ToCasa è un’iniziativa originale e coinvolgente nata durante il celebre evento culturale Tocatì, un momento speciale durante il quale alcuni cittadini veronesi scelgono di aprire le porte delle loro case storiche a visitatori interessati e desiderosi di scoprire più da vicino la vita quotidiana che si svolge all’interno della città.

Si tratta di un’opportunità unica e irripetibile per osservare Verona attraverso gli occhi di chi la vive ogni giorno, immergendosi in un’esperienza autentica e coinvolgente. Ne abbiamo discusso con Eva Cacciatori e sua figlia Clara, che hanno partecipato al progetto ToCasa, accogliendo decine di persone curiose e appassionate nella loro abitazione storica, condividendo con loro storie, emozioni e dettagli della vita veronese.

Quando avete aderito a ToCasa per la prima volta e perché?

Eva: «L’anno scorso è stata la prima volta. Ho conosciuto ToCasa tramite un gruppo Facebook del quartiere di Veronetta nel quale si chiedeva se c’era qualcuno disponibile per partecipare a questa sorta di evento. Siccome siamo affezionati a questo quartiere, sebbene io provenga da un’altra città, abbiamo scelto di promuovere un altro punto di vista su una parte di città spesso mal raccontata».

Da quanto abitate in zona?

E: «Mio marito dal 1988 e io dal ‘92. Lui è di Genova e io di Padova. Quello che mi interessa è che le persone abbiano una percezione diversa del quartiere, come un posto per farci crescere i figli. Per esempio la più piccola delle mie ha 25 anni mentre la grande ne ha 30, anche se ora vive in Spagna».

Cosa cercano le persone che vengono a visitare casa vostra.

La casa è arredata con alcuni quadri della figlia che vive in Spagna e fa l’artista. Si può trovare sui social con il nome Eneri_concept

E: «Sai, Veronetta ha una reputazione piuttosto negativa: si pensa che sia piena di immigrati stranieri, sporcizia, caos e criminalità. Certo, ci sono problemi ed è inutile nasconderli, ma allo stesso tempo offre tanto verde, vitalità, riqualificazione urbana, ristoranti etnici e tradizionali, oltre a numerose attività culturali. Credo che molte delle critiche nascano da una certa visione politica. In realtà, le persone cercano proprio un punto di vista differente. Io percepisco sempre una curiosità sincera nel capire come si vive davvero in questo quartiere.»

Clara: «In questo momento il quartiere è interessato dai lavori, ma sono per una giusta causa. Ad esempio però quest’anno il Tocatì secondo me ha risentito della cosa, ma l’anno scorso invece era come vivere in un posto completamente differente con il quartiere che prende una forma umana. In Via XX settembre però mi rendo conto che per molti esercenti è dura».

E: «I lavoratori si dovevano “fare”, è inutile negarlo. Io ho fatto l’amministratrice per cinque anni per la prima circoscrizione ed è difficile, molto. Però, ad esempio, quando pioveva l’acqua entrava nei negozi. Bisognava lasciare tutto com’era?».

La vostra casa è anche vicina all’università...

C: «Sì, e molti studenti vorrebbero rimanere a Verona dopo l’università, però purtroppo è un po’ difficile ora come ora».

E: «Certo, ma anche perché Veronetta è un quartiere vivibile e molto vivo allo stesso tempo. Ovviamente in alcuni momenti c’è molto casino, ma comunque questo dà luce sostanzialmente alle zone buie del quartiere».

Una foto dei primi proprietari della casa

Mentre per quanto riguarda il problema dello svuotamento della città dovuto all’aumento sempre maggiore di locazioni turistiche, voi come vivete questo problema?

C: «Facendo l’università qua a Verona sento che molti studenti si lamentano perché sono sempre di più spostati al di fuori di Veronetta e perciò dal polo universitario. Veronetta sta diventando il nuovo centro storico per i turisti proprio perché il centro della città è diventato troppo caro a uso completamente turistico. Vivere qua potrebbe diventare sempre più difficile perché poi i prezzi si adeguano al mercato».

E: «Purtroppo è un trend generalizzato in tutta Europa. I turisti “fregano” le case».

C: «Al momento il quartiere è coinvolto nei lavori, ma sono per una giusta causa. Ad esempio, quest’anno il Tocatì ne ha risentito, mentre l’anno scorso sembrava di vivere in un luogo completamente diverso, con il quartiere che assumeva un’anima viva. Tuttavia, in Via XX Settembre mi rendo conto che per molti esercenti la situazione è difficile.»

E: «Sì, questa casa risale al 1932. Era una tipica abitazione in stile liberty popolare destinata agli invalidi del lavoro. Abbiamo anche una foto degli ex proprietari. La parte superiore un tempo era una soffitta, che poi abbiamo trasformato in un soppalco. Accanto a noi c’è una casa identica e altre due simili si trovano lungo la circonvallazione verso San Zeno. Queste case venivano costruite appositamente per gli invalidi del lavoro. Abbiamo conservato i pavimenti originali e la casa è stata poi ristrutturata con cura».

Il soppalco dell’abitazione

Secondo voi ci sarà un’inversione di rotta?
E: «Si tratta di una questione politica: per contrastare questo fenomeno serve intervenire con misure concrete, come un aumento significativo della tassazione per chi alimenta il mercato degli affitti brevi. A Barcellona, ad esempio, hanno preso decisioni decise in tal senso.»

Però comunque rimane ancora vivibile, penso anche a livello di negozi a “portata di mano” per cose di uso e consumo quotidiano.

E: «Qui trovi tutto ciò di cui hai bisogno. Veronetta è stata a lungo malvista e in parte lo è ancora. Persistono problemi, come lo spaccio a cielo aperto. Tuttavia, questi fenomeni sono di natura sociale e, se li sposti, si manifestano altrove. È fondamentale viverla davvero e intervenire concretamente dall’interno.»
C: «Le persone vengono qui principalmente per vivere. Inoltre, la zona è notevolmente migliorata nel corso degli anni.»

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