Fino a dieci anni fa le strade di Parigi erano letteralmente ingolfate di automobili, traffico e una puzza di smog nauseabondo anche in arterie molto turistiche come gli Champs Elysee.

Oggi invece Parigi appare molto diversa. Nelle strade sono stati ridotti notevolmente gli spazi riservati alle automobili per creare numerose e sicure ciclabili. Una soluzione che ha portato a numero sempre maggiore di persone utilizza la biciletta per muoversi.

Molte strade sono state chiuse alle automobili e trasformate in aree pedonali.

Questa trasformazione è sotto gli occhi di tutti, Parigi è vicina e molte persone hanno avuto la possibilità di visitarla più volte nel corso di quest’ultimo decennio. Un periodo in cui il numero di macchine è calato notevolmente mentre è cresciuto enormemente il numero di biciclette usate dalle persone come mezzo di spostamento.

Nelle strade erano fortemente calate le corsie a disposizione delle auto per far spazio a numerose ciclabili, ciclabili usate da lavoratori e lavoratrice dirette al lavoro.

Molte strade, prima colme di automobili, erano diventate piazze in cui giocavano bambini e bambine mentre i loro genitori stavano seduti nei tavoli all’aperto dei bar a bere e chiacchierare serenamente. Una trasformazione che ha reso gli adulti consapevoli che quella strada era diventata un luogo sicuro per i propri figli.

Una trasformazione che non si è conclusa ma che è ancora in corso. E non si tratta di una trasformazione che nasce dal nulla, ma nasce da una visione politica: voler trasformare una città riservata alle auto ad una città con spazi per le persone e biciclette. Una volontà di voler rendere la città meno inquinata, meno rumorosa, più sicura, quindi più vivibile.

Una visione che non ha riscontrato immediato successo né immediata approvazione da parte di una cittadinanza abituata ad usare massicciamente la macchina. È stata una rivoluzione lenta ma costante che nell’arco di quasi dieci anni ha portato ad un incremento dell’utilizzo della bicicletta del 250%.

Un dato impressionante che prova inequivocabilmente un successo, arrivato nel tempo, della visione politica messa in atto dalla sindaca Anne Hidalgo e dalla sua amministrazione. Un’amministrazione che ha fatto scelte coraggiose perché poco popolari. Ma una visione capace di cambiare letteralmente una città e migliorare il volto di una metropoli ingolfata dalle automobili e affogata nello smog.

Come è incrementato l’uso della bici a Parigi?

Innanzitutto, con la persuasione e non demordendo. Elementi fondamentali perché alla presentazione dei progetti delle ciclabili non sono mancate le critiche all’amministrazione parigina da parte dei cittadini e cittadine.

Con la persuasione quando nei primi tempi le ciclabili venivano utilizzate poco. È stato solo il tempo, i cambi di abitudine, di mentalità e culturali a convincere le persone ad abbandonare la macchina a favore della bicicletta.

Ma il motivo principale è stata la capacità e il coraggio della sindaca Hidalgo nel creare con costanza e in tempi non eccessivamente lunghi, una fitta rete di piste ciclabili in totale sicurezza, protette da cordoli e divise dalle corsie riservate alle automobili ma anche dagli spazi riservati ai pedoni, dai marciapiedi.

Sono state create ciclabili sicure e continue, non brevi e spezzettate, che permettono ai ciclisti di muoversi in sicurezza e continuità. Due elementali fondamentali che hanno convinto i parigini che muoversi in bicicletta è più piacevole che in auto.

È piacevole perché si è appunto in sicurezza, lo si fa per lunghi tratti, perché non si rimane imbottigliati nel traffico ma si scorre lungo il percorso e, con il passare del tempo, l’aria è diventata più respirabile.

Nella capitale francese, in questi dieci anni sono state pedonalizzate oltre 300 strade e c’è una raccolta firme per eliminare le auto da altre 200. Se questo progetto dovesse andare in porto, Parigi avrebbe 500 nuove strade pedonalizzate in meno di un decennio.

In questo stesso arco di tempo sono state create 1500 chilometri di piste ciclabili distribuite in tutto il comune. Chilometri che aumenteranno ulteriormente dato i nuovi progetti e i cantieri in corso.

E’ stata pedonalizzata Rue de Rivoli per citare una strada famosa data la sua vicinanza con il Louvre e Place de la Concorde. Una strada che un tempo era ingolfata di automobili ma che ora e piena di biciclette. Così come a Londra, l’amministrazione ha comunicato che da settembre verrà chiusa alle automobili Oxoford Street, una arteria oggi trafficatissima a pochi passi da Piccadilly Circus.

Le ciclabili e le pedonalizzazioni a Verona

Anche Verona nel suo piccolo ci sta provando.

Negli ultimi tempi sono nate diverse ciclabili e a breve verrà inaugurata quella che andrà da Ponte Risorgimento a Ponte Garibaldi. Un progetto che stravolgerà la mobilità del lungadige rendendo a senso unico l’intero tratto per fare spazio alla ciclabile.

Una ciclabile finalmente divisa da un cordolo che si collegherà, subito dopo ponte Garibaldi, a quella già esistente che arriva quasi fino a Ponte Pietra.

Sarà quindi possibile pedalare in sicurezza per oltre due chilometri per un totale di sette minuti.

Una ciclabile di cui abbiamo già parlato su Heraldo, in cui abbiamo provato a paragonare Verona a Copenaghen con la sua fitta rete di ciclabili. Un paragone per qualcuno azzardato ma che in realtà un azzardo non è. Come non è azzardato provare ad imitare Parigi con le politiche raccontate in questo articolo, come Londra che chiude una delle strade più trafficate e visitate della città.

Non è azzardato perché non può prevalere il concetto che Verona non è paragonabile a Parigi perché non ha le sue grandi arterie. Non è paragonabile a Londra dato le sue innumerevoli linee della metropolitana. Non è paragonabile a Copenaghen per chissà quale altro motivo.

Non si deve tornare indietro

In questi giorni si sta parlando anche di impedire alle auto private, l’accesso in Piazza Bra anche nel tratto che va dall’orologio fino all’incrocio con Stradone San Fermo. Un’ipotesi, anche questa molto criticata, ma che in realtà era già stata paventata dalla precedente amministrazione. Una soluzione che renderebbe l’intera piazza più sicura e più bella da cui tutti, una volta abituati, non vorremmo più tornare indietro. Del resto, nessuno a Verona vorrebbe il ritorno delle macchine in Via Roma o che il Liston torni ad essere un parcheggio per le auto.

Nessun vorrebbe riaprire al traffico Piazza Corrubio per velocizzare il passaggio di auto provenienti da Corso Milano.

Nessuno lo vorrebbe oggi ma quando le amministrazioni dell’epoca decisero di eliminare le auto da questi spazi, molte sono state le critiche nonostante la volontà di rendere questi spazi più belli, accessibili, e sicuri. Progetti che hanno rimesso questi spazi a disposizione di tutti, compreso i bambini con decisioni epocali da cui non si torna indietro. Decisioni, inizialmente criticate da molti, ma oggi apprezzate da tutti.

Apprezzati da tutti perché è indiscutibile il miglioramento che una pedonalizzazione di una piazza apporta alla qualità di vita in una città. Lo stesso vale per le ciclabili. La creazione di nuove piste ciclabili, la pedonalizzazione di spazi, proietta le città verso un futuro da cui non si può e non si deve tornare indietro perché sono un indicatore di modernità sana, di progresso e un segno di civiltà.

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