C’è una lingua che in Lessinia non passa soltanto attraverso le parole. È quella delle contrade, delle stalle, delle giassare e dei casoti, costruzioni nelle quali la pietra diventa testimonianza materiale di un rapporto secolare tra le comunità e il territorio. Anche da questa particolare forma di linguaggio prende le mosse la 32ª edizione del Film Festival della Lessinia, in programma a Bosco Chiesanuova dal 21 al 30 agosto.

Dopo aver scelto la “lingua madre” come filo conduttore dell’edizione 2026, la rassegna internazionale dedicata alla vita, alla storia e alle tradizioni delle terre alte allarga così la propria riflessione all’architettura. Per il quinto anno consecutivo l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona sarà infatti presente al Festival con una serie di appuntamenti dedicati alla montagna e al suo rapporto con la contemporaneità.

Il primo è in programma venerdì 21 agosto alle 11, nella Sala Olimpica, con la presentazione di Lessinia di pietra, forme e linguaggi dell’architettura tradizionale di Vincenzo Pavan. Frutto di una ricerca durata dieci anni, il volume raccoglie e sistematizza le conoscenze maturate in oltre mezzo secolo di studi sulle tipologie, le tecniche e gli elementi architettonici che hanno contribuito a definire il paesaggio lessinico.

Foto di Agostino Mondin

Al centro emerge quella che viene definita una vera e propria “civiltà della pietra”: un patrimonio sviluppatosi grazie alle caratteristiche dei materiali lapidei presenti sul territorio e capace, nel corso dei secoli, di trasformare la Lessinia in un laboratorio di sperimentazione. Una storia che non procede però per isolamento. Le tecniche delle popolazioni locali si sono confrontate con le culture portate dalle migrazioni e con gli influssi provenienti dalla città, mostrando come anche l’architettura tradizionale sia il risultato di scambi e contaminazioni.

Un festival che guarda alle nostre tradizioni archittettoniche

Proprio il rapporto tra eredità e trasformazione sarà al centro di “Contaminazioni. Dalla Lessinia di pietra all’architettura alpina contemporanea”, il convegno in programma il 27 agosto alle 10 nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria. Partendo dal lavoro di Pavan, l’incontro proverà a interrogare il rapporto tra i codici architettonici della tradizione e i linguaggi della modernità, inserendolo all’interno delle trasformazioni che stanno interessando i territori montani: dai cambiamenti climatici alle nuove forme dell’abitare, fino alla diversa fruizione delle terre alte legata al tempo libero.

Insieme a Pavan interverranno Vincenzo Latina dell’Università degli Studi di Catania, Simone Cola di Architetti Arco Alpino e Giorgio Azzoni dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. L’introduzione sarà affidata a Federica Guerra, redattrice della rivista Architetti Verona, mentre i saluti istituzionali saranno portati dal vicepresidente dell’Ordine Alberto Vignolo.

Il confronto tra passato e presente attraverserà anche fisicamente gli spazi del Festival. Dal 21 al 30 agosto la Sala Olimpica ospiterà infatti la mostra “Caratteri, forme e linguaggi dell’architettura tradizionale”, curata da Federica Guerra e Alberto Vignolo. Attraverso la documentazione grafica e fotografica raccolta nel volume di Pavan, l’esposizione attraverserà la struttura delle contrade e alcune delle forme caratteristiche dell’architettura lessinica: dalle giassare ai casoti, dalle differenti tipologie di stalle fino alle costruzioni ad arco gotico e agli stalloni d’alpeggio.

Il percorso arriverà infine sullo schermo. Alle 18 del 27 agosto sarà proiettato Il tempo della montagna di Francesca Molteni e Davide Fois, docufilm in concorso al Festival dedicato all’architettura contemporanea nelle Alpi italiane. Attraverso dieci casi studio, il film affronta alcune delle questioni che attraversano oggi le terre alte, cercando di prendere le distanze tanto dalla retorica della montagna eroica quanto dalla sua rappresentazione come luogo idilliaco. L’architettura rimane sullo sfondo mentre in primo piano emergono le persone che quegli spazi li attraversano e li abitano.

Uno sguardo rivolto al futuro ecosostenibile

Prima dell’apertura ufficiale, però, il Festival guarderà anche alle generazioni che dovranno confrontarsi con queste trasformazioni. Oggi giovedì 20 agosto alle 21, Piazza della Chiesa ospita “Eco-Post-It. Digital storytelling per un mondo sostenibile”, progetto che ha coinvolto 50 ragazzi e ragazze di 13 scuole superiori veronesi nella realizzazione di video, podcast e contenuti social dedicati alle sfide ambientali.

Un festival rivolto a tutte le generazioni

Attraverso smartphone, videocamere e microfoni, gli studenti sono stati chiamati non soltanto a riflettere sulla sostenibilità, ma a trovare un linguaggio attraverso cui comunicarla. Gli audiovisivi realizzati saranno presentati insieme alle testimonianze degli stessi ragazzi, mentre la Lake Funk Street Band accompagnerà la serata.

Fino al 30 agosto, Bosco Chiesanuova ospiterà 83 film provenienti da 43 Paesi, selezionati tra circa mille opere, con 27 anteprime italiane e oltre cento appuntamenti. Al centro, la lingua madre e la possibilità di considerarla non soltanto uno strumento di comunicazione, ma un deposito di memoria, identità e conoscenze attraverso cui le comunità interpretano il territorio che abitano.

La rassegna cinematografica internazionale prende il via venerdì con le prime proiezioni cinematografiche in concorso, al termine della tradizionale cerimonia di apertura delle 18. Biglietteria dal 20 al 30 agosto al Teatro Vittoria (in Piazza Guglielmo Marconi, 35) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 23. Info: biglietteria@ffdl.it o ffdl.it

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