Un recente approfondimento di Altreconomia ha ricostruito alcuni passaggi relativi al Fondo Verona Property, al quale appartiene la Rotonda, riferendo del cambio di gestione nel 2023 da Patrizia Real Estate SGR a DeA Capital Real Estate e di successivi rilievi della Banca d’Italia in materia di procedure antiriciclaggio.

Il messaggio di Movimento Distretto Pop alla giunta Tommasi

Il Movimento Distretto Pop – come si definisce il gruppo che ha avviato una campagna per l’utilizzo pubblico di quegli spazi storici – non entra nel merito delle vicende societarie, ma chiede un passo preciso all’amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Damiano Tommasi: forte di una petizione sottoscritta da 5.649 cittadini e cittadine, chiede che anche la voce del Comune entri nel dibattito sul futuro dell’area.

È infatti questo il punto che, secondo Distretto Pop che sul tema ha diffuso una nota stampa, rischia di rimanere in secondo piano. La mobilitazione civica è espressamente rivolta all’Amministrazione comunale, ma negli ultimi articoli l’interlocutore chiamato a intervenire sulla questione è stato principalmente Fondazione Cariverona.

Il ruolo di Fondazione Cariverona

La Fondazione, cui fa capo il fondo proprietario, è un soggetto privato e ha piena legittimità nel valutare le soluzioni che ritiene più opportune per il proprio patrimonio. Per la sua storia e per il ruolo che ha avuto nella città, è per Verona uno degli attori strategici principali. Ma il Movimento Distretto Pop non chiede alla Fondazione cosa intenda fare della Rotonda.

La domanda è rivolta all’Amministrazione comunale, che ha avuto un ruolo nelle scelte urbanistiche che hanno interessato l’area nel corso degli anni e che dispone di strumenti attraverso i quali può incidere sulle trasformazioni del territorio. Per questo Distretto Pop chiede al Sindaco e alla Giunta di chiarire quale sia la propria posizione sul futuro della Rotonda e degli ex Magazzini Generali e, più in generale, quale visione intendano adottare per gli spazi strategici della città.

Chi dice che la cultura sia incompatibile con l’economia?

C’è poi un altro elemento del dibattito che il Movimento considera importante: non si può dare per scontato che una destinazione culturale sia incompatibile con la sostenibilità economica.

Le esperienze di rigenerazione urbana e di recupero di spazi industriali – afferma il movimento nella nota – dimostrano che funzioni culturali, sociali ed economiche possono convivere all’interno di modelli gestionali sostenibili. Anche la dimensione degli ex Magazzini Generali permette di ragionare su una pluralità di funzioni, nelle quali iniziativa privata, attività economiche, cultura e socialità possano trovare un equilibrio.

La sostenibilità economica è un obiettivo da progettare e verificare, non un presupposto per escludere a priori una destinazione culturale. La Rotonda è il simbolo della discussione, ma il tema è più ampio: la visione di Verona e il modo in cui la città intende accompagnare la trasformazione dei propri spazi strategici.

Con la trasmissione delle 5.649 sottoscrizioni, Distretto Pop chiarisce che l’iniziativa non punta allo scontro con la proprietà o con le istituzioni, ma intende rappresentare una risorsa per il dibattito pubblico. La vasta adesione popolare segnala un bisogno autentico di spazi e visione: un’esigenza che l’Amministrazione può trasformare in un’opportunità di confronto partecipato nell’interesse generale della comunità.

Il Movimento – conclude la nota – resta aperto al dialogo istituzionale; la petizione continua a raccogliere firme su www.distretto.org e change.org dove è possibile aderire e unirsi ai cittadini che chiedono una visione per Verona.

L’articolo uscito su Vez.News, partner di Heraldo.

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