Al Teatro Peroni di San Martino Buon Albergo sabato 9 marzo alle 21 è in programma l’ultimo appuntamento di Evoluzioni, la rassegna teatrale che vede la direzione artistica di Barbara Baldo di Ippogrifo Produzioni. La serata avrà come protagonista la compagnia teatrale Sunny Side, con Massimiliano Aceti e Chiara Mancuso sul palco nella piéce teatrale, scritta e diretta dallo stesso Aceti, dall’emblematico titolo “Equitalia”.

Si tratta di una commedia agrodolce, con al centro due coniugi ormai ottantenni che, dopo una vita di sacrifici e duro lavoro, si vedono portare via il loro ristorante a causa dei debiti. Non avendo più nulla da perdere i due decidono di compiere un gesto rivoluzionario: far saltare la sede di Equitalia a Roma. L’idea dei due, non essendo feroci terroristi ma due nonnetti disperati, è quella di non far male a nessuno e quindi intendono compiere l’azione nel cuore della notte, quando nessun impiegato è in ufficio.

Riusciranno nel loro intento? Ne parliamo con Massimiliano Aceti, classe 1988, che nel corso della sua carriera si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e dopo aver lavorato come attore per alcuni anni con Gabriele Lavia, dal 2016 è autore e regista di monologhi e spettacoli teatrali.  

Aceti, innanzitutto da dove nasce l’idea di “Equitalia”?

«Nasce quando, qualche anno fa, ho ricevuto una cartella esattoriale per errore. Lo shock è stato talmente forte che mi ha fatto riflettere. Com’è possibile che mi chiedano tutti questi soldi che non ho e non ho mai avuto? Dopo aver chiarito l’equivoco ho iniziato quindi a fare alcune ricerche e ho riscontrato che esiste una serie infinita di situazioni analoghe. Una condizione che, nell’Italia del 2024, non è accettabile. Penso che la mia generazione sia molto precaria, dal punto di vista del lavoro ed economico, e prima o poi dovremo fare tutti i conti con questo sistema economico malato.»

Massimiliano Aceti

Una critica nemmeno troppo velata al nostro sistema capitalistico…

«Non si può crescere in eterno. Non si può fare ogni anno un più qualcosa di PIL o di crescita economica rispetto all’anno precedente. Prima o poi il mercato finisce, finiscono le risorse, finisce tutto. E da quel momento è inevitabile la guerra. Soprattutto fra poveri.»

Una riflessione, la sua, che viene comunque fatta con il sorriso… amaro, ma pur sempre sorriso…

«Sono convinto che con una risata un messaggio riesca ad arrivare a destinazione in modo molto più efficace. La risata è un atto liberatorio del corpo, che riconosce in quella libertà la vicenda che c’è dietro il racconto.»

Lo spettacolo è stato scritto prima della crisi economica portata dal Covid.

Aceti e Mancuso in un momento di “Equitalia”

«Sì, “Equitalia” ha debuttato nel 2019 vincendo subito il primo premio al Festival Indivenire. Poi è arrivato il Covid e onestamente pensavo che la pandemia ne avesse decretato anche la fine. Invece in questi ultimi due anni ha ripreso a girare e devo dire che sta andando anche molto bene. Peraltro ho notato che nello stesso periodo c’è stata un’impennata di persone che hanno deciso di rivolgersi a uno psicanalista, un coach, un aiuto. Diciamo che se c’è qualcosa di buono che ha portato il Covid è che è arrivata un po’ di consapevolezza. Nel mondo attoriale, ad esempio, l’ho riscontrata molto.»

Quali sono le difficoltà che ha riscontrato nello scrivere questo testo?

«Cerco sempre di portare la commedia all’italiana in scena. Raccontare anche eventi tragici o di grande difficoltà ma con quell’ironia tipica del nostro carattere e che ritroviamo nei film di Monicelli e Risi. Sono convinto che se in un momento tragico il pubblico scoppia in una risata tu come autore hai raggiunto l’obiettivo.»

Qual è il segreto del suo successo?

«È uno spettacolo non convenzionale. La cosa che piace molto al pubblico è soprattutto quella di vedere in scena due giovani che cercano di raccontare il mondo degli anziani. Due tenerissimi nonnetti in difficoltà. E poi c’è l’atto di rivolta e l’entusiasmo che il solo pensiero di poterlo compiere comporta. Tutti sperano che riescano nel loro intento.»

Oltre ai problemi economici il suo spettacolo parla anche di amore. Amore che può spegnersi, nel corso del tempo…

«Volevo raccontare che quando inizia il rapporto d’amore c’è la passione, che lo fa vivere e poi bruciare. Poi dopo un po’ ci si abitua e non si condividono più sogni, idee, progetti. Anche l’attrazione fisica, dopo quarant’anni, inevitabilmente scema. Pian piano ci si isola all’interno della stessa casa. Si finisce per inseguire obiettivi che non sono più i tuoi ma sono quelli imposti dalla società: l’auto, il cellulare di ultima generazione, la bella casa, i viaggi… . La condivisione, invece, è cercare qualcosa che appassioni insieme ed è l’unica chiave per vivere bene insieme a lungo.»

Chiara Mancuso

Come avete lavorato con la sua “partner in crime”, Chiara Mancuso?

«Abbiamo fatto insieme l’accademia di teatro. Ci conosciamo da 15 anni. Stare sul palco con lei è meraviglioso. C’è una complicità e un affetto che si vede in scena. Anche quella, a mio parere, rappresenta la forza dello spettacolo. Sembriamo veramente marito e moglie. D’altronde in tanti anni ne abbiamo vissute davvero tante insieme: abbiamo fallito, trionfato, riso, pianto… .»

In generale qual è, secondo lei, lo stato di salute del Teatro in Italia?

«Sto vedendo un’esplosione di interesse. Le sale sono quasi sempre piene e c’è fame da parte del pubblico. Il teatro alla fine è sempre stato e sempre sarà immortale. Ci sarà sempre, perché in fondo finché ci sarà una persona sul palco che racconta una storia e una in platea che l’ascolta… quello già rappresenta un’azione teatrale, che fa parte imprescindibile dell’essere umano. La gente, in fondo, ha bisogno di emozioni. Quando in una produzione non c’è l’anima la gente si arrabbia. Andare a teatro è sempre una condivisione di qualcosa.»

Per finire… quali saranno le prossime tappe del suo spettacolo?

«Saremo a breve a Grottammare, Genova, Arizzano… poi vedremo come proseguirà la primavera.»

Aceti e Mancuso in una scena tratta da “Equitalia”

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