Castelli e ville chiuse. Abbazie dimenticate. Teatri spenti. Borghi lasciati in sospeso come ferite aperte nel paesaggio italiano. E insieme a loro, decine di amministrazioni comunali intrappolate dal 2016 in un limbo burocratico e finanziario che ha congelato l’intervento economico dello Stato intrappolando il futuro di interi territori. Stiamo parlando del Progetto “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” che dalle Alpi fino alla Sicilia coinvolge 62 comuni italiani, oltre 550 mila cittadini e quasi 49 milioni di euro di finanziamenti pubblici promessi e poi congelati nel 2023. Che nella sola provincia di Verona coinvolge i comuni di Povegliano Veronese, Brenzone, Verona, Lavagno, Casaleone.

Sessantadue comuni che attendono da dieci anni delle risposte dopo aver investito risorse proprie in progetti esecutivi e ora tutto bloccato. Fermi ma non rassegnati, anzi battaglieri più che mai. Tanto da mettersi assieme in un coordinamento e sbarcare a Roma per una seconda conferenza stampa (la prima nel gennaio 2025) alla Camera dei deputati a metà maggio per far valere i loro diritti e far conoscere lo stato delle cose.

«Siamo stati, nuovamente a Roma per chiedere che lo Stato mantenga la parola data ai territori», afferma Roberta Tedeschi, sindaca di Povegliano Veronese e portavoce del Coordinamento dei sindaci. «Dietro questi progetti non ci sono numeri astratti: ci sono comunità, turismo, sviluppo locale. Ci sono sindaci che hanno creduto nelle istituzioni e cittadini che oggi vedono castelli, ville storiche, monasteri e teatri ancora chiusi, mentre quasi 49 milioni di euro», continua la sindaca, «restano congelati nei cassetti della politica. Il patrimonio storico culturale non può essere trattato come una promessa elettorale scaduta. Si tratta di uno spreco di soldi pubblici, l’abbandono del patrimonio italiano e il tradimento dei territori; perché uno Stato che lascia indietro la propria bellezza sta dicendo ai suoi cittadini che possono essere dimenticati».

Roberta Tedeschi, portavoce del Coordinamento dei 62 sindaci e sindaca di Povegliano Veronese.

L’impegno di Roberta Tedeschi per il Progetto “Bellezz@ nasce dal fatto che a Povegliano Veronese c’è una villa veneta del 1500 (villa Balladoro) assegnataria di 1.740.000 euro, rimasti però sulla carta, nonostante quasi 100.000 euro spesi nel 2018 dal comune, per il progetto esecutivo richiesto dal bando. La sindaca aveva promesso ai suoi concittadini all’inizio del mandato nell’autunno del 2021 che sarebbe andata a Roma per sbloccare i finanziamenti, e così è stato tanto da coinvolgere sindaci da tutta Italia.

Una vicenda iniziata nel 2016 con il piano nazionale «Cultura e Turismo» che destinava 150 milioni di euro a 271 progetti di recupero culturale in tutta Italia. Solo 42 interventi sono arrivati alla firma delle convenzioni. Tutti gli altri sono rimasti sospesi nonostante anni di istruttorie, progettazioni e investimenti sostenuti dai comuni. Nel 2022, poi, la doccia fredda. Il 27 dicembre una Delibera Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri) blocca il progetto e congela i finanziamenti. Nasce da qui nel 2023 il Coordinamento dei 62 comuni di tutti i gruppi politici e di liste civiche che ha inviato richieste ufficiali per lo sblocco dei finanziamenti alla Presidenza del Consiglio e al ministero della Cultura senza ottenere alcuna risposta concreta.

Oltre al danno anche la beffa. Il Coordinamento dei sindaci ha, inoltre, denunciato una situazione paradossale: i progetti Bellezz@ hanno carattere esclusivo e impediscono ai comuni di accedere ad altri bandi per gli stessi interventi. In pratica, decine di amministrazioni sono bloccate da anni senza fondi e senza alternative.

Solidarietà e amarezza. «Dalla conferenza stampa alla Camera dei deputati a oggi», afferma Roberta Tedeschi portavoce del Coordinamento dei 62 sindaci, «non abbiamo ancora ricevuto alcun concreto riscontro dalle istituzioni direttamente competenti: Presidenza del Consiglio dei ministri e ministero della Cultura. Al contrario, abbiamo registrato forte attenzione e disponibilità da parte di numerosi parlamentari di tutti gli schieramenti politici, così come dall’Anci che è intervenuta formalmente scrivendo al Capo di Gabinetto del ministero della Cultura per chiedere un incontro dedicato alla vicenda. Come sindaci», prosegue, «non rinunceremo mai a chiedere un confronto serio, affinché i finanziamenti promessi possano essere sbloccati, anche attraverso strumenti alternativi che, in realtà, nel 2023 erano stati annunciati dall’allora ministro Sangiuliano».

E poi una punta di amarezza. «È per noi inaccettabile che, a fronte di una mobilitazione così ampia, i comuni continuino a non ricevere risposte dai livelli istituzionali chiamati a decidere: negare il dialogo significa chiudere le porte ai cittadini e alle cittadine. La credibilità delle istituzioni si misura dalla capacità di mantenere gli impegni e confrontarsi con i territori e, in questa vergognosa vicenda, lo Stato sta perdendo autorevolezza e fiducia», conclude Tedeschi.

Da sinistra a destra: Andrea Lampis, sindaco di Las Plassas (Medio Campidano); Pino Finamore, sindaco di Villa Santa Maria (Chieti); Roberta Tedeschi, sindaca di Povegliano Veronese e portavoce del Coordinamento dei 62 sindaci; Marco Casati, assessore di Scarperia e San Piero (Firenze); Antonello Denuzzo, sindaco di Francavilla Fontana (Brindisi).

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