«Essere qui stasera è fondamentale perché la Palestina oggi rappresenta una bussola morale». Con queste parole Lucia Botturi, esercente del circuito Verona, ha introdotto alla visione di La voce di Hind Rajab, film di Kawthar ibn Haniyya presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2025 dove ha vinto il Gran premio della giuria.

Ma la proiezione che si è svolta la sera del 25 settembre al cinema Diamante non è stata fondamentale solo in virtù dell’importanza storica e visiva del film di Ben Hania, ma proprio perché ha posto l’accento sulla necessità di unione per riflettere, comprendere e combattere – con il solo strumento che abbiamo, appunto, la voce – il periodo storico che stiamo vivendo.

Ecco che allora a presenziare nella storica sala del quartiere di Santa Lucia si sono precipitati i rappresentanti dei vari festival, associazioni e cinema del territorio veronese: Circolo del Cinema di Verona, Bridge Film Festival, Diplomart, Cinela Festival del cinema africano, Vive Visioni per Ri-Ciak, MediOrizzionti, Cinema Alcione, Lessinia Film Festival, Ezme film, Zalab, Cineforma collettivo e Liberamente Cavaion.

“Purtroppo ci sentiamo impotenti, ma quello che possiamo fare è dire come la pensiamo”

Giovanna Girardi del Bridge Film Festival a proposito del film ha sottolineato: «Noi ci occupiamo di cinema e già ci siamo dedicati ai conflitti sulle atrocità della guerra e all’espressione anche della voce palestinese. In questo momento c’è sembrato però che la nostra voce come Bridge Film Festival non fosse più sufficiente, quindi abbiamo pensato che unirci a chi con noi porta il cinema a Verona e, di conseguenza, cultura, consapevolezza, riflessione e sensibilità.

Più di duecento cittadini hanno risposto all’appello per la visione di La voce di Hind Rajab

Siamo contenti che tutti abbiano aderito immediatamente, un segnale che dimostra quanto sia urgente in questo momento storico segnalare che siamo andati oltre. Abbiamo voluto far sentire la nostra voce con più forza contro l’orrore che sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania, purtroppo però ci sentiamo impotenti, ma quello che possiamo fare è dire come la pensiamo e diffondere la visione di un film che è importante e devastante allo stesso modo. Potrebbe sembrare di farci male assieme, ma in realtà per un’ora e mezza non faremo finta di niente consapevoli che questo film ci lascerà un segno per comprendere ancora di più ciò che sta avvenendo. A proposito, trovo che l’espressione della bussola morale sia azzeccatissima perché La voce di Hind Rajab ci aiuterà a coordinarla assieme».

Un frame di La voce di Hind Rajab, in programmazione al cinema Diamante

Un discorso ripreso e sottolineato da tutte le altre associazioni e festival presenti, che ribadisce l’importanza della presenza comunitaria di una città che non si volta dall’altra parte nei confronti del genocidio in corso.

Seppur dunque attraverso la messa in scena della realtà – di una realtà che non avrebbe dovuto esserci –  La voce di Hind Rajab conferma il potere politico del cinema e soprattutto della sua importanza come finestra sul mondo.

La voce di Hind Rajab sarà in programmazione per tutta la settimana al cinema Diamante.

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