Quarantadue anni di storia senza perdere la capacità di parlare ai giovani. È questo il traguardo raggiunto dal concorso “Diventiamo cittadini europei”, promosso dal Movimento Federalista Europeo di Verona e dedicato agli studenti del triennio delle scuole superiori del Veneto, celebrato venerdì 26 giugno nella Loggia di Fra’ Giocondo con la cerimonia di premiazione dell’edizione 2026.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente del Movimento Federalista Europeo di Verona, Giorgio Anselmi, che ha scelto una battuta per raccontare la longevità dell’iniziativa: «Ha superato i quarant’anni e non li dimostra». Dietro l’ironia c’è però la soddisfazione per un progetto che, nato a Verona nei primi anni Ottanta, è riuscito progressivamente ad allargarsi all’intero Veneto. «Mai avrei potuto immaginare che un’iniziativa partita da Verona si sarebbe estesa a tutta la regione», ha ricordato Anselmi. «Due anni fa abbiamo celebrato il quarantesimo anniversario con il presidente della Provincia Flavio Pasini. Oggi è il Comune, attraverso Europe Direct, a raccogliere il testimone e a confermare la vicinanza delle istituzioni a un progetto sostenuto dalle quindici sezioni venete del Movimento Federalista Europeo.»

Il passaggio di Europe Direct dalla Provincia al Comune rappresenta infatti più di un semplice cambiamento amministrativo: è il segno di una continuità istituzionale che conferma come la formazione alla cittadinanza europea sia considerata un investimento sul futuro del territorio. Su questo filo si è inserito l’intervento del sindaco Damiano Tommasi, che ha allargato lo sguardo al ruolo di Verona nello scenario europeo. Per il primo cittadino, la città deve saper valorizzare la propria posizione strategica, crocevia di infrastrutture e relazioni economiche internazionali, ma soprattutto sviluppare una cultura capace di guardare oltre i confini nazionali. «Siamo spesso troppo concentrati sul nostro Paese», ha osservato. «Dobbiamo invece essere europei nella mentalità, nei servizi, nelle dinamiche politiche e nelle scelte strategiche.» Un’ambizione che, secondo Tommasi, si lega anche alla vocazione internazionale di Verona, sede del primo interporto italiano e di numerose imprese straniere, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo di riferimento per l’intero Triveneto.

Foto da Unsplash di Jorge Fernandez Salas

A confermare l’impegno dell’amministrazione è stato anche Giacomo Cona, consigliere delegato ai rapporti con l’Unione Europea, che ha assicurato la prosecuzione del sostegno alle attività dedicate ai giovani attraverso lo sportello Europe Direct. Ma il concorso non vive soltanto grazie alle istituzioni. Da oltre quattro decenni rappresenta soprattutto un laboratorio educativo costruito insieme alle scuole, ai docenti e agli enti che ne condividono la missione. Un percorso che non si limita a premiare gli studenti migliori, ma offre loro strumenti per comprendere la complessità dell’Europa contemporanea.

È questo il significato richiamato da Benedetto Coccia, intervenuto a nome dell’Istituto San Pio V di Roma, tra i principali sostenitori dell’iniziativa. «Il primo grazie va ai docenti», ha affermato. «Sono loro che ogni anno presentano il concorso alle classi, senza altra ricompensa che vedere premiati i propri studenti.» Il riconoscimento, infatti, consiste in una settimana di studio e approfondimento a Nocera Umbra, dove i ragazzi possono confrontarsi con temi europei raramente affrontati nei programmi scolastici. «In un momento storico segnato da eventi imprevedibili e complessi, questa esperienza aiuta a formare cittadini più responsabili e consapevoli.»

L’educazione alla cittadinanza europea passa però anche attraverso la partecipazione democratica. Un concetto ribadito da Beatrice Frascatani, che ha illustrato la missione di ALDA, organizzazione impegnata nella promozione della democrazia dal basso. Sostenere un progetto rivolto alle scuole superiori, ha spiegato, significa investire proprio nella crescita civica delle nuove generazioni. La stessa prospettiva è stata condivisa da Fabrizio Creston, che ha spiegato come l’interesse della CISL nasca dalla convinzione che le grandi sfide sociali del presente possano essere affrontate soltanto con strumenti giuridici e finanziari di respiro europeo.

Attorno al concorso continua così a consolidarsi una rete sempre più ampia di soggetti pubblici e privati, accomunati dall’idea che la costruzione dell’Europa inizi dalla formazione dei cittadini. Ne è un esempio l’ingresso, tra i sostenitori dell’edizione 2026, dell’Inner Wheel Club Verona. La vicepresidente Emanuela Franzolin Zavarise ha letto il messaggio della presidente Irma Riva Raffaelli, assente per un imprevisto, spiegando come l’associazione abbia conosciuto il progetto grazie al direttore d’orchestra Nicola Guerini e abbia deciso di sostenerlo perché capace di offrire «un percorso che non si limita alle conferenze nelle scuole, ma prosegue con un seminario di approfondimento destinato a giovani che rappresentano la parte migliore della nostra società».

Prima della consegna dei premi, Giorgio Anselmi ha rivolto un ringraziamento anche agli altri sponsor che rendono possibile l’iniziativa: Coop Alleanza 3.0 di Castelfranco Veneto, Fondazione Archivio Vittorio Cini di Venezia, Fondazione ROI di Vicenza, i Rotary Club di Cittadella, Legnago e Verona, oltre alle borse di studio dedicate alla memoria di Alberto Gastaldello e Gianpier Nicoletti.

I premiati di quest’edizione

Per la provincia di Verona sono stati premiati Davide Manni (Istituto Marco Polo), Lea Elettra Belmonte (Liceo Artistico), Giulia Benetti e Giulia Micheletti (Liceo Agli Angeli), Chiara Castagna (Liceo Messedaglia), Andrea Assadi (Istituto Bolisani di Villafranca), Tommaso Rigoni (Liceo Medi di Villafranca), Celeste Arcangeli (Liceo Maffei), Leonardo Vilio e Alice Pase (Istituto Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano), Sara Pegoraro (Istituto Minghetti di Legnago), Martino Capitti (Liceo Fracastoro), Ximing Zhang (Liceo Guarino Veronese di San Bonifacio) e Laura Meneghello (Istituto Dal Cero di San Bonifacio).

Dopo quarantadue edizioni, “Diventiamo cittadini europei” continua così a dimostrare la propria attualità. Non soltanto un concorso, ma un percorso culturale che invita gli studenti a guardare oltre i confini nazionali e a riconoscere nell’Europa non un concetto astratto, bensì uno spazio comune di diritti, responsabilità e partecipazione.

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