In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna,  si è tenuta la cerimonia di intitolazione di cinque rotonde in Corso Milano ad altrettante donne veronesi, con la presenza delle autorità cittadine e un limitato gruppo di persone, in osservanza dei limiti imposti dalla particolare situazione pandemica che stiamo vivendo.

L’intitolazione rappresenta il compimento di un progetto costruito dalla Consulta delle Associazioni femminili di Verona, come ha spiegato la presidente Anna Sanson. Un percorso  stimolato dal suggerimento della consultrice Gina Sussa (AIED) e proseguito con «la scelta non casuale delle figure femminili perché non riconducibili a  particolari ideologie politiche» ha chiarito Sanson, ma piuttosto a simboli di «dedizione generosa» secondo l’assessora Francesca Briani. Il sindaco Federico Sboarina ha sottolineato anche come l’intitolazione rimandi al riconoscimento di tutte le donne che, nella loro quotidianità, riescono a fare cose straordinarie.

Rotonda “Delia Pollini”

Le cinque rotonde sono dedicate rispettivamente a:

Beatrice Pettenella (30/06/1904 – 01/11/1969), Benefattrice delle giovani donne

Delia Pollini (20/03/1861 – 17/07/1917), Documentalista di guerra

Maria Trabucchi (28/02/1909 – 14/09/2005), Promotrice di opere sociali

Eugenia Vitali (25/05/1858 – 24/12/1930), Promotrice dei diritti della donna

Clara Zoboli (29/11/1887 – 04/08/1964), Mecenate della musica.

Per i residenti di qualunque luogo  non è abituale fare troppa attenzione ai nomi delle vie, dei corsi o dei vicoli e ancor meno chiedersi chi siano le persone a cui sono intitolati  gli spazi pubblici, a meno che i nomi siano talmente famosi da sovvenire una qualche memoria.

In particolare, nella nostra città, su 1934 tra vie, vicoli, piazze o corsi 786 sono intitolati/e a uomini e solo 75 a donne, di cui: 12 madonne, 24 sante, beate e martiri, 3 benefattrici religiose, 1 benefattrice laica, 4 letterate/umaniste, 2 donne dello spettacolo, 1 artista, 12 figure storiche e politiche, 5 figure mitologiche o leggendarie, 11 nomi femminili non meglio identificati, come Via delle Zoccolette, Via delle Canterine, etc. (dal censimento di Toponomastica Femminile).

Questi dati, probabilmente in leggero difetto perché non recentissimi, portano a considerare che anche la toponomastica cittadina, risenta di una mancata parità di genere, ma si deve altresì riconoscere che Verona non sia un caso isolato perché il problema esiste ovunque nel Paese. La Consulta delle Associazioni femminili  di Verona,  con il suo progetto, è intervenuta a modificare la consuetudine, come ha sottolineato Briani e possiamo concordare che, sebbene non risolva il divario numerico di intitolazioni, rappresenti un significativo primo passo verso una toponomastica di parità.

Anna Sanson

La speranza che ci conforta è di vedere un giorno ricordate, negli spazi pubblici, anche molte scienziate, sportive, mediche, insegnanti, musiciste, scrittrici, pittrici, architette, registe, politiche, per esempio. Le donne non si spendono solo tra le mura domestiche, come si potrebbe evincere dai nomi delle vie, ma si dividono piuttosto tra lavoro in casa e fuori casa, e sono sempre meno rari i casi in cui eccellono negli ambiti più diversi, ricevono riconoscimenti, costringono a modificare il linguaggio che le racconta, abbattono stereotipi e pregiudizi.

Ma oggi non è tempo di rivendicazioni pugnanti e pertanto salutiamo questa iniziativa che va  nella direzione di dare visibilità al mondo femminile,  un riconoscimento tangibile a cinque donne che hanno contribuito generosamente a migliorare la società.

Le foto dell’articolo sono di Laura Bertolotti

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