Proseguiamo con l’analisi delle pagine social dei principali partiti che partecipano alla campagna elettorale, in vista dell’election day del 25 settembre: attraverso il focus sulle pagine Facebook e Instagram di Lega, FdI, PD e M5S, vediamo – rispetto alle settimane precedenti – come si stato evolvendo gli schemi propagandistici delle principali forze politiche.

Lega – Salvini Premier. Follower FB 1,2 mln; Instagram 317mila (in crescita su FB).

La Lega, sempre molto mobile e attiva nella comunicazione, è partita da quasi una settimana con la campagna “#Credo”  che ha già fatto innervosire Avvenire per questioni sostanzialmente di copywrite; delicatissima, al solito, la risposta del quotidiano Libero alla posizione del giornale della CEI con il titolo “Vaticano, tra i gay e il “credo” i vescovi scelgono i gay“. Moltissimi i post che battono su immigrazione (crimini compiuti da immigrati africani per lo più) e sicurezza, pace fiscale e flat tax, abolizione della legge Fornero e Quota 41: ma è  sempre il “contro” che vince nettamente per numero di condivisioni, specie nelle dichiarazioni di facce organiche alla destra contro la sinistra. La pagina, se seguita con continuità, restituisce l’esperienza di un pomeriggio passato a guardare Tik Tok o i reel di Facebook: un eterno susseguirsi di immagini e slogan slegati in un flusso continuo e stordente. Effetto che colpisce forse anche il pubblico degli affezionati che, spesso, non sa distinguere tra una pagina di un partito che riporta frasi di personaggi popolari come la Magli e la pagina del personaggio stesso.

Fratelli d’Italia. Follower FB 438.205; Instagram 212mila (stabile).

Continua, con meno post ma un numero di like molto superiore alla Lega, la campagna di FdI, che probabilmente sentendosi molto avanti nei sondaggi non è in cerca di idee o spunti nuovi: si procede senza cambi di strategia. Rimangono i temi chiave in messaggi ipersemplificati: Meloni viene proposta come premier affidabile e credibile, il PD (unico avversario) viene ridotto a Ius Scholae e DDL Zan. Per evitare di contrariare una base meno coesa di quanto si pensi, compaiono post a sostegno del simbolo della fiamma (per rassicurare la base più ideologicamente radicata) e, per non allarmare l’area no-vax, post contro le voci di una (auto)candidatura dell’infettivologo Bassetti. In questo senso, si rimarca la sostanziale identità di temi con la Lega in merito agli “esperti Covid” (Crisanti, Bassetti) e immigrazione, mentre dal punto di vista economico più che la Flat Tax si punta al sostegno contro la povertà, ponendosi in competizione col M5s.

Partito Democratico Follower FB 396.224; Instagram 128mila (stabile).

Il PD in questi ultimi giorni, dopo aver escluso da un posto sicuro Cirinnà, punta stranamente sui diritti civili e torna sul DDL Zan. Viene scelta una linea oppositiva rispetto a Lega e FdI: rivendicazione delle politiche contro il Covid, contrasto alla Flat Tax, un post a richiamo della morte di Matteotti (con evidenti ricadute polemiche; è l’unico che ottiene più di 430 condivisioni). Si sono rarefatti i richiami alle proposte economiche: forse ci si è resi conto che è difficile essere credibili quando si governa da 10 anni…

Movimento 5 Stelle Follower FB 1,5 mln; Instagram 351mila (stabile).

Il M5S, che in effetti sembra sui social prendere appunti dalla Lega, risponde indirettamente con la campagna “Dalla parte giusta”, un insieme di messaggi che promettono sostegno (e assunzioni) a tutti. L’intenzione è evidentemente rassicurare a 360°, anche se la fascia che meglio risponde alle sollecitazioni propagandistiche è legata al Reddito di Cittadinanza, che raccoglie in un post più di mille condivisioni. Il paragone con gli avversari pare, in questa fase, meno importante.

Conclusioni

Mancano poco più di cinque settimane alle elezioni; alcuni partiti (Lega e M5S) hanno strutturato campagne social mirate; altri, come FdI, non sentono il bisogno al momento di grandi variazioni; il PD torna ai cavalli di battaglia parlamentari in funzione identitaria, visto che sulla questione della giustizia sociale sembra indietro rispetto a M5s e, in prospettiva, persino di FdI. Nel complesso, comunque, le pagine si mantengono sugli stessi numeri di fine luglio.

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