Il Circolo del Cinema di Verona inaugura giovedì 8 ottobre la sua 80ª stagione sociale, un traguardo che attraversa la storia culturale della città e rilancia una domanda sul presente: come continuare a dare spazio a un cinema che fatica a trovare posto nella distribuzione ordinaria e costruire attorno alle visioni occasioni di incontro e confronto?

Fondato nel 1947 dal professor Pietro Barzisa, il cineclub veronese prosegue la propria attività di promozione del cinema d’autore con una stagione che si estenderà fino a maggio 2027. “80 anni di visioni” è lo slogan scelto per accompagnare il programma, insieme a una nuova veste grafica e a un logo firmato dal designer veronese Lorenzo Ballarini, collaboratore dell’associazione da diversi anni.

Il cuore della proposta resta la rassegna di 28 film, selezionati mensilmente dalla produzione internazionale e dai principali festival. Le proiezioni si terranno ogni giovedì al Cinema Kappadue, in Piazzetta Giorgio Gaber, nei tre turni delle 16.30, 19 e 21.30. Tutti i titoli saranno presentati in lingua originale con sottotitoli italiani, per la maggior parte in prima visione cittadina, con la possibilità di ospitare anche anteprime regionali e nazionali.

Un archivio da riscoprire, uno sguardo sul futuro

Le iniziative per l’anniversario cominceranno il 10 ottobre con la presentazione di Disegni Dicinema, volume realizzato insieme al collettivo editoriale veronese 045Publishing. Il progetto ripercorre la storia dell’archivio grafico del Circolo, dal 1947 a oggi: un modo per rileggere l’identità dell’associazione attraverso i materiali che ne hanno accompagnato la programmazione.

Tra gli appuntamenti speciali annunciati figura anche una proiezione di Historias extraordinarias di Mariano Llinás, alla presenza della regista e produttrice argentina Laura Citarella, tra le fondatrici del collettivo indipendente El Pampero Cine, di cui il Circolo ha già proposto diversi lavori.

La ricorrenza diventa così l’occasione per interrogarsi sulle prospettive dell’associazione. «Mantenere oggi in attività un’associazione storica come il Circolo del Cinema è sicuramente una sfida», spiegano Francesco Lughezzani e Michele Bellantuono, responsabili della segreteria organizzativa e della programmazione. Una sfida da affrontare affiancando alle proiezioni nuove collaborazioni e sinergie nel tessuto culturale cittadino, ampliando e articolando l’offerta per raggiungere un pubblico più vasto.

In questa direzione si inseriscono gli incontri con autrici e autori, le presentazioni di libri, le mostre e gli eventi musicali previsti nel corso della stagione. Tra le collaborazioni consolidate c’è Sguardi oltre le mura, la rassegna sostenuta dal Comune di Verona che lo scorso maggio ha raggiunto la terza edizione: tre giornate di cinema gratuito dedicate soprattutto alle nuove generazioni, attraverso opere selezionate da festival e distribuzioni internazionali.

Prosegue inoltre il rapporto con la Settimana Internazionale della Critica della Mostra di Venezia, dove una giuria di soci under 35 del Circolo assegna il premio al film più innovativo della selezione. Il riconoscimento di quest’anno è andato a Zoom in, Zoom out del regista cinese Dong Jie, che entrerà nella programmazione dei prossimi mesi.

I quattro film di ottobre

Ad aprire la stagione, l’8 ottobre, sarà Amal di Jawad Rhalib. Al centro del film c’è un’insegnante laica e progressista, interpretata da Lubna Azabal, che in una scuola di Bruxelles incoraggia gli studenti alla lettura e alla libertà di espressione. Una pratica educativa che la espone al pericolo e coinvolge anche le famiglie dei suoi alunni. Il 15 ottobre sarà la volta di Mio zio Jens di Brwa Vahabpour. La vita di Akam, giovane insegnante di letteratura a Oslo, cambia con l’arrivo dello zio dal Kurdistan iraniano: un’ospitalità inizialmente prevista per pochi giorni si prolunga, mettendo in discussione abitudini ed equilibri. Il film affronta con ironia i temi della migrazione, dell’asilo e dell’esperienza curda e ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia.

Il 22 ottobre, Linka Linka di Kangdrun porterà gli spettatori in Tibet. Dopo aver studiato a Shanghai e Pechino, la giovane Samgyi torna dal padre per realizzare un film sulla propria infanzia. Il progetto diventa il luogo in cui confrontarsi con un senso di colpa mai risolto, mentre le aspettative familiari si scontrano con l’incertezza del suo futuro.Chiuderà il mese, il 29 ottobre, Love Letters di Alice Douard, ambientato nella Francia del 2014. Nadia e Céline, sposate e in attesa di un figlio, si preparano al percorso di adozione che dovrà affrontare la madre non biologica. Il racconto intreccia la costruzione di una famiglia con la necessità di ottenerne il riconoscimento giuridico.

Per informazioni sulla stagione e sulle modalità di partecipazione è possibile contattare la segreteria del Circolo al 045 800 67 78 o scrivere a organizzazione@circolodelcinema.it.

Amal di Jawad Rhalib

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