Olenivka: la strage, il dolore, la ricerca di verità

La travagliata storia della città di Mariupol e del suo cuore d’acciaio, l'Azovstal, resterà nella storia come uno dei capitoli più tragici della guerra russo-ucraina. Ma all’interno di questo scenario spicca per eccezionale tragicità la data fra il 28 e il 29 di luglio 2022.

Il podio della dignità: il caso Kharlan

In poche ore ai Mondiali di scherma di Milano si è consumato uno scontro che ha messo in luce quanto un atleta sia autorizzato ad essere testimone di una battaglia di giustizia. E nessuno, dal singolo sportivo alle società internazionali, può rifugiarsi dietro una insostenibile neutralità.

La fragile tranquillità delle città fluttuanti

L'attacco di questi giorni ai siti culturali, oltre che alla popolazione e alle riserve alimentari, prosegue lungo una visione che non ha un valore strategico militare. A costo di distruggere anche parte della propria identità culturale, Mosca non rinuncia alla politica di aggressione che mina le radici della cultura ucraina.

Quando le sirene non impressionano più nessuno

Una breve vacanza in una terra martoriata, che cerca la normalità in mezzo ai bombardamenti. A 500 giorni di conflitto il trauma si intreccia alla quotidianità, alla luce di un continuo crescendo di vittime. "La guerra è come l’aria: invisibile e onnipresente. La noti nello sguardo fisso nel vuoto di chi non ha dormito la notte per colpa dell’ennesimo attacco, o negli occhi ciechi dei reduci dai volti bruciati".

L’acqua che uccide

La distruzione della diga di Kakhovka nella regione di Kherson sta causando anche immani conseguenze ecologiche, disastrose per i territori circostanti. E la minaccia non riguarda soltanto il popolo ucraino.

Mariupol, un anno fa

Il ricordo della distruzione del teatro che ospitava numerosi civili, tra cui molti bambini, è ancora vivido. Le parole della poeta Oksana Stomina, testimone dei fatti, ci riportano alla tragica aggressione russa, che non ha avuto riguardo nemmeno delle vittime.

La rivelazione di questi mesi si chiama Ucraina

Il conflitto in corso in realtà inizia nel 2014: l'anniversario che ricorre oggi descrive l'acuirsi dell'aggressione da parte della Russia di Putin. Le ragioni profonde non hanno a che fare solo con la geopolitica, bensì affondano in una visione opposta del futuro e della libertà.