Prima ondata di freddo in arrivo
Alternanza di sole e nubi, da inizio novembre attesa la prima ondata di freddo: ancora lontana la fase piovosa.

Alternanza di sole e nubi, da inizio novembre attesa la prima ondata di freddo: ancora lontana la fase piovosa.

Il campo barico al suolo è previsto in graduale ma costante aumento su gran parte del territorio nazionale, con valori massimi che localmente potranno raggiungere i 1025 hPa, garantendo così una fase di tempo decisamente più stabile. Nel corso del prossimo fine settimana, la configurazione meteorologica a scala europea sarà dominata da un vasto e robusto sistema anticiclonico di blocco, il quale sarà caratterizzato in modo particolare da due massimi principali ben definiti e particolarmente vigorosi: il primo, con valori imponenti di circa 1040 hPa, si insedierà stabilmente nei pressi dell’Irlanda, mentre il secondo nucleo di alta pressione, attestato sui 1035 hPa, troverà la sua collocazione ideale sul settore occidentale del Bassopiano Sarmatico.
A completare questo quadro meteorologico generale già di per sé piuttosto complesso e caratterizzato da molteplici perturbazioni, farà la sua comparsa un terzo centro di bassa pressione che, sebbene si presenti inizialmente con una minor entità e potenza, stazionerà in modo stabile e prolungato nei pressi della Grecia, mostrando tuttavia una chiara e inequivocabile tendenza a un ulteriore e significativo approfondimento nel corso dei prossimi giorni, come chiaramente illustrato nella figura allegata (fig. 1).

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L’analisi del campo barico a 500 hPa e delle relative anomalie termo-bariche evidenzia in modo inequivocabile una marcata spinta dell’alta pressione verso i settori dell’Europa nord-orientale. Questa particolare configurazione sinottica favorirà nei prossimi giorni il progressivo approfondimento di una vasta struttura depressionaria, determinando così l’afflusso persistente e continuo di correnti eccezionalmente gelide di chiara matrice polare-continentale, le quali si muoveranno in discesa diretta dalle lande desolate delle steppe russe per investire in pieno l’intera penisola italiana.
Di conseguenza, su una vasta porzione del territorio nazionale si profila ormai l’inevitabile arrivo di una fase di spiccato e prolungato maltempo, la quale sarà contrassegnata da precipitazioni di notevole estensione e da temperature eccezionalmente inferiori rispetto alle usuali medie climatiche stagionali (fig. 2).

Anche nel corso del mese di ottobre 2026, si sono continuate a registrare in modo persistente e diffuso anomalie termiche positive, ponendosi in perfetta continuità temporale con il preoccupante record storico che era già stato evidenziato in precedenza durante il mese di settembre.
L’analisi dei dati climatici mostra che la temperatura media mensile si è attestata stabilmente su un valore di 15,3 °C, superando così di ben 2,7 °C la normale media storica di riferimento calcolata sul trentennio 1981-2010. Sulla base dei dati ufficiali forniti da ARPAV e dei monitoraggi effettuati a livello locale, emergono i seguenti fenomeni significativi:
L’intero periodo meteorologico in arrivo, fatta eccezione per la giornata di domenica che godrà finalmente di un discreto e diffuso soleggiamento, sarà caratterizzato prevalentemente da ampie schiarite che si alterneranno ciclicamente a frequenti passaggi nuvolosi, in particolare tra il 2 e il 3 novembre, quando un deciso afflusso di aria più fredda determinerà la formazione di fitte nubi medio-basse; non si intravedono tuttavia, almeno per il momento, precipitazioni di alcuna entità significativa.
I venti soffieranno costantemente dai quadranti orientali, con alcuni rinforzi localmente intensi previsti soprattutto per la giornata del primo novembre. Le temperature, inizialmente del tutto in linea con le classiche medie stagionali, tenderanno a scendere al di sotto della norma climatica a partire proprio dall’inizio del mese di novembre: le minime, attualmente comprese tra i 7 e gli 8 gradi, caleranno progressivamente nel corso della prossima settimana fino a raggiungere i 3-4 gradi, mentre le massime registreranno una analoga e sensibile flessione termica.

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