La DAD è morta, viva la DAD

Giorni complicati per la scuola, con l'impennata dei contagi che mette a dura prova le lezioni in presenza. Demonizzare la DAD, come è stato fatto negli ultimi mesi, non è risultato l'approccio più utile alla causa. La riflessione di Alberto Battaggia, già insegnante presso le scuole superiori, formatore in Tecnologie didattiche dal 1999.

Bianchi, Draghi, DaD e scuola d’estate

Oramai il Governo Draghi si è insediato da qualche tempo; dalla gestione M5S del Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina si è passati a Patrizio Bianchi, di area PD, ed è giunto il momento di cominciare a confrontarsi col nuovo corso o, meglio, col "cambio di passo". Ne parliamo allora, con un'intervista a tutto campo, con Beatrice Pellegrini, Segretaria Generale Provinciale FLC (Federazione Lavoratori della Conoscenza] di Verona.

La scuola si fa a scuola

In mille persone ieri hanno manifestato in Brà per ribadire che la DAD non è alternativa alla didattica in presenza. Tra diritto allo studio, divari tecnologici, carichi familiari e sviluppo psico-emotivo dei più giovani, si chiedono soluzioni più intelligenti rispetto alle sole lezioni da casa.

DaD: le voci degli studenti

Le famiglie, i docenti e ora - finalmente - anche i politici si sono accorti che a pagare maggiormente la reclusione per l'epidemia sono i nostri ragazzi delle superiori. Proviamo qui a sentire le loro voci che ci mostrano i tanti aspetti (alcuni anche meno scontati) della Didattica a Distanza.