Il temporale su Verona

Imponenti nuvoloni scuri si stagliano minacciosi sopra la storica Chiesa di San Giorgio e si estendono sulle colline che si trovano a nord di Verona, creando un’atmosfera intensa, a tratti spaventosa e carica di energia.

Piazzolla e la Buenos Aires che cambia voce con Nico Sorin

Al Niceto Club, Nico Sorín rilegge Piazzolla con elettronica, rock e intensità cinematografica. Il risultato non tradisce il tango, ma lo riaccende: Buenos Aires appare viva, notturna, drammatica e contemporanea. Un concerto che unisce generazioni, memoria argentina e pulsazione urbana, trasformando la nostalgia in presente emotivo, fisico e profondamente necessario, senza perdere la ferita originale.

Simone Zambrin. Veronese dell’Anno

Simone Zambrin è stato scelto come Veronese dell’Anno dalla redazione di Heraldo perché incarna un’idea di cittadinanza attiva, responsabile e profondamente umana. Cresciuto in un contesto di forte fermento politico, ha trasformato la sua formazione in una scelta di campo per la dignità, la pace e i diritti. La partecipazione alla Flotilla e l’esperienza del carcere hanno reso la sua coscienza civile concreta e incarnata. Oggi Zambrin rappresenta una generazione che sceglie di stare dalla parte della vita.

La generazione dei “4 NO”

La “generazione dei 4 NO” in Corea del Sud rinuncia a relazioni, sesso, matrimonio e figli per difendersi da una società ipercompetitiva che consuma tempo, energia e desiderio. Attraverso Segato, Dubet, Bifo, Spinoza e Toro emerge un quadro comune: la crisi dei legami è effetto di precarietà, passioni tristi e perdita di vitalità nelle società contemporanee.

Contro la pedagogia della solitudine: le passioni tristi

Un viaggio nelle passioni tristi della modernità: dalla disillusione sociale analizzata da Dubet, alla pedagogia della crudeltà di Segato, fino alla potenza affettiva di Toro Araneda. Un saggio che unisce analisi e poesia, mostrando che l’unica rivoluzione possibile inizia dal corpo — nell’incontro, nella tenerezza e nella gioia come forme di conoscenza.

Intersezionalità, fra limiti e possibilità

L’intersezionalità è nata per denunciare la co-produzione delle oppressioni, ma il suo uso corrente la riduce a lessico identitario compatibile con il neoliberismo. Il conflitto viene spostato dalla struttura al soggetto e la politica diventa gestione delle differenze. Restituirle potenza significa riportarla al terreno materiale del dominio, alla coalizione e alla rottura.