Esistono manifestazioni sportive che si misurano col cronometro e altre che si raccontano attraverso la storia. La Montefortiana appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Dal 16 al 18 gennaio 2026, nel cuore della Val d’Alpone, la celebre corsa veronese giunge alla sua 49ª edizione, consapevole di essere sull’orlo di un traguardo importante: le cinquanta candeline. Non un semplice traguardo, ma un punto di vista privilegiato per riflettere sul passato e proiettarsi con entusiasmo verso il futuro.

Monteforte d’Alpone, come da tradizione nel fine settimana dedicato al patrono Sant’Antonio Abate, si trasforma in un grande spazio condiviso, attraversato da podisti, camminatori, famiglie, bambini, atleti d’élite e semplici curiosi. La Montefortiana non è solo una gara, ma un dispositivo culturale che usa la corsa per raccontare un territorio fatto di colline, sentieri, vigneti e storie tramandate a passo d’uomo.

Il programma si è aperto idealmente già sabato 10 gennaio con “Aspettando la Montefortiana”, una camminata-corsa a passo libero tra i capitelli, con partenza da un luogo che è esso stesso racconto identitario, l’Azienda Agricola Gini. Un modo per entrare in sintonia con lo spirito dell’evento, mescolando movimento, convivialità e vino, senza classifiche ma con la lentezza necessaria per guardarsi intorno.

Il weekend ufficiale prende forma venerdì 16 gennaio con la Marcia “per il sorriso dei bimbi”, che coinvolge le scuole del territorio in un’esperienza dove sport e solidarietà si tengono per mano. Qui la Montefortiana mostra uno dei suoi tratti più autentici: educare al movimento e al rispetto, trasmettendo ai più giovani il valore sociale del correre insieme. Non a caso, il tema del concorso di disegno abbinato è “Lo sport, fonte di salute e pace”, una dichiarazione d’intenti che va oltre l’asfalto e i sentieri.

Il sabato è il giorno in cui la manifestazione alza il tono agonistico, senza perdere profondità. L’Ecomaratona Clivus, 45 chilometri e 1.900 metri di dislivello positivo, è la prova regina, un viaggio fisico e mentale che attraversa Fittà, Castelcerino e Campiano prima di tornare a Monteforte. Un ecotrail che oggi parla il linguaggio internazionale dell’ultra trail, con punti ITRA, indice UMTB e l’inserimento nel Grand Prix IUTA, ma che continua a mantenere un’anima fortemente legata ai luoghi che attraversa. Accanto a lei, l’Ecorun Collis, 26 chilometri e 900 metri di dislivello, offre una versione più accessibile ma non meno suggestiva, condividendo paesaggi e filosofia.

Nel pomeriggio di sabato, la Montefortiana cambia passo con “Passi nel Tempo”, una passeggiata storico-culturale lungo il percorso dei dieci capitelli, recentemente rinnovato. Qui la corsa lascia spazio al racconto, alle tradizioni locali, agli aneddoti che fanno del Soave Classico non solo una denominazione vinicola, ma un paesaggio vissuto.

La domenica è il giorno della grande festa popolare. Il Trofeo Sant’Antonio Abate Falconeri, con i suoi quattro percorsi da 6, 9, 14 e 20 chilometri, richiama podisti da tutta Italia e li accompagna attraverso ristori che sono un vero atlante gastronomico del territorio, dalla cioccolata calda al minestrone preparato dagli Alpini, fino ai tortellini finali. In parallelo, la Maratonina Falconeri celebra il traguardo della 30ª edizione con una mezza maratona collinare che negli anni ha visto passare anche nomi importanti dell’atletica italiana, confermandosi come una delle prove più riconoscibili del panorama veronese.

Il pomeriggio, infine, è dedicato al futuro, con il Gran Premio Giovani Promesse Pedrollo. Dai cuccioli ai cadetti, i più giovani corrono distanze brevi ma dense di significato, perché è qui che la Montefortiana investe sul domani, coltivando entusiasmo prima ancora che talento.

A rendere questa manifestazione qualcosa di più di un evento sportivo contribuiscono anche le scelte di inclusività e sostenibilità. Le joelette, in collaborazione con il CAI, permettono anche alle persone con disabilità di vivere i sentieri; il ristoro senza glutine, gestito dall’Associazione Italiana Celiachia, allarga l’idea di accoglienza; l’attenzione alla raccolta differenziata, curata insieme a Legambiente, dimostra che anche una corsa può avere un’impronta leggera sul territorio.

“Avvicinarsi al mezzo secolo è un’emozione unica”, ha raccontato il presidente dell’A.S.D. Valdalpone Giovanni Pressi, sottolineando una crescita costante, fatta di cura dei dettagli e di rispetto per chi sceglie Monteforte come luogo di corsa e di sosta. Parole che trovano eco in quelle di Gianluigi Pasetto, fondatore e testimone di quasi mezzo secolo di partenze, per il quale la Montefortiana resta prima di tutto entusiasmo condiviso e appartenenza.

La 49ª edizione è, di fatto, una vigilia. Ma più che l’attesa della cinquantesima, ciò che colpisce è la continuità di una manifestazione capace di restare fedele a se stessa, trasformando ogni chilometro in un racconto e ogni edizione in un capitolo di una storia collettiva che, da quasi cinquant’anni, corre tra le colline del Soave.

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