The dialogue police di Susanna Edwards, in programma lunedì 2 febbraio alle 21 alla Fucina Culturale Machiavelli a Verona (Via Madonna del Terraglio 10), con la collaborazione di Heraldo, è il terzo docufilm della rassegna Mondovisioni, che porta a Verona i documentari di Internazionale. Proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano, racconta la storia di una unità speciale della polizia svedese incaricata di tutelare la libertà di espressione durante manifestazioni e proteste.

La trama

Dopo i violenti scontri nel 2001 tra polizia e manifestanti al vertice europeo di Göteborg (Svezia), un’indagine governativa concluse che la polizia svedese aveva bisogno di comprendere più a fondo i movimenti politici, con molti giovani in uscita dai partiti tradizionali e impegnati per la giustizia sociale e il clima, perché i metodi adottati rischiavano di aggravare le tensioni invece di placarle.

Fu creata così la «Polizia del dialogo» (The dialogue police), una unità speciale con base a Stoccolma (Svezia), operativa a tempo pieno. Nel 2022, tra manifestazioni di ogni genere, copie bruciate del Corano e proteste per il clima, la regista Susanna Edwards ha iniziato a seguire gli agenti nella loro missione di salvaguardare la libertà di espressione di tutti, il diritto a riunirsi in spazi pubblici e protestare.

La squadra lavora costantemente sul crinale tra personale e professionale: quando indossano l’uniforme devono mettere da parte le loro opinioni, ma sono spesso le loro esperienze e l’abilità nell’instaurare un rapporto di fiducia a ridurre la tensione in momenti complicati. In una società polarizzata, la squadra è unita dal senso dell’umorismo e da una vocazione comune: difendere la democrazia usando il dialogo come unica arma.

Susanna Edwards, la regista svedese,parlando del docufilm ha affermato: «Ricordo un episodio alla fine degli anni Ottanta, un Primo Maggio, quando stavo dando un passaggio a un amico sulla mia bicicletta. Un agente di polizia ci gridò da lontano che era vietato, gli risposi al volo e continuai a pedalare. Poi sentii l’agente gridare: “Maledetti bolscevichi!”. L’adrenalina iniziò a salire e risposi urlando: “Maledetti fascisti!”. Se fossi stata più grande e forte, e non in bicicletta, probabilmente avremmo finito per litigare. Anni dopo, quando ho sentito parlare di un’unità della polizia svedese chiamata “Polizia del dialogo”, mi sono incuriosita. Chi sono? Come lavorano? Dopo più di un anno trascorso a costruire un rapporto di fiducia», prosegue «e districarmi nella burocrazia per ottenere le autorizzazioni, ho potuto sbirciare in un mondo che pochi conoscono. Per me, questo è un film su una scelta esistenziale: dove gli altri vedono rischi e minacce, la “dialogue police” deve concentrarsi sulle opportunità. Lavorano con diplomazia e dialogo invece di ricorrere al linguaggio del potere e dell’oppressione. A questo si aggiunge l’umorismo, che si ritrova sia all’interno della squadra che nelle loro interazioni con l’esterno. Con questo film», ha concluso Edwards, «ho voluto mettere in evidenza l’importanza dell’umanità, del rispetto per ognuno, della curiosità verso le persone, della disponibilità ad ascoltare chi ha opinioni diverse, in linea con i principi della libertà di espressione».

Dopo la proiezione

In un tempo segnato da radicalizzazioni e tensioni crescenti, il film apre una riflessione sottile e necessaria sul fragile equilibrio tra sicurezza e diritti. E questo sarà il filo conduttore dell’approfondimento curato da Heraldo subito dopo il docufilm con Gianpaolo Trevisi, oggi consigliere regionale del Veneto ma per molti anni responsabile della scuola di polizia di Peschiera del Garda (Verona).

Ingresso, euro 7. Per informazioni: biglietteria@fucinaculturalemachiavelli.com

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