Alle porte ci aspetta un’estate calda, un’estate di play-off, di play-out, ma soprattutto di ripescaggi e, nel caso della Virtus Verona, di potenziale riammissione. La sconfitta virtussina contro il Lumezzane nell’ultima sfida di campionato, per quanto già decretati retrocessi, avrebbe potuto accendere ai rossoblù le speranze per scalare una potenziale graduatoria di riammissione. Criteri che sono stati presentati oggi stesso dalla Lega Serie C.

Resta però il solco di una sconfitta diventata abitudine, con una squadra incapace di reagire di fronte alle sfide che questo campionato ha posto lei di fronte.

Riammissione: possibilità concreta?

La stagione della Virtus è stata una montagna russa di obiettivi falliti e altrettante improvvisazioni sul da farsi. Inizialmente i play-off, poi la metà classifica, poi la salvezza diretta, poi i play-out e infine la riammissione. Il campionato lo ha chiuso da terzultima in classifica, retrocedendo direttamente senza passare per i play-out, vista la gigantesca distanza dalla diretta concorrente.

Sono infatti ben quindici i punti di distacco dalle Dolomiti Bellunesi, quartultima classificata. Una differenza spaventosamente abissale se si considera la bassa classifica in cui ambo le formazioni hanno navigato per gran parte della stagione.

@ph.nicolaguerra / VV

I criteri per la riammissione

La Lega Serie C ha approvato oggi stesso i criteri necessari per le procedure di riammissione e ripescaggio per la stagione 2026/2027, al netto che nel Girone B si deve disputare ancora un turno play-out per decretare l’ultima formazione retrocessa. Inoltre, le società colpite da minacce collaterali di tipo economico-finanziario sono diverse. Minacce che potrebbero portare tali formazioni alla rinuncia del tentativo di iscrizione alla prossima stagione di Serie C, facendo scattare così il meccanismo della riammissione.

Il comunicato della Lega cita:

“La procedura di riammissione si attiva nel caso in cui una società – avente diritto – non avanzi domanda d’iscrizione al campionato di Serie C 2026/2027. La stessa potrà essere presentata – sempre entro il 20 luglio 2026 – dalle società retrocesse in Serie D. Per quanto riguarda il campionato di Serie C la procedura di riammissione si attiva anche nel caso in cui la domanda di iscrizione al campionato sia priva della tassa di iscrizione e/o garanzia prevista dal Manuale delle Licenze Nazionali.”

Riammissione che quindi, ricordiamolo, scatta nel momento in cui un club che possiede il diritto di iscriversi alla Lega Pro rinuncia ad esso volontariamente. In sostanza, una società, pur avendo la possibilità di iscriversi perché ha raggiunto la salvezza sul campo, o è stata retrocessa dalla Serie B, decide di non presentare la propria domanda.

I criteri per il ripescaggio

Le dinamiche di ripescaggio, invece, entrano in gioco nel momento in cui una formazione che ha tentato l’iscrizione al campionato di Lega Pro si vede bocciare la richiesta per il non superamento di determinati controlli. Esattamente come il triangolo Brescia – Caldiero – Ravenna della passata stagione. In questo caso subentrerebbero infatti criteri e graduatorie differenti rispetto alle riammissioni. Sempre citando il comunicato della Lega:

“Per il campionato di Serie C 2026-27 la priorità nei ripescaggi – procedura che si attiva in caso di domanda respinta – sarà la seguente, secondo il principio di alternanza: una nuova Seconda Squadra di Serie A, Lega Pro, Serie D ed eventuale Seconda Squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D.”

Seguendo i parametri forniti dalla Federazione, dunque, la graduatoria terrebbe conto dei punti racimolati durante l’intero campionato, oltre che della sanità economico-finanziaria della società in questione. Dunque, la prima classificata della graduatoria sarebbe la formazione che, tra le retrocesse dei tre gironi, ha raccolto più punti durante la regular season.

Ternana, Siracusa e Bra: la situazione ad oggi

Attualmente la Virtus, per punti racimolati, non sarebbe nemmeno sul podio di una fantomatica graduatoria per la riammissione. Ciò che potrebbe cambiare le carte in tavola, però, oltre allo scontro play-out fra Bra e Torres ancora da disputarsi, sono le complicazioni finanziarie che minacciano società come Ternana, Siracusa e proprio il Bra. Il tutto senza tener conto di un Rimini escluso a metà campionato e già decretato prima retrocessa del Girone B.

La Ternana si trova attualmente in piena caduta libera, oltre ogni punto critico. Il club è infatti giudizialmente fallito e in attesa di un’asta che possa permettere l’acquisto del ramo d’azienda sportivo da parte di un compratore esterno. Solo in questo modo potrebbe ottenere il titolo sportivo e poter presentare la domanda di iscrizione al prossimo campionato. Considerando i tempi stretti e le scadenze da rispettare per una potenziale iscrizione, la strada per i rossoverdi resta buia e in salita.

Essendosi però la Ternana classificata al nono posto, aggiudicandosi automaticamente il diritto di iscrizione per la prossima stagione, qualora non presentasse la domanda si entrerebbe nel circolo di graduatoria per la riammissione di una delle retrocesse. Punto a favore per la Virtus.

Siracusa

Situazione analoga, ma non ugualmente grave, per il Siracusa. I siciliani sono retrocessi sul campo, ottenendo però un punto in più rispetto alla Virtus Verona, trovandosi quindi in una posizione di graduatoria più favorevole rispetto ai rossobù. L’aria che si respira sull’isola, però, non è delle migliori.

Il Siracusa vive infatti una situazione economico-societaria molto delicata ma ancora non definitiva. Nelle ultime settimane il club ha evitato la liquidazione giudiziale all’ultimo momento, guadagnando tempo grazie a interventi urgenti della dirigenza. Restano però problemi di tipo strutturale: debiti verso creditori, ritardi nei pagamenti di stipendi e contributi e una gestione che ha già portato a penalizzazioni in classifica.

Il futuro è ancora incerto: il club è sotto pressione tra scadenze federali, procedimenti legali e la necessità di trovare nuovi investitori o cedere la società. In sintesi, il Siracusa è in bilico, con il fallimento per ora scongiurato ma tutt’altro che escluso.

E considerando che la graduatoria nazionale terrebbe ovviamente conto della stabilità finanziaria delle formazioni da riammettere, oltre che dei punti conquistati sul campo, il fattore penalizzazione subita e le inadempienze citate giocano un ruolo fondamentale nello scorrimento verso il basso dei siciliani in graduatoria.

Bra

Lo stesso Bra, infine, presenta un neo non di poco conto: la questione stadio. Altro nodo fondamentale per il passaggio in graduatoria. I neo-promossi in Serie C hanno disputato infatti tutte le 18 partite casalinghe a Sestri Levante, in Liguria. Lo Stadio Attilio Bravi, in piemonte, presenta infatti carenze strutturali obbligatorie per le partite di Serie C, sia da un punto di vista di sicurezza che di capienza minima.

Il presidente Germanetti aveva fatto sapere a La Stampa che il costo di ogni “trasferta casalinga” in Liguria ammontava all’incirca a dodici mila euro cada una. Un esborso pesante per una neo-promossa in C, oltre che un peso per il rendimento della prestazioni sul campo.

Qualora dovesse uscire vincitrice dalla doppia sfida contro la Torres, quindi, il Bra dovrebbe vedersela nuovamente con uno stadio non a norma per la categoria. Uno scotto che andrebbe ad influenzare anche la posizione in graduatoria di riammissione qualora la salvezza l’agguantassero invece i sardi.

In sostanza, la Serie C si presenta ogni anno come un vero e proprio demolition derby, dove società già allo sbaraglio giungono al finale di stagione sorreggendosi grazie alla forza delle fideiussioni, in un “barcollo ma non mollo” che complica ulteriormente la stesura di un campionato discutibile nella sua forma, oltre che nei contenuti. In un momento di totale sconforto per il calcio italiano, l’ennesimo tira e molla tra riammissioni e ripescaggi della Serie C non anticipa certamente un futuro radioso per questo sport.

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