Il desiderio, quando prende sul serio la vita, smette di essere soltanto un vuoto da colmare e diventa movimento. Una forza che cambia la percezione delle cose, riorienta lo sguardo e apre nuove possibilità di relazione. È attorno a questa idea che ruota Desiderio d’amore – Quando l’amore diventa forma vivente e principio di trasformazione, il secondo appuntamento della rassegna “De Sidera. Alla ricerca della natura del desiderio”, in programma venerdì 13 marzo alle 18 al Teatro Stimate.

Sul palco si incontreranno la filosofa Maura Gancitano e la cantautrice Cristina Donà, in un dialogo che intreccia riflessione teorica, parola poetica e musica dal vivo. A guidare la conversazione sarà il giornalista Giorgio Vincenzi, mentre la rassegna è curata da Elisabetta Gazzi e Valeriano Erbisti.

Maura Gancitano

L’iniziativa arriva dopo il successo del primo incontro, che aveva visto dialogare il fisico e inventore Federico Faggin e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli davanti a un teatro gremito. Un segnale chiaro di quanto il pubblico sia disposto a interrogarsi su parole che sembrano familiari ma che spesso nascondono profondità inesplorate.

In questo nuovo appuntamento il tema è l’amore, ma non come semplice emozione privata o categoria romantica. Piuttosto come energia generativa, capace di trasformare linguaggi, immaginazione e relazioni. Un principio che non resta astratto ma si incarna nei gesti, nelle scelte quotidiane, nei modi attraverso cui costruiamo il nostro stare al mondo.

Al centro dell’incontro c’è una domanda che la curatrice Elisabetta Gazzi propone come bussola dell’intero percorso: cosa accade quando il desiderio d’amore smette di essere solo mancanza e diventa una forma vivente capace di orientare la nostra esistenza?

La filosofa Maura Gancitano anticipa così il senso della conversazione: “Il desiderio è la mancanza delle stelle. Con Cristina Donà lo attraverseremo partendo dal mito platonico, passando per la meccanica quantistica e l’intelligenza della musica, fino ad arrivare alla domanda più scomoda: che fine fa quel vuoto quando qualcuno lo riempie al posto nostro?”.

Cristina Donà

A raccogliere questo filo sarà la voce di Cristina Donà, che accompagnerà il dialogo con alcuni brani del proprio repertorio. Per la cantautrice, la parola “amore” conserva una vibrazione originaria che attraversa linguaggi e culture: “Una delle possibili radici etimologiche di ‘amore’ deriva dal latino amma, mamma. È una parola che nasce da un suono, quello con cui invochiamo affetto e cura. Forse quel suono assomiglia a quello che fa girare i pianeti e continua a vibrare nell’infinitamente piccolo”.

In questa prospettiva, l’amore appare come una forza capace di rimettere in movimento il senso, soprattutto in un tempo segnato da inquietudini e crisi. Non una risposta facile, ma un gesto di apertura che restituisce profondità alle relazioni e alla possibilità di immaginare il futuro.

La rassegna “De Sidera” proseguirà poi l’8 maggio, sempre al Teatro Stimate, con un incontro dedicato al Desiderio di spiritualità. Sul palco dialogheranno il teologo Vito Mancuso e l’attore e poeta Marco Campedelli, in un confronto tra fede, poesia e ricerca interiore.

Per partecipare all’incontro del 13 marzo l’ingresso è gratuito, con prenotazione del posto attraverso il sito dell’associazione organizzatrice. Un invito a fermarsi, almeno per un’ora, a osservare da vicino quella strana forza che chiamiamo desiderio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA