Dopo un pre-campionato all’insegna di perdite ed incognite e della sconfitta in Coppa Italia contro il neo-promosso Forlì, la Virtus Verona di Gigi Fresco ha risposto da vera squadra nell’esordio interno in campionato contro il Cittadella, dando dimostrazione di come il gruppo sia tutto fuorché smembrato. Restano comunque dei rebus da risolvere.

La sfida contro il Cittadella

Passano gli anni e le stagioni ma una cosa rimane certa: quando le big del campionato approdano al Gavagnin-Nocini, niente è loro regalato. Il Cittadella, infatti, nobile decaduta dalla serie B e papabile colosso del Girone A di Serie C, è riuscita a strappare solamente un pari nella sfida di domenica. Complice il fattore campo, l’infinito recupero assegnato nel secondo tempo (12 minuti di extra-time) o un semplice scivolone, ma la Virtus ha risposto a testa alta e petto in fuori ad un’insidiosa sfida che avrebbe potuto condizionare ulteriormente un’inizio di stagione di per sé già turbolento. 1-1 il punteggio finale, con il timbro iniziale di Gaddini a portare in vantaggio gli ospiti, reso però vano dal guizzo finale di Fabbro, subentrato dalla panchina e decisivo nel battere Zanellati.

Non solo goal, ma anche un cartellino rosso per parte (De Marchi per la Virtus, Salvi per i granata), così come le chiamate al FVS (Football Video Support), il nuovo sistema di supporto arbitrale semplificato e a costi contenuti pensato per le competizioni che non possono permettersi il VAR tradizionale.

Il contatto che è valso a De Marchi (in foto) il secondo giallo @ph.nicolaguerra

Conferme ed enigmi

Sette degli undici titolari sotto i 23 anni, due dei quattro subentrati under 20: in Borgo Venezia l’aria che tira è sempre la stessa. Siccome che per molti però l’età è solamente un numero, Gigi Fresco ha ben deciso di sperimentare anche con le posizioni in campo. Bassi adattato a braccetto sinistro e Patanè largo a destra come quinto di centrocampo sono stati tra i migliori in campo. Di nota anche l’esordio da titolare di Mancini in coppia con De Marchi, nonostante l’ex Juventus sia arrivato solamente poco meno di dieci giorni fa.

Conferme, sì, ma anche parecchi rebus da risolvere. Il primo, su tutti, porta il nome di Hachim Mastour. Zero minuti per lui contro il Cittadella. All’ex Milan è stato preferito in partenza Zarpellon, e con l’espulsione di De Marchi al minuto 38 e il conseguente uomo in meno, il subentrare dell’italo-marocchino non è stato sicuramente agevolato.

L’Operato del Football Video Support

Era prevedibile che, fin dalle prime partite, il numero delle chiamate con il nuovo Football Video Support (FVS) sarebbe stato piuttosto elevato: la novità del sistema e la possibilità di sfruttarlo come tutela hanno inevitabilmente spinto gli allenatori a ricorrervi con frequenza. E proprio questo è accaduto domenica al Gavagnin, con tre chiamate totali. Il “VAR a chiamata” introdotto in Serie C rappresenta senza dubbio un passo avanti nella direzione della chiarezza e della riduzione degli errori arbitrali, garantendo un supporto tecnologico prezioso soprattutto nei momenti più controversi.

Resta però il tema delle due chiamate per parte, che rischiano di trasformarsi in un’arma a doppio taglio: se da un lato offrono maggiori garanzie alle squadre, dall’altro interrompono il ritmo e la fluidità della gara, incidendo sullo spettacolo. Una riflessione condivisa anche da Manuel Iori, tecnico del Cittadella, che nella conferenza post gara ha sottolineato come il FVS sia uno strumento utile e innovativo, ma debba essere calibrato meglio per non snaturare la continuità del gioco.

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