Lo sport veronese potrebbe raggiungere il top anche nel rugby, con il Verona pronto a cominciare la sfida playoff per contendersi un posto nella prossima Serie A Elite. Si comincia domenica con la semifinale di andata contro la Lazio che si giocherà alle 15.30 al Payanini Center, e in tre partite – doppia semifinale e finalissima secca – sapremo se Verona potrà vantare un’altra realtà sportiva al vertice dello sport nazionale.

Ma come funzionano i campionati di rugby in Italia? Prima di tutto va chiarito che agli amanti della palla ovale non piacciono le cose semplici, e questo si poteva intuire quando si sono inventati uno sport che ha per scopo avanzare e per regola passare all’indietro. Con questa premessa appare chiaro come la Serie A, nel rugby, sia la seconda categoria nazionale. Ci vuole pazienza.

La Serie A, la categoria in cui il Verona Rugby milita, è divisa in tre gironi territoriali: il girone uno copre la Lombardia, l’Emilia, il Piemonte e la Liguria, il girone tre comprende tutto il centro-sud, mentre il girone due ha di fatto solo squadre venete ed è storicamente il più competitivo. Al termine della stagione regolare le tre vincitrici e la miglior seconda si sfidano nei playoff per aggiudicarsi l’unico slot promozione. Un obiettivo tutt’altro che semplice.

Il Verona Rugby, in quest’ultima stagione di Serie A, ha letteralmente dominato la stagione regolare, con due sconfitte e un pareggio su ventidue partite, e ha messo in campo un gioco rapido e spettacolare, in controtendenza rispetto al rugby fisico, concreto e senza troppa attenzione all’estetica che normalmente si vede sui campi della Serie A.

Il merito va alla programmazione della stagione: il direttore Zane Ansell ha messo insieme uno staff giovane ma con esperienza e idee chiare, e una squadra che, a differenza dello scorso anno, ha trovato subito l’alchimia giusta tra senatori e giovani talenti provenienti dall’accademia. 

In campo una squadra di ragazzi di grande qualità e una panchina lunga e affidabile. Senatori come capitan Zago, il centro Leo Quintieri, Alessandro Rossi (fresco di superamento delle 100 presenze con la maglia del Verona) e Giacomo Riedo hanno fatto una stagione impressionante per continuità e qualità. I giovani, alcuni dei quali “rubati” a lungo allo staff per la partecipazione al Sei Nazioni U20 con la maglia azzurra, hanno garantito tanti punti e sicurezza, e per completare un mix perfetto sono arrivati giocatori di grande esperienza nelle categorie superiori, come Brian Ormson – apertura argentino proveniente dal Petrarca Padova – e Dario Chistolini, esperto pilone azzurro che, oltre a spingere in campo, allena la mischia sia della prima squadra che dell’Academy.

Parolo e Libralon festeggiano la meta della seconda linea Bpefoto Boldrini Maurilio

Il gruppo è solido e fa del sostegno dentro e fuori dal campo la sua forza. Un valore che ha portato anche i singoli a superare i loro limiti. Basti pensare alla seconda linea Thomas Parolo, prima scelta tra le seconde linee antracite, tornato in campo in tempi record dopo essere stato investito da un pirata della strada dopo la prima giornata di campionato. L’incidente gli ha causato una grave frattura e per lui la stagione sembrava finita, ma con l’aiuto e il supporto dei compagni e dello staff è riuscito a spingere e a lavorare per tornare in campo. È tornato in campo tre settimane fa, contro Viadana, e nelle partite successive ha segnato due mete coronando tutto il lavoro e la fatica di una stagione che poteva essere un incubo ed è diventata un’ispirazione. 

La chiave di volta è l’arrivo dalla Nuova Zelanda dell’head coach Aaron Good, classe 1981, con esperienza da allenatore nei campionati professionistici neozelandesi e da assistant coach degli All Blacks U20. Good, affiancato come assistente da Niccolò Badocchi, ha saputo introdurre idee nuove e soprattutto creare un gruppo unito ed entusiasta, capace di divertirsi e far divertire.

Il coach antracite Aaron Good Bpefoto Boldrini Maurilio

I risultati sono arrivati subito: una stagione costantemente al vertice e la chance di giocarsi la promozione già al primo anno di lavoro. I buoni risultati e il raggiungimento dei playoff, però, potrebbero non bastare per rendere davvero memorabile la stagione. Le regole per la promozione sono crudeli, e per gli antracite tutto si deciderà in tre partite da dentro o fuori. Si parte al Payanini Center, domenica 19 maggio, con Verona-Lazio, il ritorno si giocherà sette giorni dopo a Roma.

Una doppia sfida che sa anche di rivalsa. La Lazio, infatti, fu la squadra “carnefice” del Verona nell’anno della retrocessione, in uno spareggio beffa che nella storia recente degli antracite rappresenta ancora una ferita aperta. Questa è dunque anche l’occasione per pareggiare i conti. D’altronde il Verona Rugby vuole continuare a stupire. Il bello viene adesso. 

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