Negli anni Rumors Festival – Illazioni Vocali è diventato sempre più una manifestazione caratterizzata da suoni e forme d’arte che raccontano la cultura di Paesi spesso molto lontani dal nostro. E quest’anno la kermesse – giunta alla sua dodicesima edizione e che avrà il compito di chiudere il cartellone musicale dell’Estate Teatrale Veronese – oltre all’immancabile cantautorato italiano sarà contaminata in particolare dall’afromusic e dalla fusione di samba, pop, jazz e soul, nonché dalla storia e tradizione di Africa e Brasile.

Rumors Festival, d’altronde, è una rassegna ormai storica per Verona, in grado di sopravvivere a momenti certamente delicati per lo show-business (come gli anni del Covid, ma non solo quelli) e capace di promuovere più di altre manifestazioni il concetto di musica pura, arte connaturata nell’Uomo e in perenne trasformazione, grazie anche ai grandi mutamenti tecnologici ancora in atto. Grazie, però, a una proposta che tende soprattutto ad evitare chi utilizza quegli ausili elettronici capaci di creare artificialmente suoni e sonorità Rumors è rimasta fedele a se stessa e all’idea originaria della sua direttrice artistica, Elisabetta Fadini.

A Rumors, infatti, prevale fin dalle sue origini il concetto di Musicista con la M maiuscola, che suona, canta e si immerge nella sua arte, in costante dialogo con il pubblico in un evento che di volta in volta sa compiersi come unico e irripetibile. Come dovrebbe essere, di fatto, qualsiasi concerto al mondo, anche se ormai questo tipo di concezione è andata pian piano perdendosi negli show multimilionari messi in scena dalle grandi star internazionali, tutti uguali e standardizzati in “onore”, si fa per dire, dei gusti musicali più diffusi.

La musica, studiata, pensata e soprattutto sentita al Teatro Romano di Verona viene invece spogliata dagli eccessi e dagli effetti speciali, per regalare in maniera semplice e diretta una molteplicità di emozioni.

Elisabetta Fadini, direttrice artistica di Rumors Festival, giunto alla sua dodicesima edizione

«Rumors è da sempre un festival dedicato alle avanguardie musicali», spiega a questo proposito Elisabetta Fadini, «ma anche alla voce, e alla vocalità. Dodici anni fa siamo partiti con il concetto di portare il mondo a Verona e Verona nel mondo, e così l’impegno da allora di portare artisti mai scontati, artisti che pensano. È questo che deve fare l’arte: non avere mai paura di nulla e dare sempre uno stimolo a riflettere.»

Negli anni sono tanti i musicisti di livello nazionale e internazionale che hanno calcato il nostro palcoscenico «e ne siamo orgogliosi, perché Verona si merita una programmazione che tocchi tutta la musica globale, incroci di pubblico e di popoli e quindi anche di (conseguente) turismo internazionale», ha proseguito poi Fadini che ha anche aggiunto: «Credo sia doveroso, attraverso i concerti, dare una spinta verso una rinascita culturale, che sarebbe fondamentale in questi tempi poveri e desolati, privi di concetti e di stimoli. La musica, invece, deve essere sempre messaggio globale e vita che pulsa, e così invitiamo in riva all’Adige artisti che riescano a far riflettere, mettendo sul palco oltre alla loro musica, anche il loro pensiero – spesso gigante – fatto di cultura e talento.»

Il programma

Il 30 giugno torna a Verona la mitica band di Elio & Le storie tese con il concerto “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo”, un particolarissimo show fatto in casa, minuziosamente curato nel concetto di musica, ma privo di complessi artifizi. Uno show tra il sacro e il profano, che si apre come una messa laica, in cui vari personaggi di attualità vengono invitati a pregare per i fan degli EelST, che si chiude con la ‘certificazione’ che tutto è stato suonato in diretta. Tutto è live, tutto è vero e realizzato per davvero. Vestiti interamente di bianco, su una scenografia studiata nel dettaglio, con la preziosa regia di Giorgio Gallione, Elio e i suoi compagni raccontano il nostro tempo in modo come sempre ironico e affascinante.

Fatoumata Diawara

Il 6 luglio è il turno di Fatoumata Diawara che ci accompagnerà con la sua musica in Africa, per farci conoscere le sue radici mandinka senza disdegnare le influenze afrobeat, jazz, pop, elettroniche e hip hop. Un’artista tra le voci più intense nel panorama internazionale della world music, che continua a reinventare la musica africana tradizionale. Cantautrice, chitarrista e attrice originaria del Mali, con due nomination ai Grammy, Fatoumata Diawara presenterà al Teatro Romano anche il suo nuovo attesissimo album “London Ko”. Nel nuovo lavoro discografico, l’artista africana unisce le forze con Damon Albarn (Gorillaz, Blur), che co-produce alcuni brani dell’album e si esibisce con lei nel primo singolo di lancio dell’album, “Nsera”, uscito con il plauso della critica.

Il 27 luglio ecco un altro importante ritorno. Quello del capitano Vinicio Capossela, che si esibirà con con l’Accademia d’archi Arrigoni in “Altri tasti canzoni urgenti”. Un anno fa è uscito “Tredici canzoni urgenti”, il dodicesimo album in studio di Capossela prodotto da La Cùpa e distribuito da Warner Music, che vince la Targa Tenco come Miglior album in assoluto.  Si tratta di tredici brani che nascono dalla necessità di affrontare e confrontarsi con le problematiche più stringenti che affollano un mondo ormai supino, sprofondato sul divano.

Il giorno dopo, il 28 luglio, chiuderà la rassegna l’atteso concerto di Marisa Monte, una delle cantanti brasiliane più brillanti di tutti i tempi, pronta a regalare a Verona un pezzo del suo Paese, il Brasile, grazie alla fusione di samba, pop, jazz e soul, il tutto sapientemente guidato e accompagnato dalla sua voce sublime. Vincitrice di quattro Latin Grammy, con un album di successo dopo l’altro, Marisa Monte è un’esploratrice, innamorata del passato, ma proiettata verso il futuro. Il repertorio della serata metterà in scena i momenti salienti della sua carriera, che abbraccia più di tre decenni.

Marisa Monte

«Rumors vuole avere una visione legata a un progetto culturale, una scelta di educazione musicale rispetto alla città», commenta, infine, Fadini. «E così facendo si può portare avanti una lotta culturale per l’essere umano, perché abbiamo bisogno di questo affinché le cose belle vincano su tutto. L’arte è indubbiamente una di queste, perché ha tanta forza in sé, e ne regala tanta. Quest’anno due donne meravigliose, attente, di grande talento, porteranno a Verona la musica dei loro Paesi e sarà un momento molto importante. A mio parere in generale c’è un grande ritorno della musica tradizionale, di una certa musica popolare, che si sposa con altri generi, che vanno dal pop, al jazz, all’elettronica.»

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