Meraki: quando l’artigianato incontra la passione
Meraki apre in Via XX Settembre: una bottega che rivende prodotti di artigianato, esaltando la cura e la passione verso la realizzazione di prodotti lontani dalle grandi filiere.

Meraki apre in Via XX Settembre: una bottega che rivende prodotti di artigianato, esaltando la cura e la passione verso la realizzazione di prodotti lontani dalle grandi filiere.

C’è una parola greca, meraki, che non ha una vera traduzione letterale, ma racchiude un significato profondo: fare le cose con amore, cura e passione. È proprio questo il nome scelto da Giulia Benato per la sua bottega aperta da pochi mesi in via XX Settembre. La scelta, chiaramente, non è casuale.
Meraki nasce da un’idea semplice ma autentica: dare nuova vita ad oggetti di recupero e valorizzare l’artigianato, quello vero, fatto a mano, lontano dalla produzione di massa. Un progetto che prende forma da due elementi principali, apparentemente diversi ma perfettamente complementari.
Da una parte ci sono le candele realizzate a mano all’interno di tazze vintage. Oggetti recuperati da Giulia stessa nei mercatini dell’usato, spesso pezzi unici o rimasti “spaiati”, che invece che scomparire trovano nuova vita. «È anche un modo per non buttare prodotti così speciali», racconta la titolare, spiegando come ogni tazza venga trasformata in un piccolo oggetto d’arredo, arricchito da fiori secchi e dettagli curati.

Ma dietro queste tazzine c’è qualcosa di più di un semplice riuso creativo. Ogni pezzo ha una storia: servizi incompleti, tazze rimaste sole, oggetti che hanno perso la loro funzione originaria ma non il loro valore estetico. Proprio questa “imperfezione” diventa il punto di forza. Inserendo la cera al loro interno, la tazza non è più solo un contenitore, ma si trasforma in un oggetto ibrido, a metà tra decorazione e ricordo.
La scelta del vintage non è casuale. Le tazze hanno spesso dettagli, lavorazioni e decorazioni che difficilmente si trovano nei prodotti contemporanei: bordi dorati, fantasie floreali, forme delicate. Elementi che rendono ogni candela irripetibile. Non esistono due pezzi uguali, ed è proprio questa unicità a renderle particolarmente apprezzate, soprattutto come idea regalo.
Non a caso, dopo un iniziale momento di curiosità, sono diventate uno degli articoli più richiesti in negozio. Un passaparola spontaneo, nato proprio dalla loro particolarità: oggetti che non si trovano nei negozi tradizionali e che uniscono estetica, sostenibilità e artigianalità.
I prodotti sono consultabili direttamente dalla pagina Instagram di Meraki.
Dall’altra parte c’è invece il tessile artigianale: tovagliette, sacchetti, borse e accessori realizzati a mano da una collaboratrice locale, Stefania, che lavora nel suo laboratorio “Artifici”. Un rapporto diretto, quasi su misura: la titolare sceglie i tessuti, definisce i modelli, e ogni pezzo nasce da questa collaborazione.
Ma Meraki non è solo produzione propria. Accanto agli oggetti artigianali trovano spazio anche prodotti selezionati con attenzione: ceramiche fatte a mano, vasi disegnati da piccoli designer indipendenti, diffusori naturali provenienti da realtà artigianali europee. L’idea è quella di proporre articoli unici, difficili da trovare altrove, lontani dalla standardizzazione dei grandi mercati. Il tutto grazie a partner selezionati con cura da parte di Giulia, che grazie a Meraki si fa rivenditrice diretta di prodotti esclusivi.
Esempi sono Rice, and Nook, Bloomingville per quanto riguarda gli oggetti da cucina, Ohyoko ceramics per gli oggetti in ceramica artigianale, mentre Blu Kat per i vassoi.
Il progetto prende forma anche grazie ad una scelta precisa di luogo. La bottega si trova in una zona che negli ultimi anni ha vissuto un periodo di transizione, tra lavori e attività chiuse. Proprio per questo, l’apertura assume anche un valore più ampio: contribuire alla rinascita della via. «Mi piaceva l’idea di incentivare questa zona», spiega la proprietaria, che conosce bene il quartiere e ne ha seguito i cambiamenti nel tempo.

E i primi segnali sembrano incoraggianti. Nonostante l’apertura recente, la risposta del pubblico è positiva: residenti, studenti e anche qualche turista entrano incuriositi, attratti da un’offerta diversa dal solito. Un passaparola che cresce soprattutto intorno agli oggetti più particolari, come le tazze vintage, inizialmente poco considerate e poi diventate tra i prodotti più richiesti.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla produzione industriale, Meraki punta su un valore diverso: l’unicità. «Una tovaglietta qualunque la si può trovare in ogni dove, ma una fatta a mano nel territorio veronese, solo qui da Meraki». È questa l’idea alla base del progetto. Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di trasmettere una storia, un processo, una cura che si percepisce ad occhio nudo.
E in fondo, è proprio questo il senso di Meraki: riportare al centro il gesto, la passione e il tempo dedicato a produrre del bene.
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