Matteo Spiazzi: la guerra e il teatro

«La domanda ultima, priva di risposta, è a cosa serve l’arte quando i bambini muoiono. Dal punto di vista artistico ci sono elementi per mettere in scena qualcosa di necessario. Ma dal punto di vista umano è terribile». Il regista è Veronese dell'anno per il magazine Heraldo.

Parole in terra bruciata: tre poete ucraine dicono la guerra

Dieci mesi di conflitto oggi, vigilia di Natale: le scrittrici Natalia Beltchenko, Iya Kiva e Oksana Stomina, in tour in Italia un mese fa, hanno dialogato su quanto la cultura stia dando voce al dolore, alla resistenza, alla sete di giustizia. Ma anche quanto sia importante costruire scambi e strade culturali per la pace futura.

L’obbligo militare a partire dal caso Ucraina

Mentre la guerra continua sul fronte russo/ucraino, non si ferma nemmeno l’attività degli attivisti dei Movimento Nonviolento e della Rete italiana Pace e Disarmo che, in tempi e situazioni molto complesse, cerca di rendere possibile la scelta dell’obiezione di coscienza militare. Data la situazione, un diritto sempre più difficile da far valere e riconoscere, come mostra il caso di Vitaliy Alekseinko.

Poesia di resistenza: a Verona arrivano tre voci ucraine

In tour in Italia, sono attese a Casa di Ramia domenica 20 novembre: Natalia Beltchenko, Iya Kiva e Oksana Stomina con le loro liriche raccontano l'oggi di un Paese martoriato. Autrici riconosciute, oggi aggiungono ai loro versi la forza della militanza civile, come via per ricucire vite in frantumi.

Il nastro giallo di Kherson: la non-violenza attiva

La liberazione della città nell'Ucraina meridionale fa emergere storie di resistenza disarmata, attuate dalla popolazione nei confronti degli occupanti russi. Tra sabotaggi, scritte sui muri, e sostegno all'esercito di Kyiv, la lotta degli abitanti ha tenuto unito un popolo.

Bandiera ucraina a Kherson liberata

Kherson è liberata

La liberazione arriva dopo 254 giorni di occupazione e resistenza. La ritirata russa lascia dietro di sé villaggi sventrati, depredati e minati. Ma dà anche speranza che il tempo della pace e della giustizia sia più vicino.

Dopo Merkel, Germania senza bussola

Il cambio di passo rispetto agli anni della cancelliera è evidente e precario: il conflitto ucraino non solo ha sbilanciato i progetti politici del nuovo esecutivo a guida Scholz, ma ha pure evidenziato le responsabilità di una politica estera con la Russia basata su scambi economici. E ora prevale una leadership precaria.