Il piano della Commissione Europea “REPowerEU“, presentato il 18 maggio scorso, rappresenta la risposta dell’Europa alle difficoltà del mercato mondiale dell’energia causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Sarà discusso e quasi sicuramente approvato dai capi di Stato e di governo dei ventisette paesi comunitari al vertice straordinario di Bruxelles del 30 e 31 maggio.

L’obiettivo, per raggiungere il quale mette a disposizione duecento miliardi di euro, è azzerare entro il 2027 i 155 miliardi di metri cubi di gas che l’Europa importa dall’ex Urss; per l’Italia significa sostituire circa 30 miliardi di metri cubi di gas che normalmente passano la frontiera a Tarvisio, il 45% circa del consumo totale annuo.

Le azioni previste dal piano possono essere suddivise equamente secondo due principali missioni: rimpiazzare nel breve periodo il gas russo con altri combustibili fossili e sostituire il gas con fonti rinnovabili alternative.

Nuovi fornitori di fonti fossili

60 miliardi di metri cubi di gas dovrebbero essere importati da paesi fornitori diversi: 50 via mare da USA Egitto, Nigeria, Qatar, Congo, Mozambico e Angola sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL) e 10 miliardi di metri cubi da gasdotti non russi, quelli provenienti da Norvegia, Azerbaigian e Algeria.

Operazione non impossibile ma che necessita di nuovi investimenti in terminali di rigassificazione e del potenziamento dei gasdotti esistenti, con tempi non immediati di realizzazione. Considerati i futuri Paesi fornitori, il generale sistema di approvvigionamento di gas non risulterà più affidabile dell’attuale.

30 miliardi di metri cubi di gas verranno invece recuperati prolungando per quanto necessario l’utilizzo di centrali a carbone e nucleari già destinate alla chiusura.

Transizione energetica

Ma l’obiettivo davvero strategico, la sola strada che porti alla piena indipendenza energetica e superi definitivamente la precaria disponibilità di risorse energetiche dell’Europa, è l’ampliamento degli obiettivi del Green Deal accelerando ulteriormente la produzione di energia rinnovabile e migliorando l’efficienza energetica dai Paesi membri.

REPowerEU infatti stabilisce che il processo di autorizzazione, la pianificazione, la costruzione, il funzionamento e la connessione alla rete dei nuovi impianti di fonti rinnovabili siano definiti “di interesse pubblico prevalente” e “al servizio della salute e sicurezza pubblica”.

Produzione Rinnovabile

In questo documento la Commissione Europea propone di portare la produzione di energia rinnovabile dal 40 al 45% del consumo lordo totale di energia entro il 2030 (per il mix elettrico italiano significa raggiungere l’80% di rinnovabile partendo dall’attuale 35%). Questo nuovo sforzo si basa principalmente su due iniziative accompagnate da raccomandazioni e impegni vincolanti per gli Stati membri. 

La prima proposta (European Solar Rooftops Intiative) vuole facilitare e accelerare l’installazione di nuove capacità rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, e lo sviluppo di forme di autoconsumo come le comunità energetiche.

Prevede l’obbligo per gli Stati membri di installare entro il 2026 pannelli fotovoltaici su tutti i tetti con una superficie maggiore di 250m², sugli edifici pubblici entro il 2027 e, a partire dal 2029, l’estensione dell’obbligo a tutti i nuovi edifici residenziali. Le città cambieranno volto.

La seconda  proposta interviene sulle modalità e sui tempi delle autorizzazioni degli impianti di tutte le rinnovabili. L’iter autorizzativo  dovrà essere semplificato creando per i promotori dei progetti uno “sportello unico” (contact point) amministrativo e prevedere il sistema del silenzio-assenso. Gli Stati membri dovranno inoltre predisporre una mappatura del territorio nazionale, designando delle “aree idonee” alle fonti rinnovabili (renewables go-to areas), entro le quali l’amministrazione competente assicurerà per le proposte di nuovi impianti una valutazione d’impatto ambientale preventiva.

Con maggiori produzioni solari, eoliche e di biometano che ne deriveranno, rispetto a quanto già previsto dai target vigenti, entro il 2027 si stima verranno sostituiti 38 miliardi di metri cubi di gas.

Efficienza energetica e sviluppo Idrogeno verde

Ulteriori 37 miliardi di metri cubi  di gas verranno rimpiazzati con il risparmio energetico portando il target di riduzione dell’utilizzo di energia dal 9 al 13% del totale consumo. Questo provvedimento interesserà prevalentemente le abitazioni, soprattutto quelle costruite fra gli anni 50 e 80 del secolo scorso, per le quali è anche prevista l’installazione di 10 milioni di pompe di calore in sostituzione del tradizionale riscaldamento a gas.

Una maggiore produzione di idrogeno verde rispetto a quanto già previsto dal pacchetto “Fit for 55” del luglio 2021 dovrebbe infine sostituire ulteriori 27 miliardi di metri cubi di gas. Occorre però sottolineare che la produzione attuale di idrogeno verde è sostanzialmente nulla e la filiera tecnologica è ai primi timidi vagiti tanto da ritenere questo obiettivo fortemente sovrastimato.

Impatto sulle città: Verona

Come si può facilmente notare le misure contenute nel piano REPowerEU interesseranno prevalentemente le città dove è concentrato il 75 % della popolazione europea e si consuma oltre il 65% dell’energia. La loro attuazione modificherà significativamente la mobilità, le forme di riscaldamento, la produzione e distribuzione dell’energia elettrica, l’aspetto degli edifici e le modalità di costruzione della abitazioni.

Una trasformazione del tessuto urbano che per dimensione si paragona alla ricostruzione avvenuta nell’ultimo dopoguerra.

Non può sfuggire inoltre la coincidenza temporale fra i tempi di realizzazione degli obiettivi REPowerEU e quelli di governo dell’amministrazione comunale che verrà eletta a Verona il 26 giugno prossimo: per entrambi il 2027.

Il momento è cruciale. Sarà con la  prossima amministrazione che Verona deciderà se vorrà partecipare ai cambiamenti traendone i benefici o si farà trascinare dagli eventi perdendo opportunità e subendone le conseguenze.

A due settimane dal voto si può solo notare che nella campagna elettorale il tema è sostanzialmente trascurato.

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