Dal 9 al 31 gennaio, in via San Vitale 2/b, nel quartiere Veronetta, il Meccanico espone Skid Row: una raccolta di ritratti scattati da Charles H. Traub e pubblicati nel 2023 da Lazy Dog. Sarà per lui un ritorno nella città di Verona, in favore di una mostra che interpella le aree marginalizzate di Uptwon Chicago e della Bowery di New York, fotografate negli anni ‘70 e rigorosamente in bianco e nero.

Le fotografie di Traub offrono uno sguardo partecipe sulle vite di chi abita questi spazi urbani, mettendo in luce un’umanità spesso invisibile e resistente. I contesti catturati tramite l’obiettivo, segnati dalla presenza di comunità fragili e marginalizzate, sono stati nel tempo radicalmente modificati dagli interventi di riqualificazione urbana, che ne hanno alterato irreversibilmente il tessuto sociale. In questo senso, il lavoro di Traub si impone come una memoria visiva di territori e relazioni ormai in via di estinzione.

L’intervista di Francesca Marra

Presidente e direttrice artistica di Grenze, Francesca Marra è anche curatrice di Charles H. Traub per altre mostre in giro per l’Italia. In un’intervista risalente alla scorsa visita di Traub a Napoli presso i Magazzini Fotografici, il fotografo si è espresso in merito alle motivazioni veicolanti la realizzazione del libro fotografico “Skid Row“.

Nel corso dell’intervista, tenutasi interamente in lingua inglese, Traub ripercorre le motivazioni che lo hanno spinto a realizzare questa raccolta-foto di senza-tetto in giro per le strade, evidenziando come la fotografia possa fungere da mezzo politico, denunciando una povertà sempre più in espansione sia negli States che in Europa e manifestando una disparità sociale ormai spietata.

Una delle foto-ritratto estrapolate da Skid Row

«Queste persone che ho fotografato negli anni ’70 sono parecchio differenti (rispetto ai senza-tetto odierni). Non avevano dipendenze da droga e sì, qualcuno aveva problemi mentali, ma erano davvero vittime di una vita fallimentare […] e c’era chi se ne prendeva cura in rifugi […] che esistevano nell’Uptown di Chicago e nel Bowery a New York. Erano una sorta di comunità che esisteva in ogni città, e ogni città aveva uno Skid Row […] e si prendevano cura l’uno dell’altro. I senza-tetto di oggi sembrano alienati l’uno dall’altro.»

«Molte di queste foto sono state scattate in un’area chiamata “The Bowery”, a New York, una leggendaria e storica zona della città […]. Nel corso degli ultimi trent’anni, “The Bowery” è diventato raffinato, chic, con due grandi musei, gallerie d’arte […]. Ho pensato che queste foto dovrebbero stare lì, così che le persone possano vedere le disparità e il cambiamento in atto […]»

Un movente nobile, di denuncia sociale, portato alla luce per mezzo di uno strumento che, come quello della macchina fotografica, non fa sconti né ritocchi. Cittadini newyorkesi e chiagoans, già ai margini del tessuto sociale, privati nel corso degli ultimi decenni di quegli spazi imprescindibili per la sopravvivenza, come cita Traub, di una comunità tanto silenziosa e all’apparenza invisibile quanto spropositata.

Promotore negli States di questa iniziativa di sensibilizzazione verso le comunità citate, i ritratti di Traub sono ritornati finalmente anche a Verona, in una mostra a cura dei Magazzini Fotografici e in collaborazione con Lazy Dog Press

Una delle foto-ritratto estrapolate da Skid Row

Il termine “Skid Row”

Non è cosa rara che la lingua inglese adotti spesso termini “slang” per fare riferimento a qualcosa di circoscritto in ambienti socio-urbani. Skid row ne è un lampante esempio. Secondo la definizione di Urban Dictionary, un portale internet che riporta il vocabolario adottato nelle strade,

Per “Skidding” si intende il metodo di spostamento di tronchi/legname trascinandoli lungo il terreno. Prima dell’avvento dei camion e dei motori a combustione interna, lo “Skidding” veniva effettuato da squadre di cavalli/muli/buoi guidate da uomini corpulenti di ceto sociale piuttosto basso. Una strada sterrata conduceva dalla zona periferica dove veniva effettuato il taglio del legname alla segheria, solitamente vicino a una città o a una fonte di energia come una pista di mulino. “Skid Row” si riferiva alla fila di baracche di legno a basso costo che spuntavano lungo la strada sterrata. Le persone che vivevano in queste baracche erano associate o sottomesse agli “Skidder“, i tagliatori di legname, e di solito rappresentavano la posizione più bassa nella vita sociale di una città o di un villaggio. Gli Skid Row erano spesso popolati da prostitute, senzatetto, poveri, transitori, ecc.

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