Venti di guerra spirano in Europa. Con due conflitti nei quali siamo di fatto coinvolti e con l’aumento costante delle spese per gli armamenti, i media raccontano, spesso con compiacimento, ogni dettaglio sull’evoluzione tecnologica delle nuove armi. Raramente, però, si pongono una domanda fondamentale: è possibile una difesa diversa, non armata e non violenta?

Eppure, lo scorso 16 marzo è stata depositata in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile, non armata e non violenta. La proposta è stata promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, dalla Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile e da Sbilanciamoci. Entro il prossimo 15 settembre dovranno essere raccolte e consegnate almeno 50.000 firme per avviare l’iter parlamentare.

Nella Costituzione le radici della difesa civile

Lo scorso 21 luglio, presso la parrocchia di San Rocco di Castiglione, si è tenuto un incontro pubblico informativo. A presentare la proposta è stato Roberto Alberti, obiettore di coscienza e responsabile del Servizio Civile Universale presso l’Istituto Don Calabria.

Roberto Alberti

La proposta affonda le sue radici nella stessa Costituzione italiana. Alberti ha ricordato innanzitutto l’articolo 52, che al primo comma afferma la sacralità della difesa della Patria come dovere di ogni cittadino. Alberti ha significativamente fatto notare che, accanto alla parola “difesa” non compare l’aggettivo “armata”. Non si tratta di una dimenticanza dei padri costituenti, al contrario di lungimiranza, loro, che la guerra l’avevano vissuta in tutta la sua durezza. Ancora più esplicito è l’articolo 11, che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e come offesa alla libertà degli altri popoli. La guerra, infatti, non risolve mai realmente i conflitti, ma li esaspera, alimentando un vortice di violenza.

La pace non si improvvisa, occorre studio e ricerca

Nel concreto, la proposta prevede l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e non violenta. Il Dipartimento dovrà agire in coordinamento e collaborazione con gli esistenti Dipartimenti dei Vigili del fuoco e della Protezione Civile. Verranno organizzati inoltre i Corpi Civili di Pace, inseriti nell’ambito del Servizio Civile Universale, destinati a interventi di prevenzione dei conflitti, mediazione e assistenza nelle aree di crisi, sia in Italia che all’estero.

Alberti ha sottolineato che questa proposta non si pone in alternativa alla difesa militare, ma in modo complementare, con l’obiettivo di tutelare le persone, le comunità e le istituzioni democratiche. Verrà inoltre istituito un Istituto di Ricerca per la Pace e il Disarmo, con funzioni di supporto scientifico e formativo. Il motivo è molto semplice: se la guerra richiede applicazione e si avvale delle Accademie, come ha ricordato Alberti; «anche per la Pace occorre studiare, imparare e prepararsi».

Dall’obiezione di coscienza alla Difesa civile non armata e non violenta

Campagna per una difesa non armata e non violenta

La proposta completa un percorso iniziato nel 1972 con la prima legge sull’obiezione di coscienza. Grazie ad essa, finalmente, da quell’anno, chi rifiutava il servizio di leva, anziché essere processato e rinchiuso in carcere, ha potuto svolgere in alternativa un servizio civile. Oggi, anche senza leva obbligatoria, il Servizio Civile Universale vede ogni anno oltre 60.000 giovani impegnati, a fronte di più di 150.000 richieste: un segno evidente di una crescente sensibilità verso l’impegno a favore della comunità.

La creazione di un Dipartimento per una difesa non armata e non violenta dà concretezza a un modo diverso di intendere la sicurezza: non più centrato solo sulla forza militare, ma anche sulla solidarietà sociale, sulla protezione delle persone e delle istituzioni democratiche. L’invito di Alberti è chiaro: sottoscrivere la campagna con la propria firma, che si può fare in forma cartacea oppure, più comodamente, tramite SPID o CIE entro il 15 settembre.

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