimo si presti al gioco cinefilo. Ma un film che in un’ora e mezza riesce a inserire con nonchalance i sottogeneri del revenge movie con una strizzata d’occhio a Kill Bill, il prison movie, il nun exploitation, il prison-escape, lo zombie movie, per poi concludersi con una battaglia in arena à la Gladiatore come non premiarlo? Infatti la sala a fine proiezione ha applaudito.

Appuntamento quindi con EXTRA sci-fi festival Verona per l’ultimo lungo fine settimana al Cinema Nuovo San Michele il 31 marzo e il primo aprile, e al Polo Santa Marta dell’Università di Verona durante la Giornata di studi dal titolo “Fahrenheit 2023. Viaggio nelle letterature distopiche anglo-americane”, giovedì 30 marzo dalle 9 alle 18.

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