Il cinema come strumento per fare i conti con il passato, con i silenzi familiari e con un’eredità difficile da sostenere. È questo il cuore di Una cosa vicina, il film d’esordio del regista salernitano Loris G. Nese, presentato alle Giornate degli Autori della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e già premiato in numerosi festival italiani e internazionali.

Martedì 12 maggio, alle ore 18, il film sarà presentato al Cinema Alcione di Verona alla presenza del regista e della produttrice e montatrice Chiara Marotta, con la moderazione di Luca Mantovani di Ezme Film.

Prodotto da Lapazio Film con Rai Cinema, Una cosa vicina è un documentario autobiografico della durata di 85 minuti che mescola documentario, materiali d’archivio, animazione e filmati familiari. Ambientato nella periferia di Salerno, il film racconta la storia di un bambino cresciuto tra segreti mai spiegati e lutti improvvisi: gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo presto, lasciando dietro di sé domande senza risposta. Solo crescendo il protagonista comprende che il proprio cognome porta con sé un peso difficile da ignorare, quasi un marchio che condiziona la sua identità e il suo rapporto con il mondo.

Attraverso il linguaggio del cinema, Nese trasforma così un’esperienza personale in una riflessione universale sulla memoria, sull’eredità familiare e sulla fascinazione del male. Le immagini dei gangster movie e degli horror amati durante l’adolescenza diventano uno specchio della realtà vissuta, mentre il film stesso si trasforma in un tentativo di ricostruzione emotiva. «Il cinema diventa lo strumento per porre domande forse irrisolvibili e costruire un’immagine possibile», afferma il regista.

Un esordio che mescola e gioca con il linguaggio del cinema

Nel progetto un ruolo importante è affidato anche alla voce di Francesco Di Leva, affiancato dal figlio Mario Di Leva. L’attore, vincitore del David di Donatello, ha spiegato di aver sentito una forte vicinanza con la storia raccontata da Nese: «Credo nel talento, nella verità, e soprattutto nel valore delle scelte. Dare il mio contributo a un’opera come questa è un modo, silenzioso, per dire da che parte si sta».

Il regista Loris G. Nese

L’opera conferma inoltre la cifra stilistica di Nese, autore che da anni sperimenta l’ibridazione tra linguaggi diversi. Cofondatore della casa di produzione Lapazio Film insieme a Chiara Marotta, il regista ha già ottenuto numerosi riconoscimenti in vari festival italiani e internazionali con cortometraggi come Quelle brutte cose, Malumore, Il turno e Z.O..

Anche Una cosa vicina ha raccolto numerosi premi, tra cui il Premio Solinas, il Fabrique du Cinéma Awards, il Laceno d’Oro, il Premio Libero Bizzarri e il Rome International Documentary Festival.

Un percorso che conferma la forza di un cinema personale e coraggioso, capace di trasformare il dolore privato in racconto collettivo.

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