Il Festival del Cinema Africano di Verona torna a raccontare attraverso il cinema l’Africa, ma anche l’Europa, e le dinamiche che intercorrono tra i due continenti. Sei seratedieci film e dieci storie all’interno della manifestazione “Ma che estate” in cui immergersi ogni sera dal 25 al 30 luglio a partire dalle 21.15 nel Parco dei Missionari Comboniani di Vicolo Pozzo, in San Giovanni in Valle.

Un evento immersivo e un’occasione di conoscenza grazie anche alla tradizione culinaria senegalese proposta in loco da Bintu e dal Food truck itinerante Niominka prima delle proiezioni, a partire dalle 19.30.

Sezione Viaggiatori&Migranti del Festival

Sotto la direzione artistica di Stefano Gaiga e Giusi Buemi del Festival del Cinema Africano, il grande schermo all’aperto nelle sei serate mostrerà al pubblico una selezione di lunghi e cortometraggi vincitori di premi prestigiosi volti a raccontare e indagare il tema delle migrazioni. Tunisia, Marocco, Mali, Algeria, Burkina Faso e Nigeria, da una parte, e Francia, Regno Unito, Belgio, Germania, Italia, dall’altra, sono i luoghi tra loro così lontani e allo stesso tempo così vicini, che il Festival di Cinema Africano di Verona mette in dialogo attraverso la propria selezione cinematografica. 

La presentatrice Malice Omondi, foto
di Stefano Campostrini

Oltre ad un’esperienza culturale, il festival si propone d’essere anche occasione di incontroconfronto e approfondimento sulle tematiche suggerite dalle opere cinematografiche. Alla visione dei film seguiranno dibattiti con ospiti competenti a cui il pubblico è invitato a partecipare per un momento di ascolto e di scambio di esperienze e punti di vista diversi. 

La rassegna inaugurerà lunedì 25 luglio alle 21.15 con la presentazione di Malice Omondi e la proiezione del videoclip musicale “Mindzug” con la presenza degli ideatori del videoclip Stéphane Ngono, in arte Sténoleflot, e l’editor e regista Ivo Godoy. Seguirà la proiezione del film in concorso “The man who sold his skin” di Kaouther Ben Hania, già vincitore del premio per la Miglior sceneggiatura al Festival del Cinema di Stoccolma e del Premio Orizzonti per il miglior attore alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2020. 

Il festival troverà la sua conclusione il 30 luglio con la premiazione del film vincitore della sezione Viaggiatori&Migranti della 40esima edizione del Festival del Cinema Africano, decretato da due giurie: la Giuria Ufficiale Viaggiatori&Migranti, composta da Carlo Castiglioni, Sarah Kamsu, Alvaro Lanciai, Luca Romeo e Simone Vesco, mentre la Giuria Giornalisti Rivista Nigrizia sarà composta dal direttore del mensile Giuseppe Cavallini e dalle giornaliste Simona Cella e Jessica Cugini. 

Il programma

Lunedì 25 luglio, ore 21.15 inaugurazione del festival con la presentazione di Malice Omondi. Apre la rassegna il videoclip “Mindzug”, con ospiti Sténoleflot, testo e voce, e Ivo Godoy, editore e regista. 

Segue il film “The man who sold his skin” (100’) di Kaouther Ben Hania, in cui Sam Ali, giovane siriano, fugge dal suo Paese nella speranza di guadagnare abbastanza per raggiungere il Belgio. Accetta quindi di farsi tatuare la schiena da un’artista trasformando il proprio corpo in un’opera d’arte da esporre nei più grandi musei del mondo. Sam si renderà presto conto di aver venduto molto di più della sua semplice pelle. 

“The man who sold his skin” di Kaouther Ben Hania

Martedì 26 luglio, ore 21.15 si inizia con il cortometraggio “Bab Sebta” (20’) di Randa Maroufi (Marocco / Francia). Bab Sebta (Porta di Ceuta) è un luogo di frontiere tra Africa ed Europa, ed è teatro di un intenso traffico di manufatti, dove ogni giorno lavorano migliaia di persone. 

Il lungometraggio “The Last Shelter” (85’) di Ousmane Samassékou (Mali), racconta della Casa dei Migranti di Gao, in Mali, un rifugio che accoglie coloro che sono in transito verso l’Algeria o sulla via del ritorno dopo un tentativo fallito di raggiungere l’Europa. Quando Esther e Kady, due adolescenti del Burkina Faso, arrivano nella Casa stringono amicizia con Natacha, una donna migrante che ha perso la speranza di riavere la propria abitazione.

Mercoledì 27 luglio, ore 21.15 si parte con il mediometraggio “Elle nous regarde” (46’) di Lyna Zerrouki (Algeria / Francia). Ryan è un giovane pugile del ghetto parigino. Quando sua madre muore deve andare in Algeria per seppellirla nel rispetto delle tradizioni, trovandosi così catapultato in una famiglia un po’ anomala con uno zio pronto a tutto pur di rubargli l’eredità.

Bablinga” (15’) di Fabien Dao (Burkina Faso / Francia) ha come protagonista Moktar che ha sempre detto che prima o poi avrebbe chiuso il suo bar Bablinga e sarebbe tornato a vivere in Burkina Faso. Quel giorno è arrivato, ma lui esita. I suoi fantasmi arrivano a celebrare con lui l’ultima serata. 

Le Depart” (25’) di Said Hamich Benlarbi (Marocco / Francia). Marocco, 2004. L’undicenne Adil trascorre l’estate aspettando che il suo idolo, il corridore Hicham El Guerrouj, partecipi per l’ultima volta ai Giochi Olimpici. L’arrivo di suo padre e di suo fratello dalla Francia, lo segnerà per sempre.

Tatoués” (21’) di Jean-Baptiste Dusséaux (Francia / Algeria). Camille è un adolescente taciturno e solitario. Sua madre decide di ospitare Thidirth, una vecchia zia algerina giunta in Francia per delle visite mediche. Camille e Thidirth, costretti a condividere la stanza, dovranno imparare a convivere e a trovare un equilibrio insieme.

Giovedì 28 luglio, ore 21.15 si prosegue con “Celles Qui Restent” (90’) di Ester Sparatore (Italia / Francia / Belgio). In Tunisia le donne si battono per avere notizie sui loro uomini scomparsi nel tentativo di raggiungere l’Europa, richiamando l’attenzione sui pericoli delle traversate illegali. Tra loro, Om ElKhir cerca la verità sulla sparizione del marito, determinata a dare un futuro migliore ai suoi figli.

“Celles qui restent” di Ester Sparatore

Venerdì 29 luglio, ore 21.15 sarà proiettato “The Last Tree” (98’) di Shola Amoo (Regno Unito / Nigeria). Femi, un ragazzo britannico di origini nigeriane, dopo un’infanzia felice con la donna che lo aveva adottato, si trasferisce a Londra per vivere con la madre biologica nigeriana. Dovrà capire quale strada intraprendere per diventare adulto.

Sabato 30 luglio, ore 21.15 si svolge la Cerimonia di premiazione del film vincitore con la presentazione di Malice Omondi. A seguire “The Great Green Wall” (91’) di Jared P. Scott (Regno Unito). Un viaggio guidato dalla cantante maliana Inna Modja attraverso undici Paesi, dal Senegal all’Etiopia. Un documentario musicale che promuove un progetto ecologico che ambisce a combattere i cambiamenti climatici, la desertificazione del territorio e i crescenti conflitti. 

Il costo del biglietto d’ingresso per ciascuna delle serate è di 5 euro. Possibilità di parcheggiare gratuitamente nell’ampio parcheggio del Parco dei Missionari Comboniani in Vicolo Pozzo 1, in San Giovanni in Valle. 

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